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Art. 2374 codice civile: Rinvio dell’assemblea

I soci intervenuti che riuniscono un terzo del capitale rappresentato nell’assemblea, se dichiarano di non essere sufficientemente informati sugli oggetti posti in deliberazione, possono chiedere che l’assemblea sia rinviata a non oltre cinque giorni.

 

Questo diritto non può esercitarsi che una sola volta per lo stesso oggetto (1).


Commento

Capitale sociale: [v. 2327]; Assemblea: [v. 2341ter].

(1) Il legislatore attribuisce un particolare potere ai soci. Essi possono, infatti, chiedere il rinvio dell’assemblea. Tale potere può essere esercitato solo se sono soddisfatte alcune condizioni: a) la richiesta deve essere eseguita da tanti soci che rappresentino un terzo del capitale; b) questi dichiarano di non essere informati circa le materie che costituiscono oggetto di deliberazione dell’assemblea.


Giurisprudenza annotata

Rinvio dell'assemblea

La riconduzione alla previsione dell'art. 1394 del c.c., anziché a quella degli art. 2373 e 2374 del c.c. di una fattispecie di conflitto di interessi, dedotta con riferimento alle fideiussioni stipulate dall'amministratore unico di una società a responsabilità limitata, integra gli estremi di una diversa qualificazione del fatto posto a fondamento della eccezione di invalidità delle fideiussioni e non configura una eccezione diversa da quella sollevata dalla parte (con conseguente violazione dell'art. 112 del c.p.c.). Le fattispecie contemplate dalla citate disposizioni - infatti - si differenziano per il fatto che nel caso previsto dall'art. 1394 del c.c. il conflitto di interessi si manifesta al momento dell'esercizio del potere rappresentativo, mentre nel caso previsto dagli art. 2373 e 3291 il conflitto si manifesta, rispettivamente, in sede di assemblea e di consiglio di amministrazione, al momento dell'esercizio del potere deliberativo. Deriva da quanto precede, pertanto che ove nella eccezione sia mancata del tutto - come nella specie - il riferimento al momento deliberativo nell'ambito delle determinazione di un organo collegiale, la riconduzione del conflitto di interessi, dedotto oltretutto con riferimento al contratto stipulato da una amministratore unico di una s.r.l., alla disciplina dettata dall'art. 1394 del c.c. non solo è l'unica possibile, ma - non implicando né una modifica e/o integrazione del fatto dedotto, né un mutamento delle conseguenze che la parte ne vuole tratte - rappresenta il legittimo esercizio del potere di qualificazione spettante al giudice.

Cassazione civile sez. I  10 ottobre 2013 n. 23089  

 

Alle s.r.l. non si applica l'istituto del rinvio d'assemblea di cui all'art. 2374 c.c., in quanto il legislatore ha riconosciuto ai soci che non partecipano all'amministrazione della società penetranti poteri di controllo costituiti dal diritto di avere notizie dagli amministratori sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare i libri e i documenti relativi all'amministrazione.

Tribunale S.Maria Capua V.  31 maggio 2012

 

In tema di società di capitali (nella specie cooperativa a responsabilità limitata), qualora l'assemblea, regolarmente tenutasi, decida con l'accordo di tutti i soci la prosecuzione della seduta ad altra data, in cui, sempre con l'intervento di tutti i soci, sia disposto a maggioranza e senza alcuna deliberazione l'ulteriore differimento ad altro giorno, è valida la deliberazione adottata in questa sede, giacché - essendo stati i presenti edotti del prosieguo della assemblea regolarmente tenutasi - non è necessario, in assenza di variazioni dell'ordine del giorno originario - un nuovo avviso di convocazione, mentre, d'altra parte, non ricorrono i presupposti stabiliti dall'art. 2374 c.c. per il rinvio dell'adunanza.

Cassazione civile sez. II  30 ottobre 2006 n. 23329  

 

La richiesta di differimento dell'adunanza formulata a norma dell'art. 2374 c.c. dal socio che si dichiari non sufficientemente informato prescinde dal riscontro ad opera dell'assemblea o del suo presidente di una situazione obiettiva di difetto d'informazione in capo al socio richiedente, con la conseguenza che il mancato differimento dell'adunanza rende annullabile la delibera adottata.

Tribunale Milano  25 agosto 2006

 

Il rifiuto da parte del presidente dell'assemblea di accogliere la richiesta di rinvio proveniente dalla minoranza qualificata dei soci, ai sensi dell'art. 2374 c.c., non è causa di invalidità della deliberazione qualora la richiesta stessa non sia conforme al comportamento che l'art. 1375 c.c. impone ai contraenti.

Tribunale Roma  14 giugno 2005

 

Pertiene al potere dell'assemblea di decidere l'oggetto dei propri lavori, sicché il rinvio ex art. 2374 c.c. deve essere interpretato come decisione dell'organo deliberativo sul futuro ordine del giorno.

Tribunale Milano  14 febbraio 2005

 

Il rinvio dell'assemblea, rientrando tra i poteri deliberativi della maggioranza assembleare, non necessita di una nuova procedura di convocazione e non soggiace al vincolo dei 3 giorni previsto dall'art. 2374 c.c. per la richiesta di rinvio da parte della minoranza.

Tribunale Milano  24 aprile 2002

 

In caso di rinvio dell'assemblea chiesto dai soci che si dichiarino insufficientemente informati sugli oggetti posti in deliberazione ai sensi dell'art. 2374 c.c., non si configurano due diverse assemblee, l'adunanza di rinvio costituendo invece un proseguimento della prima, con la conseguenza che le decisioni adottate nelle due sedute danno luogo ad un'unica delibera a contenuto plurimo.

Corte appello Roma  11 dicembre 2001

 

Nel caso in cui, su richiesta di alcuni soci, a norma dell'art. 2374 c.c., l'assemblea venga sospesa e ripresa alcuni giorni dopo, le decisioni assunte dopo la riapertura, riguardanti l'azione di responsabilità contro gli amministratori e la loro conseguente revoca nonché la nomina dei nuovi amministratori devono considerarsi oggetto di una unica deliberazione con oggetto plurimo, assunta con un numero insufficiente di voti, se il voto, che avrebbe consentito un adeguata maggioranza è stato espresso da un socio che si trovava in situazione conflittuale con la società.

Corte appello Roma  11 dicembre 2001

 

Il rinvio dell'adunanza assembleare deliberato dalla maggioranza dei soci non soggiace ad alcuno dei limiti prescritti dall'art. 2374 c.c. per l'ipotesi di richiesta proveniente da una minoranza qualificata.

Tribunale Napoli  07 gennaio 1999

 

L'art. 2374 c.c., attribuisce alla minoranza un diritto che non può essere vanificato ponendo a votazione la richiesta di rinvio. Non può essere omologata la deliberazione assunta da un'assemblea nel corso del quale sia stato violato il diritto al rinvio spettante ai soci di minoranza.

Tribunale Roma  03 agosto 1998



 
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