codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2430 codice civile: Riserva legale

Dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente almeno alla ventesima parte di essi per costituire una riserva, fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale (1).

La riserva deve essere reintegrata a norma del comma precedente se viene diminuita per qualsiasi ragione.

Sono salve le disposizioni delle leggi speciali (2).


Commento

Capitale sociale: [v. 2327]; Utili netti: [v. 2102].

Riserva: accantonamento di utili di esercizio non distribuiti ai soci, destinato a rafforzare la consistenza patrimoniale della società ed utilizzato nel caso di eventuali situazioni (es.: perdite di esercizio). Le riserve di utili possono essere obbligatorie (imposte dalla legge o dallo statuto) o facoltative (la cui costituzione è deliberata dall’assemblea ordinaria).

Riserva legale: riserva che deve essere costituita in forza di disposizioni di legge ed è destinata ad impieghi futuri. Essa ha lo scopo di tutelare la società da eventuali perdite senza bisogno di intaccare il capitale sociale. Tale fondo è collocato al passivo dello stato patrimoniale e non può essere mai distribuito ai soci sotto forma di utili. Esso può essere utilizzato per far fronte ad esigenze di carattere eccezionale (perdite di esercizio) ma deve essere reintegrato non appena ciò sia reso possibile dalle condizioni della società.

Riserva (statutaria): deve essere costituita in virtù dello statuto sociale e di conseguenza è obbligatoria finché lo statuto stesso non venga modificato.

Riserva (facoltativa): è quella costituita in seguito a deliberazioni dell’assemblea dei soci secondo le necessità della gestione sociale.

 

(1) Le riserve non costituiscono un debito della società, bensì una posta ideale che serve per bilanciare altrettanti valori dell’attivo.

(2) Non tutto l’utile conseguito è disponibile per la distribuzione ai soci in quanto il riparto degli utili di bilancio deve realizzarsi nel rispetto delle norme di legge e delle disposizioni contenute nell’atto costitutivo e nello statuto. Quando, in seguito alla destinazione degli utili, la riserva legale ha raggiunto un ammontare pari ad un quinto del capitale sociale, l’accantonamento non è più obbligatorio.

 

La riserva legale svolge una funzione di protezione del capitale attraverso un accantonamento ideale di utili, impedendo che eventuali perdite degli esercizi futuri possano avere effetti diretti sul capitale sociale.

In caso di perdite, queste sono infatti coperte prima dalle riserve e, solo successivamente e per l’eccedenza, graveranno sul capitale.

Lo statuto può prevedere la costituzione di un’altra riserva sociale oltre quella legale: la riserva statutaria (costituita in virtù dello statuto), mentre con deliberazione dell’assemblea può essere prevista anche la costituzione di riserve facoltative (costituite a seguito di deliberazioni dell’assemblea dei soci); entrambe hanno la funzione di realizzare ulteriori accantonamenti per assicurare alla società maggiore sicurezza economica in vista della gestione futura.

Trattasi, in sostanza, di una forma di autofinanziamento obbligatorio della società: un accantonamento contabile volto a salvaguardare l’integrità del capitale sociale, a rafforzare la garanzia dei creditori e a consentire alla società di superare eventuali crisi senza intaccare il capitale sociale.


Giurisprudenza annotata

Società

Nel caso in cui le nuove azioni emesse da una società, in sede di aumento del capitale, vengano collocate presso terzi per un importo superiore al valore nominale, ed al fine di stabilire se l'amministratore, in tale rapporto con i terzi acquirenti, abbia agito solo in rappresentanza della società, riscuotendo un " sopraprezzo " di pertinenza della società medesima (come tale da iscriversi in bilancio ai sensi ed agli effetti dell'art. 2430 c.c.), in esecuzione di deliberazione esclusiva o limitativa del diritto d'opzione dei soci, ovvero abbia agito anche in qualità di mandatario dei soci stessi, percependo quel maggior importo a titolo di compenso loro dovuto per la rinuncia all'esercizio del diritto d'opzione, occorre tenere presente che la prima delle indicate ipotesi postula che la suddetta deliberazione sia adottata contestualmente all'aumento di capitale, nonché per uno specifico ed evidenziato interesse della società giustificativo del sacrificio del diritto dei soci (art. 2441, comma 5 e 6, c.c., modificato con d.P.R. 10 febbraio 1986 n. 30), mentre la seconda richiede una convenzione, alla quale abbiano partecipato i titolari del diritto d'opzione per il conferimento di quel mandato.

Cassazione civile sez. I  14 gennaio 1987 n. 174  

 

La riserva costituita presso la società con il maggior prezzo realizzato, in occasione di aumenti di capitale, rispetto al valore nominale delle azioni e non distribuito ai soci, può, oltre i limiti della riserva legale (o, eventualmente, statutaria) essere legittimamente impiegato per l'acquisto di azioni proprie).

Corte appello Milano  18 settembre 1986



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti