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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2393-bis codice civile: Azione sociale di responsabilita’ esercitata dai soci

 

L’azione sociale di responsabilita’ puo’ essere esercitata anche dai soci che rappresentino almeno un quinto del capitale sociale o la diversa misura prevista nello statuto, comunque non superiore al terzo.

 

Nelle societa’ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, l’azione di cui al comma precedente puo’ essere esercitata dai soci che rappresentino ((un quarantesimo)) del capitale sociale o la minore misura prevista nello statuto.

 

La societa’ deve essere chiamata in giudizio e l’atto di citazione e’ ad essa notificato anche in persona del presidente del collegio sindacale.

 

I soci che intendono promuovere l’azione nominano, a maggioranza del capitale posseduto, uno o piu’ rappresentanti comuni per l’esercizio dell’azione e per il compimento degli atti conseguenti.

 

In caso di accoglimento della domanda, la societa’ rimborsa agli attori le spese del giudizio e quelle sopportate nell’accertamento dei fatti che il giudice non abbia posto a carico dei soccombenti o che non sia possibile recuperare a seguito della loro escussione.

 

I soci che hanno agito possono rinunciare all’azione o transigerla; ogni corrispettivo per la rinuncia o transazione deve andare a vantaggio della societa’ (1).

 

Si applica all’azione prevista dal presente articolo l’ultimo comma dell’articolo precedente.


Commento

Azione di responsabilità: [v. 2393]; Capitale sociale: [v. 2327]; Statuto: [v. 2328]; Società che fanno ricorso al capitale di rischio: [v. 2325bis]; Citazione: [v. 1209]; Attore: [v. 1483]; Transazione: [v. 1965].

(1) Normalmente, trattandosi di un fenomeno di sostituzione processuale, questi poteri (di rinuncia e transazione) non sono concessi al sostituto, che non può infatti rinunciare ad un diritto di cui non è titolare. La deroga alla disciplina ordinaria può spiegarsi considerando la possibilità per la società di rifiutare gli effetti della rinuncia o transazione.

Giudice: persona fisica cui è demandata la titolarità e l’esercizio della funzione giurisdizionale. È un organo della magistratura che costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

 



 
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