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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2381 codice civile: Presidente, comitato esecutivo e amministratori delegati

Salvo diversa previsione dello statuto, il presidente convoca il consiglio di amministrazione, ne fissa l’ordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri (1).

Se lo statuto o l’assemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione può delegare proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo composto da alcuni dei suoi componenti, o ad uno o più dei suoi componenti.

Il consiglio di amministrazione determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega; può sempre impartire direttive agli organi delegati e avocare a sè operazioni rientranti nella delega (2). Sulla base delle informazioni ricevute valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società; quando elaborati, esamina i piani strategici, industriali e finanziari della società; valuta, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della gestione.

Non possono essere delegate le attribuzioni indicate negli articoli 2420-ter, 2423, 2443, 2446, 2447, 2501-ter e 2506-bis (3).

Gli organi delegati curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa e riferiscono al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale, con la periodicità fissata dallo statuto e in ogni caso almeno ogni sei mesi, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla società e dalle sue controllate.

Gli amministratori sono tenuti ad agire in modo informato; ciascun amministratore può chiedere agli organi delegati che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della società.


Commento

Statuto: [v. 2328]; Consiglio di amministrazione: [v. 2475]; Assemblea: [v. 2341ter]; Comitato esecutivo: [v. 2391]; Collegio sindacale: [v. 2335].

(1) Il legislatore della riforma evidenzia in questa sede l’importanza del Presidente, i cui poteri e compiti vengono determinati dallo statuto.

(2) La delega non limita la competenza del consiglio di amministrazione, poiché questo in ogni momento può sostituirsi all’amministratore delegato o al comitato esecutivo nel compimento di atti rientranti nelle attribuzioni delegate: al consiglio spetta, inoltre, un potere di direttiva e di controllo sull’operato degli organi delegati.

(3) Vengono qui individuate, in numero maggiore rispetto al sistema previgente, le funzioni che non possono costituire oggetto di delega, stante la loro importanza per la vita della società e che, pertanto, devono essere esercitate dal consiglio.

 


Giurisprudenza annotata

Società

Nelle società a responsabilità limitata, il momento informativo è funzionale ad una attività di vigilanza, anche di carattere contabile, sull’operato degli amministratori delegati che compete agli amministratori non esecutivi. Detta attività poi concorre con quella dei sindaci, a differenza di quanto accade nella società per azioni nella quale i compiti di vigilanza – che nel regime anteriore alla novella del 2003 si riconoscevano agli amministratori deleganti - sono stati sostituiti da una attività valutativa in cui l’oggetto è definito dall’art. 2381 comma 3 c.c.

Tribunale Verona  31 ottobre 2013

 

 

Lavoro autonomo

In tema di responsabilità professionale, non può ritenersi implicitamente incluso, nell'incarico generico dato ad un dottore commercialista di predisporre uno schema di bilancio di una società di capitali, l'obbligo di verificare la corrispondenza alla realtà dei dati contabili forniti dagli amministratori, atteso che gli artt. 2423 ss. e 2403 cod. civ. individuano nell'organo amministrativo e nel collegio sindacale gli unici soggetti responsabili in relazione alla corretta informativa del bilancio e che la voce prevista dall'art. 34 del d.P.R. 10 ottobre 1994, n. 645 sulla redazione del bilancio "a norma di legge" non include anche gli onorati "per l'accertamento dell'attendibilità dei bilanci", contemplati invece nell'art. 32 del medesimo decreto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, la quale aveva argomentato nel senso che l'art. 2403 cod. civ. attribuisce al collegio sindacale la delega del controllo della regolare tenuta della contabilità sociale e della corrispondenza ad essa del bilancio; gli artt. 2423 ss. cod. civ. individuano nell'organo amministrativo l'esclusivo referente e destinatario della responsabilità per gli obblighi inerenti alla formazione del bilancio e in particolare degli obblighi sostanziali di chiarezza, verità e correttezza, oltre che di prudenza delle singole poste; l'art. 2381 cod. civ. non permette la delegabilità dei richiamati obblighi sostanziali di redazione del bilancio nemmeno ai singoli componenti del consiglio di amministrazione; e le tariffe professionali dei dottori commercialisti prevedono specifiche voci inerenti il controllo contabile). Rigetta, App. Bologna, 17/01/2006

Cassazione civile sez. II  14 giugno 2013 n. 15029  

 

 

Banca

In tema di sanzioni amministrative previste dall'art. 144 d.lg. 1° settembre 1993 n. 385, il dovere di agire informati dei consiglieri non esecutivi delle società bancarie, sancito dall'art. 2381, commi 3 e 6, e 2392 c.c. non va rimesso, nella sua concreta operatività, alle segnalazioni provenienti dai rapporti degli amministratori delegati, giacché anche i primi devono possedere ed esprimere costante e adeguata conoscenza del business bancario e, essendo compartecipi delle decisioni di strategia gestionale assunte dall'intero consiglio, hanno l'obbligo di contribuire ad assicurare un governo efficace dei rischi di tutte le aree della banca e di attivarsi in modo da poter efficacemente esercitare una funzione di monitoraggio sulle scelte compiute dagli organi esecutivi non solo in vista della valutazione delle relazioni degli amministratori delegati, ma anche ai fini dell'esercizio dei poteri, spettanti al consiglio di amministrazione, di direttiva o avocazione concernenti operazioni rientranti nella delega. (Fattispecie relativa a sanzioni irrogate agli amministratori non esecutivi in seguito all'acquisizione, da parte di una banca, del controllo di un'altra banca in assenza di preventiva autorizzazione della Banca d'Italia, per non aver approfondito con colpa le reali ragioni di affidamenti gravemente sospetti di notevole importo in favore di persone fisiche).

Cassazione civile sez. II  05 febbraio 2013 n. 2737  

 

 

Società e consorzi

In tema di reati societari, la previsione di cui all'art. 2381 c.c. - introdotta con il d.lg. n. 6 del 2003 che ha modificato l'art. 2392 c.c. - riduce gli oneri e le responsabilità degli amministratori privi di delega; tuttavia, l'amministratore (con o senza delega) è penalmente responsabile, ex art. 40, comma 2, c.p., per la commissione dell'evento che viene a conoscere (anche al di fuori dei prestabiliti mezzi informativi) e che, pur potendo, non provvede ad impedire. Pertanto, la responsabilità può derivare dalla dimostrazione della presenza di segnali significativi in relazione all'evento illecito nonché del grado di anormalità di questi sintomi, non in linea assoluta ma per l'amministratore privo di delega. (In applicazione di questo principio la S.C. ha censurato la decisione di non luogo a procedere - un giudizio che deve essere di natura eminentemente prognostica - con cui il G.u.p. ha escluso la responsabilità del presidente di una S.p.A. - in ordine ai reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale - sulla base del rilevo dell'attività svolta dai titolari delle deleghe e del dato meramente cronologico della cessazione dalla carica di presidente della società, senza peraltro motivare su diverse emergenza processuali evidenzianti detti segnali di anormalità indicate dal P.M. a sostegno della richiesta di rinvio a giudizio). Annulla in parte con rinvio, G.u.p. Roma, 19 Maggio 2008

Cassazione penale sez. V  28 aprile 2009 n. 21581  

 

Per quanto la previsione di cui all'art. 2381 c.c. - introdotta con il d.lg. n. 6/2003 che ha modificato l'art. 2392 c.c. - riduca gli oneri e le responsabilità degli amministratori privi di delega, tuttavia, l'amministratore (con o senza delega) è penalmente responsabile, ex art. 40, comma 2, c.p., per la commissione dell'evento che viene a conoscere (anche al di fuori dei prestabiliti mezzi informativi) e che, pur potendo, non provvede ad impedire, posto che a tal riguardo l'art. 2932 c.c., nei limiti della nuova disciplina dell'art. 2381 c.c., risulta immutato. Ne deriva, altresì, che detta responsabilità richiede la dimostrazione, da parte dell'accusa, della presenza (e della percezione da parte degli imputati) di segnali perspicui e peculiari in relazione all'evento illecito nonché l'accertamento del grado di anormalità di questi sintomi, onere che qualora non sia assolto dal ricorrente, nel silenzio della sentenza impugnata, si converte nella richiesta di una ricostruzione storica del fatto, improponibile in sede di legittimità.

Cassazione penale sez. V  28 aprile 2009 n. 21581  

 

A seguito della riforma della disciplina delle società, attuata con il d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6, sono stati ridotti gli oneri e le responsabilità degli amministratori privi di deleghe, come risulta dal nuovo combinato disposto degli art. 2381 e 2392 c.c. È configurabile una posizione di garanzia rilevante penalmente in capo all'amministratore non esecutivo che sarà responsabile, per omesso impedimento, soltanto qualora sia dimostrata in capo al medesimo la rappresentazione dell'evento nella sua portata illecita (in termini di "conoscenza" e non di mera "conoscibilità") e l'omissione consapevole di impedirlo.

Cassazione penale sez. V  04 maggio 2007 n. 23838  

 

 

Camere di commercio

A seguito del d.lg. n. 112 del 1998 tutte le funzioni - di accertamento, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni amministrative - in precedenza svolte dagli Upica, sono state trasferite alle camere di commercio. In caso di violazione degli art. 2516, 2381, 2383, 2194 e 2626 c.c. per essere stato tardivamente depositato il verbale del consiglio di amministrazione di una società cooperativa, pertanto, compete alla Camera di commercio la legittimazione a comminare la sanzione amministrativa del caso e, deve, di conseguenza essere cassata la sentenza del giudice di pace che abbia annullato l'ordinanza-ingiunzione sul rilievo che la Camera di commercio sia competente unicamente all'attività di controllo e contestazione dell'illecito, da trasmettere ad altra autorità munita della potestà sanzionatoria e in particolare, all'ufficio territoriale del Governo.

Cassazione civile sez. II  20 marzo 2007 n. 6559

 



 
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