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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2449 codice civile: Società con partecipazione dello Stato o di enti pubblici

Se lo Stato o gli enti pubblici hanno partecipazioni in una società per azioni che non fa ricorso al mercato del capitale di rischio, lo statuto può ad essi conferire la facoltà di nominare un numero di amministratori e sindaci, ovvero componenti del consiglio di sorveglianza, proporzionale alla partecipazione al capitale sociale (1).

Gli amministratori e i sindaci o i componenti del consiglio di sorveglianza nominati a norma del primo comma possono essere revocati soltanto dagli enti che li hanno nominati. Essi hanno i diritti e gli obblighi dei membri nominati dall’assemblea. Gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica.

I sindaci, ovvero i componenti del consiglio di sorveglianza, restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della loro carica.

Alle società che fanno ricorso al capitale di rischio si applicano le disposizioni del sesto comma dell’articolo 2346. Il consiglio di amministrazione può altresì proporre all’assemblea, che delibera con le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria, che i diritti amministrativi previsti dallo statuto a favore dello Stato o degli enti pubblici siano rappresentati da una particolare categoria di azioni. A tal fine è in ogni caso necessario il consenso dello Stato o dell’ente pubblico a favore del quale i diritti amministrativi sono previsti.


Commento

Società per azioni: [v. Libro V, Titolo V, Capo V]; Amministratori: [v. 2621]; Sindaci: [v. 2621]; Assemblea: [v. 2341ter]; Esercizio: [v. 2423bis]; Bilancio: [v. 2217]; Società che fanno ricorso al capitale di rischio: [v. 2325bis]; Consiglio di amministrazione: [v. 2475]; Assemblea ordinaria: [v. 2343bis]; Categorie di azioni: [v. 2376].

Consiglio di sorveglianza: organo previsto dal sistema dualistico [v. 2409octies-2409quaterdecies]: esercita le funzioni di controllo e di indirizzo dell’attività di gestione che, nel sistema tradizionale, sono attribuite, rispettivamente, al collegio sindacale e all’assemblea ordinaria [v. 2409terdecies]. Quanto alla funzione di controllo, il (—) è disciplinato in larga parte dalle norme applicabili al collegio sindacale; l’attribuzione di alcune delle competenze dell’assemblea si giustifica con la necessità di affidare compiti particolarmente importanti ad organo professionale e, comunque, espressione della maggioranza dei soci, essendo di nomina assembleare.

 

(1) La nuova disciplina ha disposto che, nelle società che ricorrono al capitale di rischio e nelle quali sia prevista la nomina di amministratori — ai sensi dell’articolo 2449 — il consiglio di amministrazione adegui lo statuto entro otto mesi, prevedendo che i diritti amministrativi siano rappresentati da strumenti finanziari, non trasferibili e condizionati alla persistenza della partecipazione dello Stato o dell’ente pubblico, ai sensi dell’art. 2346, c. 6; scaduto tale termine, le disposizioni statutarie non conformi al nuovo art. 2449 perdono efficacia.

 

La norma è stata riformulata al fine di renderla coerente con le norme comunitarie, in particolare con il principio secondo il quale lo statuto di una s.p.a. non può conferire allo Stato (o ad un ente pubblico) che abbia partecipazioni nel capitale di tale società la facoltà di nominare direttamente uno o più amministratori, consentendo un potere di controllo sproporzionato rispetto alla stessa partecipazione.


Giurisprudenza annotata

Società

In tema di società per azioni partecipata da ente locale, la revoca dell'amministratore di nomina pubblica, ai sensi dell'art. 2449 cod. civ., può essere da lui impugnata presso il giudice ordinario, non presso il giudice amministrativo, trattandosi di atto "uti socius", non "jure imperii", compiuto dall'ente pubblico "a valle" della scelta di fondo per l'impiego del modello societario, ogni dubbio essendo risolto a favore della giurisdizione ordinaria dalla clausola ermeneutica generale in senso privatistico di cui all'art. 4, comma 13, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 135. L'amministratore revocato dall'ente pubblico, come l'amministratore revocato dall'assemblea dei soci, può chiedere al giudice ordinario solo la tutela risarcitoria per difetto di giusta causa, a norma dell'art. 2383 cod. civ., non anche la tutela "reale" per reintegrazione nella carica, in quanto l'art. 2449 cod. civ. assicura parità di "status" tra amministratori di nomina assembleare e amministratori di nomina pubblica. Regola giurisdizione

Cassazione civile sez. un.  23 gennaio 2015 n. 1237  

 

Al fine dell'affermazione della responsabilità dei sindaci di società per il loro illegittimo comportamento omissivo, è necessario accertare il nesso causale - la cui prova spetta al danneggiato - tra il comportamento illegittimo dei sindaci e le conseguenze che ne siano derivate, a tal fine occorrendo verificare che un diverso e più diligente comportamento dei sindaci nell'esercizio dei loro compiti (tra cui la mancata tempestiva segnalazione della situazione agli organi di vigilanza esterni) sarebbe stato idoneo ad evitare le disastrose conseguenze degli illeciti compiuti dagli amministratori. (Fattispecie nella quale si imputava ai sindaci una responsabilità concorrente con quella degli amministratori per violazione dell'art. 2449 c.c., nel testo previgente al d.lg. n. 6 del 2003). Cassa con rinvio, App. Trieste, 24/04/2009

Cassazione civile sez. I  29 ottobre 2013 n. 24362  

 

La mera deliberazione di aumento del capitale non è idonea a modificare la situazione contabile della società - e dunque il verificarsi della causa di scioglimento di cui all'art. 2448, n. 4, c.c. e la conseguente responsabilità degli organi ai sensi dell'art. 2449 c.c., nel testo anteriore al d.lg. n. 6 del 2003, - sin quando le nuove azioni non siano sottoscritte e pagate almeno nella misura percentuale minima prescritta dalla legge. Tuttavia, ai fini della valutazione responsabilità concorrente dei sindaci, non possono non giovare ai predetti l'avvenuta convocazione dell'assemblea, la positiva adozione della delibera di aumento del capitale sociale e la sottoscrizione dell'aumento di capitale sociale da parte di un nuovo socio, allorché poi il mancato versamento nelle casse sociali della somma promessa sia imputabile solo agli amministratori. Cassa con rinvio, App. Trieste, 24/04/2009

Cassazione civile sez. I  29 ottobre 2013 n. 24362  

 

Per ciò che attiene alla revoca dei sindaci, l'art. 2449 c.c. non contiene una deroga espressa alla disciplina delineata dal comma 2 dell'art. 2400 c.c.. cosicché detta norma, in assenza di dati contrari, ben può essere ritenuta applicabile anche alle ipotesi di revoca dei sindaci di società partecipate da enti pubblici, con la conseguenza che pure per siffatta revoca devono ritenersi operanti il limite della “giusta causa” e la necessità di approvazione da parte del tribunale.

Tribunale Palermo  13 febbraio 2013

 

L'ambito applicativo della disciplina speciale dettata dal d.l. 293/94 (recepito dalla l. r. siciliana 22/95), in tema di proroga e decadenza degli organi - amministrativo e di controllo - di una società per azioni a prevalente controllo pubblico, si limita a quei casi in cui sussista la previsione statutaria della facoltà di nomina diretta di tali organi da parte dell'ente pubblico ex art. 2449 c.c.

Tribunale Catania sez. IV  20 novembre 2012

 

La qualificazione di una società quale organismo di diritto pubblico non dipende dal fatto che la costituzione della società sia avvenuta con un contratto associativo con comunione di scopo e con conseguente attribuzione della personalità giuridica, in quanto questo è elemento proprio sia dell'impresa pubblica sia dell'organismo di diritto pubblico in forma societaria. Non rileva nemmeno che l'organizzazione dell'ente sia soggetta all'influenza dominante dei soci pubblici che nominano la maggioranza degli amministratori, trattandosi anche in questo caso non di un elemento di sola identificazione dell'organismo di diritto pubblico in quanto anche per le imprese pubbliche il meccanismo prefigurato dall'art. 2449 c.c. consente che il socio pubblico maggioritario nomini un numero di amministratori proporzionali alla partecipazione al capitale sociale con conseguente possibilità di esercitare, in concreto, un'influenza dominante nella fase gestoria. La dimostrazione che l'attività della società viene svolta con metodo non economico senza assunzione del rischio di impresa e che la stessa opera in un mercato non concorrenziale è utile al fine della qualificazione quale organismo di diritto pubblico. Conferma Tar Liguria, n. 939/2011

Consiglio di Stato sez. VI  20 marzo 2012 n. 1574

 

Elementi comuni tra impresa pubblica e organismo di diritto pubblico attengono all'impiego dello strumento societario e dunque alla fase di costituzione nonché all'esigenza di perseguire l'interesse pubblico. Le differenze tipologiche riguardano, invece, le modalità di svolgimento dell'attività - economica e non economica - e la conseguente possibile compatibilità, esistente soltanto per le imprese pubbliche, tra scopo di interesse pubblico e scopo di lucro. Esiste poi un elemento costituito dall'influenza dominante che si atteggia diversamente a seconda della specificità della fattispecie: mentre per l'organismo di diritto pubblico si tratta di un elemento indefettibile di identificazione dell'ente, per l'impresa pubblica la sua presenza dipende, alla luce di quanto previsto dall'art. 2449 c.c., dalla composizione, maggioritaria o minoritaria, della compagine societaria. Conferma Tar Liguria, n. 939/2011

Consiglio di Stato sez. VI  20 marzo 2012 n. 1574  



 
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