Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2369-bis codice civile

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 24 FEBBRAIO 1998, N. 58

AGGIORNAMENTO

Il D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, disponendo (con l’art. 1, comma 1) la sostituzione del Libro V, Titolo V, Capo V, non ha più previsto il presente articolo.

Giurisprudenza annotata

Assemblea straordinaria in terza convocazione

La clausola avente ad oggetto il diritto di prelazione riconosce al socio un diritto per sua natura funzionale collegato ad interesse sociale che si assume preminente al punto di giustificarne la introduzione all'interno dello statuto: la prelazione costituisce una clausola organizzativa della compagine sociale nelle fasi che presiedono il suo avvicendamento, mirando alla definizione e tutela in via primaria dell'interesse sociale alla tendenziale omogeneità della compagine sociale. Deve pertanto affermarsi la possibilità per la maggioranza di procedere alla soppressione del diritto di prelazione secondo le regole di cui agli art. 436 e ss. c.c., in relazione agli art. 2365, 2368, 2369 e 2369 bis c.c.

Tribunale Bologna  21 marzo 1995

 

La soppressione nello statuto di una società per azioni della clausola di prelazione in caso di vendita delle azioni non richiede il consenso di tutti gli azionisti, atteso che essa ripristina il regime legale di libera circolazione delle azioni (art. 2022 c.c.), a differenza dell'introduzione della medesima clausola, che limita il potere dispositivo dell'azionista. La maggioranza necessaria per la soppressione della prelazione è quella prevista in via generale per il funzionamento dell'assemblea straordinaria (art. 2436, in relazione agli art. 2365, 2368, 2369 e 2369 bis c.c.), senza che sia applicabile, per quanto concerne le deliberazioni in secondo e terza convocazione, la regola maggioritaria fissata dall'art. 2441, comma 5, c.c. per la soppressione della opzione, poiché, nonostante l'analogia tra le due ipotesi di soppressione, la natura eccezionale di quest'ultima disposizione non ne consente un'estensione analogica.

Cassazione civile sez. I  15 luglio 1993 n. 7859  



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