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Art. 2462 codice civile: Responsabilità

Nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio (1).

In caso di insolvenza della società, per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui l’intera partecipazione è appartenuta ad una sola persona, questa risponde illimitatamente quando i conferimenti non siano stati effettuati secondo quanto previsto dall’articolo 2464, o fin quando non sia stata attuata la pubblicità prescritta dall’articolo 2470 (2) (3).


Commento

Società a responsabilità limitata: [v. Libro V, Titolo V, Capo VII]; Responsabilità illimitata: [v. 2291]; Conferimenti: [v. 2464].

Insolvenza: incapacità di un soggetto di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. In particolare, l’(—) deriva dalla mancanza dei mezzi necessari per effettuare i pagamenti dovuti e dalla impossibilità di procurarsi tali mezzi altrove, mediante ricorso al credito. Differisce dall’inadempimento perché non si manifesta, necessariamente, in una mancata prestazione: è insolvente non solo chi non può pagare tutti i suoi creditori, ma anche chi può pagarne solo alcuni in tutto o in parte, oppure chi può pagare tutti, ma posteriormente alla scadenza, ovvero ancora chi può estinguere tutti i debiti con notevoli sacrifici economici, ad esempio vendendo i propri beni ad un prezzo inadeguato.

 

(1) Il legislatore della riforma affronta immediatamente, in apertura della disciplina sulle s.r.l., la regolamentazione della responsabilità per le obbligazioni sociali, che resta immutata, in quanto si ribadisce che per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio [v. 2325]. La limitazione della responsabilità è confermata anche per la s.r.l. unipersonale, costituita da un unico socio (fin dall’origine [v. 2463, c. 1] o successivamente per il venir meno degli altri soci). È stata introdotta, dal comma 2, l’ipotesi della responsabilità illimitata dell’unico socio in caso di insolvenza della società (disciplinata dal precedente art. 2497, comma 2); tale responsabilità è ora prevista per la mancata effettuazione dei conferimenti [v. 2464] o fino a quando non sia attuata la pubblicità dei dati relativi all’unico socio mediante iscrizione nel registro delle imprese. Scompare, invece, dalla nuova disciplina l’ipotesi di responsabilità illimitata dell’unico socio che sia persona giuridica o socio unico di un’altra società di capitali.

(2) Altre disposizioni sulla s.r.l. unipersonale, oltre agli artt. 2462, 2464 e 2470, sono contenute: nell’art. 2250, c. 4, relativo alle indicazioni negli atti e nella corrispondenza delle società; nell’art. 2478, c. 3, riguardo ai contratti con il socio unico; nell’art. 2481bis, c. 5, in tema di aumento del capitale.

(3) In caso di fallimento delle società, il giudice delegato può ingiungere ai soci a responsabilità limitata e ai precedenti titolari delle quote di eseguire i versamenti ancora dovuti [v. 2464, 2466], quantunque non sia scaduto il termine stabilito per il pagamento (art. 150 l.f.).

 

 

La disposizione enuncia il principio generale secondo il quale per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio; tale regime opera anche per la s.r.l. unipersonale.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

In tema di effetti del fallimento, non è revocabile ex art. 69 legge fall. (nel testo vigente "ratione temporis") l'atto pubblico di divisione che prevede l'assegnazione di una quota di comproprietà, pari alla metà di un immobile, al coniuge, già comproprietario dell'altra metà, da parte del socio unico di una società a responsabilità limitata, al quale sia stato poi esteso il fallimento dichiarato a carico della società in conseguenza dell'inadempimento dell'obbligo pubblicitario su di lui gravante ai sensi degli artt. 2462 e 2470 cod. civ. Tali norme, infatti, si limitano a sanzionare l'omessa pubblicità della qualità di socio unico, con l'attribuzione a quest'ultimo della responsabilità solidale ed illimitata per le obbligazioni sociali in caso di insolvenza della società, debitrice principale, ma non comportano la trasformazione "ipso jure" del socio in imprenditore individuale, con conseguente carenza del presupposto oggettivo della fattispecie speciale di cui al menzionato art. 69, consistente appunto nell'esercizio di un'impresa commerciale da parte del fallito. Cassa con rinvio, App. Catanzaro, 30/10/2006

Cassazione civile sez. I  14 marzo 2014 n. 6028  

 

In caso di indebita percezione di finanziamenti comunitari (fondi strutturali FERS), sussiste la responsabilità della società beneficiaria del contributo, quale soggetto legato da rapporto di servizio con la p.a., mentre va statuito il difetto di giurisdizione della Corte dei Conti sulla ipotizzata responsabilità personale del legale rappresentante sia alla luce dell'art. 2462 c.c., sia alla luce degli artt. 5 e 6, d.lg. n. 231 del 2001, sia della assenza di rapporto di servizio con la p.a.

Corte Conti reg. (Liguria) sez. giurisd.  21 maggio 2008 n. 350  

 

 

Pubblica amministrazione

È illegittimo il documento unitario di regolarità contributiva (d.u.r.c.) con il quale l'Inps ha dato conto alla stazione appaltante di irregolarità contributive in cui sarebbe incorsa la concorrente ad una gara di appalto di lavori, allorché l'emissione del d.u.r.c. sia avvenuta traslando su di un soggetto diverso, ossia sulla società concorrente alla gara pubblica una posizione debitoria viceversa riguardante le posizioni imprenditoriali individuali dei propri soci, con conseguente violazione dell'art. 2462 e ss. c.c. e dell'art. 2 d.l. n. 210 del 2002, conv. con modif. in l. n. 266 del 2002, in quanto la posizione di debito contributivo individuale di un socio della società non doveva refluire sulla regolarità contributiva di quest'ultima.

T.A.R. Lecce (Puglia) sez. I  21 novembre 2012 n. 1906

 

 

Società

L'art. 2462, comma 2, c.c. subordina il beneficio della responsabilità limitata del socio unico di s.r.l., in caso di insolvenza della società, all'ottemperanza di alcuni adempimenti formali, nel novero dei quali rientra l'assolvimento degli obblighi pubblicitari prescritti dall'art. 2470 c.c. La sola iscrizione di un atto di trasferimento di quote di s.r.l. non è idonea a rendere conoscibile la costituzione della pluralità dei soci, essendo all'uopo necessaria una “apposita dichiarazione”.

Tribunale Roma sez. III  26 marzo 2012 n. 6194  

 

Le disposizioni contenute negli art. 2325 c.c. e 2462 c.c. sono norme eccezionali, non suscettibili di applicazione analogica: non è possibile pertanto invocare attraverso una loro lettura espansiva la responsabilità diretta del socio "sovrano" o "tiranno" per i debiti sociali.

Tribunale Monza  31 marzo 2005

 

L'onere di prova della artificiosità della intestazione di una quota di una s.r.l. posta in essere al fine di aggirare la responsabilità derivante dall'art. 2462 c.c., ricade su chi afferma la fraudolenza della stessa.

Tribunale Monza  31 marzo 2005

 

Gli art. 2362 e 2497 c.c. (vecchia formula, ora art. 2325, 2362 e 2462 c.c.) hanno natura eccezionale: è quindi esclusa ogni estensione di tipo analogico al c.d. socio "sovrano" o "tiranno", salvo il caso in cui la quota di minoranza derivi da una intestazione fittizia o simulata.

Tribunale Monza  31 marzo 2005

 

 

Impiegati dello Stato

La responsabilità amministrativa è personale; pertanto, nella fattispecie di danno erariale derivante dall'inutile erogazione di un finanziamento in favore di una società a responsabilità limitata risponde il rappresentante legale che, mediante false dichiarazioni, aveva obiettivamente tratto in inganno la Banca concessionaria, e non la società ai sensi dell'art. 2462 c.c.

Corte Conti reg. (Molise) sez. giurisd.  22 dicembre 2010 n. 168  

 

 

Corte dei conti.

In caso di fallimento il giudice ordinario non estende la propria giurisdizione all'eventuale danno erariale in quanto si tratta di somme mai entrate a far parte della massa fallimentare; tale azione recuperatoria spetta in generale al giudice contabile e nel caso di specie si estende al socio unico di s.r.l. in virtù degli art. 2462 e ss. c.c.

Corte Conti reg. (Lazio) sez. giurisd.  13 maggio 2010 n. 1060  



 
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