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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2455 codice civile: Soci accomandatari

L’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari (1).

I soci accomandatari sono di diritto amministratori e sono soggetti agli obblighi degli amministratori della società per azioni (2) (3) .


Commento

Atto costitutivo: [v. 2295]; Soci accomandatari: [v. 2452]; Amministratori: [v. 2621]; Società per azioni: [v. Libro V, Titolo V, Capo V].

 

(1) L’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari nominativamente, e non può limitarsi ad indicare il numero massimo e minimo di essi, come avviene per gli amministratori nelle s.p.a.; inoltre è possibile segnalare le persone che sostituiranno uno o più accomandatari in caso di cessazione dall’ufficio di amministratore, per qualsiasi causa. La mancata indicazione dei soci accomandatari non è causa di nullità dell’atto costitutivo ma può determinare la responsabilità del notaio.

(2) Vi è una coincidenza perfetta tra accomandatari e amministratori: chi accetta la nomina di amministratore è necessariamente accomandatario; inoltre, l’accomandatario che cessa dall’ufficio di amministratore diviene automaticamente un accomandante e non risponde delle obbligazioni sociali sorte successivamente [v. 2461]. Diversamente avviene nella società in accomandita semplice, ove gli accomandatari possono ma non devono esercitare le funzioni di amministratori ed hanno i diritti e gli obblighi dei soci della società in nome collettivo [v. 2318].

Gli accomandanti, invece, sono privi di qualsiasi potere di amministrazione (cd. divieto di immistione) che nella società in accomandita per azioni vige in maniera rigorosa, in quanto non è prevista la possibilità di compiere atti di amministrazione in forza di procura speciale, come accade per le società in accomandita semplice [v. 2320].

(3) Gli amministratori accomandatari hanno il potere di rappresentanza della società ed hanno diritto ad un compenso che può consistere anche in una partecipazione agli utili [v. 2389]. È ammissibile anche nella s.a.p.a. la delega di funzioni ad un comitato esecutivo o ad un amministratore delegato [v. 2381], come avviene nella s.p.a.

 

La norma è ispirata da uno dei caratteri tipici dell’ufficio di amministratore di società in accomandita per azioni, quello della permanenza dell’incarico, salva la previsione di particolari motivi che ne comportano, a determinate condizioni, la cessazione anticipata: cause di decadenza [v. 2382]; perdita della qualità di azionista; revoca [v. 2456]; sostituzione [v. 2457].


Giurisprudenza annotata

Società

È valida la clausola "di continuazione", con la quale i soci di una società in accomandita semplice prevedano nell'atto costitutivo, in deroga all'art. 2284 cod. civ., l'automatica trasmissibilità all'erede del socio accomandatario defunto della predetta qualità di socio, purché non sia anche trasmesso il "munus" di amministratore, dal momento che tale funzione - a differenza di quanto previsto dall'art. 2455 cod. civ. per le società in accomandita per azioni - nella società in accomandita semplice non è attribuita di diritto a tutti i soci accomandatari. Rigetta, App. Roma, 08/09/2005

Cassazione civile sez. I  19 giugno 2013 n. 15395  



 
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