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Art. 2437-bis codice civile: Termini e modalità di esercizio

Il diritto di recesso è esercitato mediante lettera raccomandata che deve essere spedita entro quindici giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima, con l’indicazione delle generalità del socio recedente, del domicilio per le comunicazioni inerenti al procedimento, del numero e della categoria delle azioni per le quali il diritto di recesso viene esercitato. Se il fatto che legittima il recesso è diverso da una deliberazione, esso è esercitato entro trenta giorni dalla sua conoscenza da parte del socio.

Le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede sociale.

Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se, entro novanta giorni, la societa’ revoca la delibera che lo legittima ovvero se e’ deliberato lo scioglimento della società  (1).


Commento

Recesso: [v. 2285]; Registro delle imprese: [v. 2188]; Socio: [v. 2465]; Domicilio: [v. 43]; Azioni: [v. 2325]; Sede: [v. 2295]; Scioglimento della società: [v. 2272].

 

(1) Se la società revoca la delibera di cui si tratta o delibera lo scioglimento della società entro novanta giorni, il recesso non può essere esercitato o, se già esercitato, è inefficace. Il limite temporale è stato introdotto in sede di approvazione del testo definitivo della riforma.


Giurisprudenza annotata

Società

La nomina dell’esperto ex art. 2437 bis c.c. finalizzata alla liquidazione della quota di partecipazione societaria pur sottraendosi alla previsione dell’art. 29, d.lg. n. 5/2003, ormai abrogato dall'art. 54, comma 5, l. 18 giugno 2009 n. 69, continua a configurarsi come procedimento camerale monosoggettivo (in cui la convocazione della controparte è facoltativa e ha valenza di mera "denuntiatio litis") cosicché – anche in forza della previsione generale dell’art. 742 bis c.p.c. (secondo cui il rito di cui agli art. 737 c.p.c. si applica a tutti i procedimenti in camera di consiglio salvo che sia diversamente disposto) – è sottoposto a tale ultima disciplina.

Tribunale Salerno sez. I  14 aprile 2012

 

In materia di revoca della delibera che legittima il recesso da società a responsabilità limitata, è applicabile analogicamente il termine di 90 giorni previsto dall'art. 2437 bis, comma 3, c.c. entro il quale la società può revocare la delibera precedentemente assunta che legittimava il recesso del socio.

Tribunale Chieti  17 febbraio 2011 n. 109  

 

La questione (limite temporale di inefficacia del recesso ndr.) deve essere risolta applicando analogicamente il disposto di cui al comma 3 dell'art. 2437 bis c.c. dettato in materia di s.p.a. (ma sul cui modello è stata strutturata la disciplina della s.r.l.), stante l'evidente identità di ratio (oltre che della stessa formulazione letterale della norma, salvo l'inciso "entro novanta giorni", non inserito nell'art. 2473 c.c.) e quindi estendere anche alla s.r.l. il termine massimo di 90 giorni entro il quale la società può revocare la delibera precedentemente assunta che legittimava il recesso del socio. Stante, peraltro, il disposto di cui al comma 4 dell'art. 2473 c.c., secondo il quale entro 180 giorni dalla comunicazione del recesso deve essere eseguito il rimborso della quota di partecipazione del socio, ritiene questo collegio che giammai la società potrebbe superare tale termine per rendere inefficace il recesso, essendosi a quel punto sicuramente e definitivamente consolidato il diritto del socio ad essere estromesso dalla società.

Tribunale Chieti  17 febbraio 2011 n. 109  

 

L'ipotesi di una azione di responsabilità intrapresa dai soci di minoranza nei confronti della società e della società che esercita il controllo sulla stessa a seguito di una pretesa liquidazione "strisciante" della società partecipata e di una cessione ad un prezzo inadeguato dei beni e delle partecipazioni della stessa tale da legittimare un diritto di recesso per mutamento dell'attività sociale, deve essere in primo luogo valutata alla luce della specifica normativa dettata dall'art. 2377, comma 3, c.c., dall'art. 2377, commi 4 e 6, c.c. e dall'art. 2437 bis c.c. In particolare, le proposizioni dei soci di minoranza, i quali debbono essere titolari di una quota di capitale sociale che li legittimi ad impugnare le delibere assembleari (art. 2377, 3, c.c.), devono esplicarsi in un'azione risarcitoria, radicata nel previsto termine decadenziale di 90 giorni (art. 2377, commi 4 e 6 c.c.), riguardante le delibere assembleari che hanno autorizzato le cessioni contestate oppure in una azione di responsabilità diretta agli organi amministrativi che le hanno poste in essere. Va rilevato, peraltro, che in nessun caso una attività liquidatoria dei beni aziendali comporta un mutamento dell'attività sociale che legittimi, come tale, un diritto di recesso. Al contrario, la liquidazione dei beni aziendali, comportando la cessazione dell'attività sociale e lo scioglimento del vincolo sociale per tutti i soci esclude, anche logicamente oltre che giuridicamente, la possibilità di un recesso il quale, invece, determina lo scioglimento del rapporto limitatamente ad un singolo socio e la continuazione dell'attività.

Tribunale Milano sez. VIII  01 aprile 2008 n. 4154  

 

L'introduzione di un termine di durata della società durante la fase transitoria prevista dall'art. 223 bis, 3 comma delle disposizioni di attuazione del codice civile appare riconducibile a quanto stabilito dall'art. 2437 bis, 3 comma, c.c.

Tribunale Varese  26 novembre 2004



 
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