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Art. 243-bis codice civile: Disconoscimento di paternità

L’azione di disconoscimento di paternità (1) del figlio nato nel matrimonio (2) può essere esercitata dal marito, dalla madre e dal figlio medesimo (3).

Chi esercita l’azione è ammesso a provare che non sussiste rapporto di filiazione tra il figlio e il presunto padre (4).

La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità (5).

 

 


Commento

Matrimonio: [v. Libro I, Titolo VI]; Filiazione: [v. Libro I, Titolo VII].

 

Azione di disconoscimento di paternità: azione che tende a far cadere la presunzione di paternità del marito [v. 231]. In caso di accoglimento il figlio risulta figlio riconosciuto dalla madre.

 

(1) Art. inserito ex d.lgs. 28-12-2013, n. 154 (Attuazione riforma filiazione) (art. 17), in vigore dal 7-2-2014 (art. 108 d.lgs. cit.).

 

(2) L’azione di disconoscimento di paternità riguarda il figlio concepito durante il matrimonio, ma anche il figlio nato nel matrimonio.

 

(3) L’azione può essere proposta da padre, madre e figlio. Come nel precedente sistema, è esclusa la legittimazione dei terzi.

 

(4) L’attuale formulazione della norma consente di esercitare l’azione di disconoscimento per provare che non sussiste rapporto di filiazione; in particolare consente avvalersi di esami ematologici (indagini di laboratorio sul sangue) per acquisire prove rilevanti ai fini del disconoscimento. Resta fermo che nessuno potrà essere sottoposto al prelievo contro la sua volontà, anche se il suo rifiuto costituisce un comportamento processuale che il giudice può prendere in considerazione ai fini della decisione. Inoltre, il trattamento dei dati generici deve essere effettuato nel rispetto delle norme sulla privacy (art. 13, d.lgs. 196/2003).

 

(5) La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità, in quanto potrebbe essere stata dettata da stati emotivi contingenti e non fondata su adeguate certezze; tuttavia le dichiarazioni della madre possono essere valutate dal giudice come elemento di prova, nel contesto di tutto quanto sia stato acquisito nel corso del processo.

 

La disciplina del disconoscimento, contenuta nell’abrogato art. 235, è riproposta in un nuovo articolo in coerenza con la rinnovata organizzazione sistematica del Titolo VII [v. nota (1)]. Le attuali disposizioni tengono conto degli orientamenti della giurisprudenza che, più volte, è intervenuta per contemperare il principio della certezza dello status di figlio con quello della verità di fatto della filiazione [v. 244], in un’ottica di ampliamento dei presupposti dell’azione, da cui è conseguita l’eliminazione dei casi che ne limitavano l’esercizio nella previgente formulazione della norma.



 
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