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Art. 2370 codice civile: Diritto d’intervento all’assemblea ed esercizio del voto

Possono intervenire all’assemblea coloro ai quali spetta il diritto di voto.

Lo statuto delle società le cui azioni non sono ammesse alla gestione accentrata, può richiedere il preventivo deposito delle azioni presso la sede sociale o presso le banche indicate nell’avviso di convocazione, fissando il termine entro il quale debbono essere depositate ed eventualmente prevedendo che non possano essere ritirate prima che l’assemblea abbia avuto luogo. Qualora le azioni emesse dalle società indicate al primo periodo siano diffuse fra il pubblico in misura rilevante il termine non può essere superiore a due giorni non festivi (1) .

Se le azioni sono nominative, le società di cui al secondo comma provvedono all’iscrizione nel libro dei soci di coloro che hanno partecipato all’assemblea o che hanno effettuato il deposito.

Lo statuto può consentire l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l’espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica. Chi esprime il voto per corrispondenza o in via elettronica si considera intervenuto all’assemblea. Resta fermo quanto previsto dalle leggi speciali in materia di legittimazione all’intervento e all’esercizio del diritto di voto nell’assemblea nonché in materia di aggiornamento del libro soci nelle società con azioni ammesse alla gestione accentrata (2).


Commento

Assemblea: [v. 2341ter]; Diritto di voto: [v. 2341bis]; Convocazione: [v. 2363]; Azioni nominative: [v. 2345].

Diritto di intervento: diritto di ciascun socio a prendere parte all’assemblea indipendentemente dal fatto che abbia o meno il diritto di voto. Esso è comunque tutelato al fine di consentire lo sviluppo del dibattito assembleare che precede le operazioni di voto.

Voto per corrispondenza: possibilità offerta ai soci di un’azienda di manifestare la propria volontà all’interno dell’assemblea degli azionisti pur non essendo fisicamente presenti.

(1) Si precisa che il termine è di due giorni lavorativi, in modo da evitare che, nelle ipotesi in cui coincidano con giorni festivi e l’intermediario non possa rilasciare la relativa comunicazione, il citato termine possa rivelarsi eccessivamente breve.

(2) Il nuovo comma introduce una netta separazione tra la disciplina concernente le società con azioni ammesse alla gestione accentrata, disciplinate d’ora innanzi dalle leggi speciali, e quelle non ammesse alla gestione accentrata per le quali continua ad applicarsi l’art. 2370.


Giurisprudenza annotata

Diritto d'intervento ed esercizio di voto

Nella società per azioni quotata in borsa, i cui titoli azionari siano stati immessi nel sistema di deposito accentrato, il diritto del socio di intervenire e votare in assemblea non presuppone in via assoluta il deposito presso la sede sociale, nei cinque giorni precedenti l'adunanza, della certificazione del depositario recante l'indicazione del diritto sociale esercitabile, essendo sufficiente, qualora non vi sia una diversa disposizione statutaria, che tale certificazione sia esibita dall'interessato in assemblea, ancorché essa si tenga in seconda convocazione, poiché la ratio dell'onere di preventivo deposito cartolare - sancito dall'art. 2370 c.c. e dall'art. 4 della l. n. 1745 del 1962 per assicurare alla società un tempo sufficiente alla verifica dei titoli di partecipazione - non si estende alle azioni “de materializzate”, per le quali la verifica è affidata al depositario certificante ex art. 85 d.lg. n. 58 del 1998. (Principio affermato riguardo alla disciplina vigente all'epoca della delibera impugnata, assunta dall'assemblea nell'anno 2000).

Cassazione civile sez. I  12 dicembre 2012 n. 22763  

 

Il generico rinvio recettizio alla disciplina legale contenuto in una clausola statutaria relativa all'intervento in assemblea evidenzia la mera volontà dei soci di rimettersi sul punto alla disciplina legale vigente al momento dello svolgimento dell'assemblea dei soci, con la conseguenza che, alla data dell'assemblea, l'ammissione dei soci a intervenire all'assemblea era già disciplinata dalla nuova formulazione dell'art. 2370 c.c., in vigore dall'1 gennaio 2004, che rende del tutto facoltativo il preventivo deposito delle azioni (obbligo inderogabile nel vigore della precedente normativa).

Tribunale Roma  11 agosto 2004

 

Ai fini dell'applicazione dell'art. 223 bis commi 1 e 5 disp. att. c.c. e con particolare riferimento alla temporanea ultrattività delle disposizioni statutarie non conformi al d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6, il generico rinvio contenuto nella clausola di uno statuto di una società di capitali alla disciplina legale, dettata da norme inderogabili, deve essere inteso come rinvio alla legge vigente al momento di redazione della clausola medesima (fattispecie relativa alla previsione statutaria di un obbligo di preventivo deposito di azioni ai sensi dell'art. 2370 c.c. Prev.).

Tribunale Roma sez. II  06 luglio 2004

 

Con riferimento all'art. 223 bis, commi 1 e 5, disp. att. c.c. ed, in particolare, all'efficacia delle disposizioni dell'atto costitutivo e dello statuto non conformi al d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6 fino al 30 settembre 2004, il generico rinvio da parte di una clausola di uno statuto di una società di capitati alla disciplina legale, contenuta in norme inderogabili, deve essere inteso come rinvio alla legge vigente al tempo in cui la clausola deve trovare applicazione e non come rinvio alla legge vigente al momento di redazione della clausola medesima (fattispecie relativa alla previsione statutaria di deposito di azioni ai sensi dell'art. 2370 c.c. Prev.).

Tribunale Roma  06 luglio 2004

 

La semplice esibizione dei certificati rilasciati per la legittimazione all'esercizio del diritto d'intervento in assemblea e attestanti la partecipazione degli strumenti finanziari al sistema di gestione accentrata in regime di dematerializzazione del supporto cartaceo è sostanzialmente equivalente al deposito delle azioni ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 2370 c.c. e 4, 2° comma, l. n. 1745 del 1962, in quanto entrambi gli istituti raggiungerebbero il medesimo scopo di evitare trasferimenti strumentali di titoli capaci di alterare le maggioranze deliberative: non è richiesto quindi che le certificazioni di cui sopra vengano depositate cinque giorni prima della data dell'assemblea, non solo perché sarebbero già stati esplicati i controlli sulla coincidenza nominativa tra soggetti titolari e soggetti legittimati (nell'interesse pubblico di scongiurare "manovre dell'ultima ora"), ma anche perché sarebbe altrimenti eccessivamente e ingiustamente gravosa l'incombenza in capo al socio azionista che si predispone al voto (a causa della necessaria collaborazione dell'intermediario specializzato il quale, dal momento della richiesta, ha tempo a sua volta cinque giorni per la produzione del documento di legittimazione), e in via ulteriore ingiustificatamente differente rispetto alla procedura prescritta dalla disciplina generale di società per azioni che emettono titoli "tradizionali" (ovverosia non oggetto di quotazione).

Tribunale Milano  17 gennaio 2004

 

L'esibizione dei certificati di partecipazione al sistema di gestione accentrata da parte dell'intermediario depositario equivale al deposito delle azioni ex art. 2370 c.c. Prev.

Tribunale Milano  17 gennaio 2004

 

Perché l'organo assembleare possa intendersi validamente costituito occorre verificare che l'elemento indefettibile della fattispecie, vale a dire la presenza dei soci nell'adunanza, possieda i requisiti di rappresentatività stabiliti dagli art. 2368 e 2369 c.c. e che il relativo diritto di intervento risponda alle condizioni dell'art. 2370 c.c.

Corte appello Milano  31 gennaio 2003

 

È illegittima, perché contraria a principi di ordine pubblico economico sul funzionamento delle società commerciali, la clausola dello statuto di una società a responsabilità limitata che riproduce il contenuto dell'art. 2370 c.c. e subordina il diritto di voto del socio in assemblea all'iscrizione nel libro dei soci da almeno cinque giorni.

Tribunale Napoli  14 giugno 2000

 

È legittima la clausola statutaria di una s.r.l., avente contenuto analogo a quello dell'art. 2370 c.c., posto che la medesima rientra nell'ambito del principio dell'autonomia contrattuale previsto dall'art. 1322 c.c.

Corte appello Venezia  05 giugno 1999

 

Nel contenuto del "diritto di intervento in assemblea" (art. 2370 c.c.), inteso come diritto di essere informati compiutamente sulle materie oggetto di decisione e di discuterle a tutela dei propri particolari interessi, non rientra la facoltà di replica immediata del socio alle risposte fornite dal presidente durante la discussione degli argomenti all'ordine del giorno.

Tribunale Udine  17 maggio 1999



 
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