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Art. 242 codice civile: Principio di prova per iscritto

ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 28 DICEMBRE 2013, N. 154


Giurisprudenza annotata

Filiazione

Ritenuto che in Australia, Stato Federale, in materia di paternità si applica una legge di base valida per tutti i Paesi che lo compongono (il Family Law Act del 1975, per il quale la paternità si presume sia in capo al figlio di uomo sposato, sia a seguito della registrazione della nascita nella quale viene anche indicato il nome del genitore di sesso maschile; ritenuto che nello Stato di South Australia la legge conferisce al Registrar (corrispondente al nostro ufficiale di stato civile) ampi, elastici, discrezionali poteri per il superamento, con idonea prova contraria, della presunzione di paternità; ritenuto che la legge (l'Adoption Act del 1988 dello Stato del South Australia ed il Family Law Act del 1975) conferisce alle Family Courts la competenza sulle adozioni, per cui, se manca nell'atto di nascita ogni menzione sull'ipotesi di adozione, l'eventuale carenza della decisione di uno degli organi giudiziari competenti attesta che adozione non vi è stata e, quindi, non sussiste status di figlio legittimo; ritenuto che non vi è contrasto tra la normativa australiana "de qua" e l'ordine pubblico italiano, fondato sul "favor veritatis" nella attribuzione e qualificazione della prole; ritenuto che i dati sul DNA raccolti dai consulenti tecnici di ufficio (e, peraltro, non contestati) attestano la qualità di figlio naturale del soggetto che contesta il proprio status di figlio legittimo; quanto precede ritenuto e premesso, è fondata, in fatto ed in diritto, la contestazione del proprio stato di legittimità avanzata da un soggetto che ambisce al riconoscimento del proprio status di figlio naturale.

Tribunale Chiavari  12 dicembre 2011

 

Qualora il figlio, la cui nascita sia avvenuta in costanza di matrimonio dei genitori, sia stato registrato allo stato civile come nato da padre ignoto e da donna che non consente d'essere nominata a causa ed in conseguenza di gravi e drammatici problemi psicologici affliggenti i genitori (nella specie, trattavasi di bambina, il cui gemello era morto precocemente a seguito di aborto spontaneo, nata, dopo solo 25 settimane di gestazione, in condizioni fisiche assai precarie e con notevoli probabilità, in caso di sopravvivenza, d'essere gravemente minorata (cieca) o, comunque, priva di autonomia e d'ogni capacità di relazione), è consentita, al fine di far acquisire all'infante lo "status", del tutto veridico, di figlio legittimo, la proposizione dell'azione di reclamo della legittimità, che ben può essere promossa nei confronti di entrambi i genitori da un curatore speciale del minore. La prova della maternità può ricavarsi dalla documentazione inerente al parto, mentre la prova della paternità, la cui presunzione non vale come integrativa del titolo, può essere suffragata dalle ragioni addotte dai genitori in ordine alle difficoltà d'ordine psicologico che hanno portato alla mancata registrazione del neonato come legittimo, nonché dal fatto che i genitori abbiano successivamente reso una dichiarazione di "riconoscimento" del figlio, pur rifiutata dall'ufficiale di stato civile.

Tribunale Parma  17 ottobre 1998

 

 

Leggi, decreti, regolamenti

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 342 bis c.c., nell'inciso "qualora il fatto con costituisca reato perseguibile d'ufficio", in relazione agli art. 2, 3, 10, 24, 29 e 32 cost., in quanto tale parte della norma non attenta in alcun modo ai richiamati diritti costituzionali del soggetto offeso, limitandosi ad indicare il giudice competente - quello penale o quello civile - a seconda della gravità della lesione recata all'ordinamento giuridico.

Tribunale Trani  03 aprile 2001



 
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