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Art. 2376 codice civile: Assemblee speciali

Se esistono diverse categorie di azioni o strumenti finanziari che conferiscono diritti amministrativi, le deliberazioni dell’assemblea, che pregiudicano i diritti di una di esse, devono essere approvate anche dall’assemblea speciale degli appartenenti alla categoria interessata (1).

Alle assemblee speciali si applicano le disposizioni relative alle assemblee straordinarie.

Quando le azioni o gli strumenti finanziari sono ammessi al sistema di gestione accentrata la legittimazione all’intervento e al voto nella relativa assemblea è disciplinata dalle leggi speciali.

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AGGIORNAMENTO

Il D.Lgs. 18 giugno 2012, n. 91 ha disposto (con l’art. 5, comma 1) che “Le disposizioni recate dall’articolo 1 e dall’articolo 2, limitatamente al comma 7, e dall’articolo 3, limitatamente ai commi 1, 2, 9, 10 e 11 si applicano alle assemblee il cui avviso di convocazione sia pubblicato dopo il 1° gennaio 2013.”


Commento

Assemblea: [v. 2341ter]; Assemblea straordinaria: [v. 2363].

Categorie di azioni: azioni fornite di diritti diversi, anche per quanto riguarda l’incidenza delle perdite.

Assemblea speciale: assemblea alla quale intervengono solamente i soggetti che appartengono ad una particolare categoria di azioni (azioni privilegiate, azioni di risparmio, azioni ordinarie) per approvare quelle deliberazioni dell’assemblea generale che potrebbero essere pregiudizievoli per i diritti di tali azionisti.

(1) Il legislatore ammette che accanto alla categoria delle azioni ordinarie, la società possa emettere azioni diverse [v. 2348] che attribuiscono ai titolari particolari diritti. La presenza di diverse categorie (azioni ordinarie, azioni privilegiate, azioni di risparmio) ha come conseguenza una modifica dell’organizzazione della società; infatti la legge prevede che possono essere convocate assemblee speciali alle quali prendono parte i soci titolari delle azioni appartenenti ad una determinata categoria. L’assemblea speciale, dunque, è chiamata a pronunziarsi tutte le volte in cui si alteri la posizione di vantaggio che spetta ad una determinata categoria di azioni rispetto alle altre (es.: l’assemblea decide di ridurre il dividendo privilegiato che doveva essere assegnato alle azioni privilegiate; ovvero l’assemblea delibera relativamente all’aumento del capitale sociale mediante azioni ordinarie offerte in prelazione anche agli azionisti titolari di azioni privilegiate arrecando pregiudizio ai possessori delle azioni ordinarie). La deliberazione dell’assemblea speciale non si fonda su con quella dell’assemblea generale (dando luogo ad un atto complesso), ma costituisce solo un presupposto di efficacia della deliberazione generale.


Giurisprudenza annotata

Assemblee speciali.

La deliberazione dell'assemblea degli azionisti ordinari della società emittente e la conseguente deliberazione di approvazione dell'assemblea speciale degli azionisti di risparmio violative dell'obbligo di stabilire i diritti spettanti agli azionisti di risparmio in caso di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie o di risparmio di cui all'art. 145, comma 2, t.u.f. non sono nulle ma annullabili, trattandosi di norma posta a tutela non di interessi generali, tali da trascendere quello dei singoli soci, ma di interessi individuali dei medesimi azionisti di risparmio a vedersi attribuiti particolari diritti in caso di "delisting" della società emittente.

Tribunale Roma sez. III  07 luglio 2011 n. 14708

 

Non soddisfa il presupposto del "pregiudizio rilevante", richiesto dagli art. 2376 c.c. e 146 T.u.f. per la convocazione dell'assemblea speciale, la deliberazione con la quale venga approvato il progetto di fusione che assicuri, da punto di vista formale, la parità di trattamento degli azionisti.

Tribunale Milano  09 ottobre 2002

 

La delibera di approvazione del progetto di fusione nella quale sia formalmente assicurata parità di trattamento agli azionisti di risparmio non è causa di "pregiudizio rilevante" ai fini della convocazione dell'assemblea speciale di cui agli art. 2376 c.c. e 146 t.u.f.

Tribunale Milano  09 ottobre 2002

 

Atteso che, a norma dell'art. 2478 c.c., l'atto costitutivo delle società a responsabilità limitata può prevedere l'obbligo dei soci al compimento di prestazioni accessorie, appare legittimo che tale speciale categoria quote venga istituita anche in epoca successiva alla costituzione della società, con atto deliberato dalla unanimità dei soci. È parimenti legittimo che le prestazioni accessorie facciano carico solo ad alcuni dei soci e che venga istituita una assemblea speciale per tali soci pur non essendo espressamente richiamato dalle norme relativa alla s.r.l. il disposto dell'art. 2376, c.c., atteso che l'assemblea separata è prevista al fine di garantire meglio gli interessi dei soci appartenenti ad una speciale categoria e tale funzione di garanzia non può ritenersi propria delle sole società per azioni e merita di venir perseguita anche nelle s.r.l.

Tribunale Udine  04 giugno 1997

 

Il pregiudizio di cui all'art. 2376 c.c. e 16 comma 1 n. 2 legge n. 216 del 1874, che impone l'approvazione da parte dell'assemblea speciale degli azionisti di risparmio è ravvisabile esclusivamente allorquando la delibera dell'assemblea straordinaria concerne solo gli azionisti di risparmio, apportando modifiche alla struttura dell'azionariato tali da alterare in maniera qualitativa o quantitativa il rapporto tra le categorie esistenti.

Tribunale Roma  20 marzo 1995

 

La disciplina in tema di assemblee speciali, prevista dall'art. 2376 c.c. con riguardo alle società per azioni, è applicabile anche alle società cooperative al r.l. nel caso in cui siano individuabili differenze categoriali tra gruppi di soci, le quali abbiano fonte nell'atto costitutivo e siano oggetto di possibile pregiudizio in quanto tali. Pertanto, nel caso di società cooperativa al r.l. formata da soci assegnatari in proprietà degli appartamenti costruiti dalla cooperativa ed assegnatari in godimento degli immobili stessi, l'imposizione a carico di questi ultimi di un canone cooperativistico destinato al ripianamento delle passività sociali, e non a spese di manutenzione ed amministrazione delle unità immobiliari in godimento, incidendo solo su una categoria di soci, comporta la necessità per i soci assegnatari in godimento di deliberare al riguardo con lo strumento dell'assemblea speciale.

Cassazione civile sez. I  22 maggio 1991 n. 5772  

 

La disciplina in tema di assemblee speciali, prevista dall'art. 2376 c.c., con riguardo alle società per azioni, è applicabile anche alle società cooperative a r.l. nel caso in cui siano individuabili differenze categoriali tra gruppi di soci, le quali abbiano fonte nell'atto costitutivo e siano oggetto di possibile pregiudizio in quanto tali. Pertanto, nel caso di società cooperativa a r.l. formata da soci assegnatari in proprietà degli appartamenti costruiti dalla cooperativa ed assegnatari in godimento degli immobili stessi, l'imposizione a carico di questi ultimi di un canone cooperativistico destinato a ripianamento delle passività sociali, e non a spese di manutenzione ed amministrazione delle unità immobiliari in godimento, incidendo solo su una categoria di soci, comporta la necessità per i soci assegnatari in godimento di deliberare al riguardo con lo strumento dell'assemblea speciale.

Cassazione civile sez. I  22 maggio 1991 n. 5772  

 

Il pregiudizio rilevante per l'applicazione dell'art. 2376 c.c. deve consistere non in un pregiudizio di mero fatto, bensì in un pregiudizio di diritto, riscontrabile quando la delibera dell'assemblea generale, avendo ad oggetto un diritto speciale fra quelli che sono propri delle singole categorie, ne determini una compressione o una limitazione, alterando il rapporto esistente tra le diverse categorie, e menomando la posizione di vantaggio precedentemente attribuita collettivamente alla singola categoria interessata.

Tribunale Milano  26 maggio 1990

 

 



 
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