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Art. 2417 codice civile: Rappresentante comune

Il rappresentante comune (1)  può essere scelto al di fuori degli obbligazionisti e possono essere nominate anche le persone giuridiche autorizzate all’esercizio dei servizi di investimento nonchè le società fiduciarie. Non possono essere nominati rappresentanti comuni degli obbligazionisti e, se nominati, decadono dall’ufficio, gli amministratori, i sindaci, i dipendenti della società debitrice e coloro che si trovano nelle condizioni indicate nell’articolo 2399.

Se non è nominato dall’assemblea a norma dell’articolo 2415, il rappresentante comune è nominato con decreto dal tribunale su domanda di uno o più obbligazionisti o degli amministratori della società.

Il rappresentante comune dura in carica per un periodo non superiore a tre esercizi sociali e può essere rieletto. L’assemblea degli obbligazionisti ne fissa il compenso (2). Entro trenta giorni dalla notizia della sua nomina il rappresentante comune deve richiederne l’iscrizione nel registro delle imprese.


Commento

Obbligazionisti: [v. 2411]; Società fiduciaria: [v. 2357]; Amministratori: [v. 2298]; Sindaci: [v. 2621]; Registro delle imprese: [v. 2188].

Rappresentante comune: organo che rappresenta il gruppo degli obbligazionisti nei confronti della società. Parte della dottrina lo ritiene organo necessario, perché la sua nomina risulterebbe imposta dalla statuizione del codice. I suoi compiti [v. 2418] sono assimilabili a quelli del mandatario [v. 1710 ss.].

 

(1) La norma è stata lasciata sostanzialmente immutata dalla riforma che ha, però, introdotto la possibilità che siano nominate quale rappresentante comune degli obbligazionisti persone giuridiche autorizzate all’esercizio dei servizi di investimento e società fiduciarie.

(2) È dubbio se il tribunale possa stabilire in via giudiziale il compenso che spetta al rappresentante comune.

 

La nomina «necessaria» del rappresentante comune risponde principalmente all'esigenza della società di avere sempre dinanzi a sé un interlocutore abilitato a trattare per conto degli obbligazionisti


Giurisprudenza annotata

Rappresentante comune

La nomina del rappresentante comune degli obbligazionisti non è prevista dall'art. 2417 c.c. come indispensabile per il funzionamento dell'assemblea degli obbligazionisti, ma è rimessa alla discrezionalità degli obbligazionisti, che possono nominarlo in qualsiasi momento o chiederne la nomina al presidente del tribunale. L'assenza del rappresentante comune non comporta necessariamente una non adeguata informativa dell'assemblea degli obbligazionisti e un'insufficiente tutela dell'interesse comune degli obbligazionisti, in quanto l'informativa può essere esercitata comunque direttamente dagli obbligazionisti medesimi.

Tribunale Mantova  15 novembre 2010

 

Nel caso in cui una società abbia posto in essere una pluralità di emissioni obbligazionarie, aventi caratteristiche diverse, non vi è alcun interesse comune che leghi tra loro i sottoscrittori dei singoli prestiti, ciascuno dei quali è dotato di un proprio specifico regolamento negoziale, al quale risultano estranei i sottoscrittori degli altri prestiti. Ciò determina la necessità di dar vita ad altrettante organizzazioni degli obbligazionisti, con distinte assemblee (ed eventualmente distinti rappresentanti comuni), ciascuna delle quali è chiamata a deliberare su materie di interesse comune dei sottoscrittori del prestito al quale afferisce l'organizzazione. L'eventuale modificazione delle condizioni di ogni prestito richiede, pertanto, unicamente il consenso dei sottoscrittori di quella particolare emissione, nella peculiare forma assembleare indicata dall'art. 2415 c.c., poiché soltanto ad essi fa capo il relativo rapporto obbligatorio con la società emittente; ne consegue che l'approvazione della modifica con il concorso determinante dei sottoscrittori di obbligazioni rivenienti da un'emissione diversa comporta non già la mera annullabilità, ma l'inesistenza della relativa delibera, la cui impugnazione è sottratta al termine di decadenza previsto dall'art. 2377, comma 2, richiamato dall'art. 2416, comma 2, c.c..

Cassazione civile sez. I  31 marzo 2006 n. 7693  

 

La competenza dell'assemblea degli obbligazionisti a determinare il compenso del rappresentante comune sussiste anche nel caso di nomina ad opera del tribunale.

Tribunale Parma  10 gennaio 2005

 

Nel caso in cui la nomina del rappresentante comune degli obbligazionisti venga fatta dopo l'assunzione di una deliberazione da parte dell'assemblea di questi ultimi, il termine per impugnarla decorre dalla data della sua assunzione e non da quella della nomina del rappresentante predetto.

Corte appello Milano  17 novembre 1998

 

Al rappresentante degli obbligazionisti mancante non può essere sostituita, come altra legittimata passiva, la società emittente delle obbligazioni nella proposizione delle impugnazioni contro le deliberazioni assunte dall'assemblea degli obbligazionisti.

Corte appello Milano  17 novembre 1998

 

Il rappresentante comune degli obbligazionisti è, per esplicita disposizione di legge, passivamente legittimato a ricevere le impugnazioni delle delibere dell'assemblea degli obbligazionisti; ma, in quanto mero rappresentante, egli non elimina dalla scena sostanziale i suoi rappresentati, nei cui confronti potrebbero essere proposte le suddette impugnazioni in caso di sua mancanza.

Corte appello Milano  17 novembre 1998

 

Il rappresentante degli obbligazionisti è organo che la legge impone di istituire, ma non è essenziale, in generale e sempre, per il funzionamento dell'assemblea degli obbligazionisti; nè in particolare la mancanza del rappresentante vizia di per sè ogni e qualsiasi decisione dell'assemblea sul versante deliberativo o su quello esecutivo; può solo produrre l'annullamento di specifiche deliberazioni assunte a causa del mancato apporto informativo, connaturato alla funzione del predetto rappresentante nell'assemblea degli obbligazionisti e non espletato in contrasto con l'interesse collettivo degli obbligazionisti.

Corte appello Milano  17 novembre 1998

 

La legittimazione passiva dell'assemblea degli obbligazionisti sussiste anche quando l'impugnante deduca la illegittimità della delibera dell'assemblea degli obbligazionisti in quanto emessa senza la preventiva nomina del rappresentante comune degli obbligazionisti. In tal caso la parte interessata deve adire il presidente del tribunale affinché provveda a nominare ai sensi dell'art. 2417 c.c. il rappresentante comune nei cui confronti esperire l'azione.

Tribunale Monza  12 gennaio 1995

 

La delibera con cui l'assemblea degli obbligazionisti nomina il rappresentante comune non è soggetta al giudizio di omologazione da parte del tribunale.

Tribunale Roma  19 luglio 1985



 
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