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Art. 2429-bis codice civile

ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 APRILE 1991, N. 127



Giurisprudenza annotata

Società

In tema di perdita al di sotto del minimo legale del capitale sociale di società per azioni, le regole dettate dagli art. 2447 e 2448, comma 1 n. 4, c.c., prevedenti - nel testo anteriore al d.lg. n. 6 del 2003 - l'automatico scioglimento della società, implicano la natura irregolare della gestione sociale nel periodo che perduri fino all'eventuale effettuazione di versamenti a definitiva ed integrale copertura. (Nella fattispecie la S.C., nel confermare la sentenza di condanna a carico dei sindaci per responsabilità solidale ex art. 2407 c.c., ha specificato che la prova del versamento, se effettivo, doveva risultare dal bilancio approvato, ex art. art. 2425 bis c.c. secondo la disciplina vigente anteriormente alla modifica apportata dall'art. 8 d.lg. 9 aprile 1991 n. 127, e dalla relazione dell'amministratore, ex art. 2429 bis c.c.).

Cassazione civile sez. I  06 settembre 2007 n. 18728  

 

Non soddisfa il precetto dell'art. 2429 bis, n. 7 c.c., (testo anteriore al 1991) la semplice elencazione, in assemblea, di voci di credito e debito tra società controllata e controllante, senza chiarire la struttura e la dinamica dei rapporti tra tali società.

Corte appello Milano  11 febbraio 1997

 

Al fine dell'adempimento del principio di chiarezza, la carenza informativa di un bilancio può essere sanata dalla relazione di cui all'art. 2429 bis (articolo ora abrogato dall'art. 13 d. lgs n. 127 del 1991) e, in caso di carenza informativa della stessa, dai chiarimenti offerti dagli amministratori in sede di discussione assembleare (risultanti dal relativo verbale) essendo tali documenti parte integrante dello stato patrimoniale e del conto economico.

Cassazione civile sez. II  11 ottobre 1993 n. 2959  

 

Non è omologabile la deliberazione di fusione di una società a responsabilità limitata se la situazione patrimoniale che la correda non è comprensiva del conto economico e non è accompagnata da una relazione degli amministratori che risponda ai requisiti stabiliti dall'art. 2429 bis c.c.

Tribunale Cassino  23 dicembre 1988

 

 

Previdenza ed assistenza

Per l'identificazione della natura industriale o commerciale di un'impresa ai fini previdenziali si deve avere riguardo esclusivamente alla singola impresa, considerata come soggetto autonomo di imputazione di rapporti giuridici, senza che assuma al riguardo alcun rilievo la circostanza del suo inserimento nell'ambito di un gruppo societario, atteso che il collegamento economico - funzionale tra imprese gestite da società di un medesimo gruppo non importa il sorgere di un autonomo soggetto di diritto o di un centro di imputazione di rapporti diverso dalle società collegate, le quali conservano la loro rispettiva autonomia e personalità giuridica; nè tale principio è, allo stato attuale della legislazione, superabile dalla speciale disciplina giuridica dei gruppi societari in tema di bilancio consolidato del gruppo (art. 2429 bis c.c.), di agevolazioni finanziarie in caso di riconversione industriale (l. 12 agosto 1977 n. 675), di amministrazione straordinaria (l. 3 aprile 1979 n. 95) e di editoria (l. 24 maggio 1986 n. 216), atteso che si tratta di normative che valgono limitatamente al campo di applicazione per il quale sono previste.

Cassazione civile sez. lav.  23 agosto 1996 n. 7767  

 

 

Lavoro subordinato

Il principio per cui il collegamento societario non comporta l'insorgere di un autonomo soggetto di diritto o di un centro di imputazione di rapporti diverso dalle singole società collegate - per le quali conservano la rispettiva personalità giuridica e sono le datrici di lavoro del personale in servizio nelle imprese da ciascuna di esse esercitate - sicché non è consentito attribuire la titolarità di un rapporto di lavoro ad un soggetto diverso da quello che formalmente assume la qualità di datore di lavoro, non è superabile nè con riferimento alla speciale disciplinare giuridica dei gruppi societari in tema di bilancio consolidato del gruppo (art. 2429 bis c.c.), nè in relazione alla disciplina delle agevolazioni finanziarie a favore di imprese industriali (art. 18 d.P.R. 9 novembre 1976 n. 902; art. 3 l. 12 agosto 1977 n. 675; d.l. 30 gennaio 1979 n. 26, convertito in l. 3 aprile 1979 n. 95); resta peraltro salva la possibilità di ravvisare un unico centro d'imputazione del rapporto di lavoro - anche ai fini della sussistenza, o meno, del requisito numerico necessario per l'applicabilità della cosiddetta tutela reale del lavoratore licenziato (art. 18 e 35 della l. 20 maggio 1970 n. 300) - ogni volta che vi sia una simulazione o una preordinazione in frode alla legge degli atti costitutivi delle società del gruppo mediante interposizioni fittizie, ovvero reali ma fiduciarie; ne consegue che, ove la domanda del lavoratore - interpretata sia alla stregua della sua formulazione letterale, sia, e soprattutto, in base al suo contenuto sostanziale - tenda a dimostrare l'esistenza di una situazione siffatta, il relativo accertamento comporta la necessaria partecipazione al giudizio, oltre che della società che riveste formalmente la qualità di datore di lavoro, anche della società che il lavoratore assume essere l'unica ed effettiva titolare del rapporto.

Cassazione civile sez. lav.  27 febbraio 1995 n. 2261  



 
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