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Art. 2418 codice civile: Obblighi e poteri del rappresentante comune

Il rappresentante comune deve (1) provvedere all’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea degli obbligazionisti, tutelare gli interessi comuni (2) di questi nei rapporti con la società e assistere alle operazioni di sorteggio delle obbligazioni. Egli ha diritto di assistere all’assemblea dei soci.

Per la tutela degli interessi comuni ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti anche nell’amministrazione controllata, nel concordato preventivo, nel fallimento, nella liquidazione coatta amministrativa e nell’amministrazione straordinaria della società debitrice.


Commento

Rappresentante comune: [v. 2417]; Obbligazionisti: [v. 2411]; Società: [v. Libro V, Titolo V, Capo V]; Operazioni di sorteggio delle obbligazioni: [v. 2420]; Assemblea: [v. 2341ter]; Amministrazione controllata: [v. 2415]; Concordato preventivo: [v. 2221]; Fallimento: [v. 2221]; Liquidazione coatta amministrativa: [v. 2119]; Amministrazione straordinaria: [v. 2394bis].

Rappresentanza processuale: capacità di chiamare o essere convenuto in giudizio in nome e per conto del rappresentato (nel caso di specie, gli obbligazionisti).

 

(1) La norma è inderogabile: l’assemblea degli obbligazionisti non potrebbe, quindi, in nessun caso modificare il contenuto dei poteri del rappresentante comune.

(2) L’interesse comune è un limite per entrambi, cioè sia per il rappresentante comune che, in ogni caso, lo deve tener presente, sia per l’assemblea degli obbligazionisti. I poteri del rappresentante svaniscono quando oggetto della controversia sia il diritto individuale del singolo obbligazionista (o i diritti individuali di singoli determinati obbligazionisti).


Giurisprudenza annotata

Fallimento

In tema di amministrazione straordinaria, il portatore di un titolo obbligazionario, il quale abbia ai sensi degli art. 2419 c.c. e 208 l. fall. presentato istanza individuale di ammissione al passivo qualora sia mancata anche una istanza ai sensi della predetta norma e dell'art. 2418, comma 2, c.c., del rappresentante comune degli obbligazionisti, non ha alcun onere di insinuarsi al passivo mediante presentazione di una domanda tardiva, anche se sollecitato in tale senso dal commissario.

Cassazione civile sez. I  16 giugno 2010 n. 14582  

 

Il portatore di un titolo obbligazionario, il quale abbia, ai sensi degli art. 2419 c.c. e 208 l. fall., presentato istanza individuale di ammissione, qualora sia mancata anche un'istanza ai sensi della predetta norma e dell'art. 2418, comma 2, c.c. del rappresentante comune degli obbligazionisti, non ha alcun onere di insinuarsi al passivo mediante presentazione di una domanda tardiva, anche se sollecitato in tal senso dal Commissario.

Cassazione civile sez. I  16 giugno 2010 n. 14582  

 

 

Obblighi e poteri del rappresentante comune

Il rappresentante comune degli obbligazionisti è legittimato ad impugnare per conto degli stessi tutti gli atti della società emittente lesivi dei loro interessi.

Tribunale Udine  31 ottobre 1992

 

La competenza dell'assemblea degli obbligazionisti a determinare il compenso del rappresentante comune sussiste anche nel caso di nomina ad opera del tribunale.

Tribunale Parma  10 gennaio 2005

 

 

Corte dei conti

Non può essere accolta l'istanza di convalida del sequestro conservativo quando il credito della p.a. nei confronti di un proprio dipendente è già giudizialmente accertato e consacrato in un titolo esecutivo, essendo tale credito già assistito dall'ipoteca legale e giudiziale (art. 2817 n. 4 e 2418 c.c.) ed essendo i beni del debitore già sottoposti ad esecuzione forzata.

Corte Conti sez. II  27 gennaio 1986 n. 14  



 
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