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Art. 2471 codice civile: Espropriazione della partecipazione

La partecipazione può formare oggetto di espropriazione. Il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore e alla società e successiva iscrizione nel registro delle imprese. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2.

L’ordinanza del giudice che dispone la vendita della partecipazione deve essere notificata alla società a cura del creditore (1).

Se la partecipazione non è liberamente trasferibile (2) e il creditore, il debitore e la società non si accordano sulla vendita della quota stessa, la vendita ha luogo all’incanto; ma la vendita è priva di effetto se, entro dieci giorni dall’aggiudicazione, la società presenta un altro acquirente che offra lo stesso prezzo (3).

Le disposizioni del comma precedente si applicano anche in caso di fallimento di un socio.


Commento

Espropriazione: [v. 2910]; Pignoramento: [v. 2912]; Notificazione: [v. 2914]; Vendita all’incanto: [v. 2862]; Fallimento: [v. 2221].

Ordinanza: provvedimento che il giudice emana per regolare lo svolgimento del processo.

Aggiudicazione: atto con il quale il compratore diviene proprietario del bene venduto «all’asta».

 

 

(1) La notifica ha lo scopo di mettere la società in condizione di far partecipare all’asta persone gradite.

(2) La quota può non essere liberamente trasferibile per disposizione dell’atto costitutivo [v. 2469].

(3) Nel caso in cui la quota non sia liberamente trasferibile, si vuole tutelare la società dall’ingresso in essa di persone non gradite; la legge, pertanto, prevede la possibilità di addivenire ad un accordo amichevole sulla vendita, evitando così la vendita all’incanto, nonché, in quest’ultimo caso, di sostituire l’aggiudicatario di essa con un altro acquirente.

 

 

La norma in esame, come quella che segue, si basa sulla considerazione della quota come bene autonomo [v. 2468] che, in quanto tale, può anche essere oggetto di procedure finalizzate a realizzare gli interessi dei creditori.


Giurisprudenza annotata

Sequestro conservativo

Il sequestro conservativo, a norma dell'art. 678 cod. proc. civ., a sua volta richiamato dall'art. 669 duodecies, cod. proc. civ., si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento dei beni che ne sono oggetto. Ne consegue che, nel caso di quote di società a responsabilità limitata, l'art. 2471, primo comma, cod. civ., nel testo modificato dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, prevede che il pignoramento si esegue non già nelle forme del pignoramento presso terzi, ma a mezzo dell'iscrizione del provvedimento nel registro delle imprese, senza che sia assolutamente necessaria la notifica al debitore o alla società, quando quest'ultima sia stata parte del procedimento cautelare. Rigetta, App. Milano, 12/07/2008

Cassazione civile sez. I  18 giugno 2014 n. 13903  

 

È ammissibile la nomina di un custode giudiziario di quote di società a responsabilità limitata oggetto di sequestro conservativo. Spettano in tal caso al custode tutti i poteri inerenti la gestione delle quote, incluso il diritto di voto in assemblea.

Tribunale Catania sez. III  03 giugno 2011

 

 

Pignoramento

In ipotesi di pignoramento delle azioni o quote sociali, sia il socio sia il creditore pignorante possono ritenersi legittimati ad esercitare, in concorso fra loro, l'azione di responsabilità e le azioni cautelari di revoca dell'amministratore.

Tribunale Roma  27 aprile 2011

 

Ai fini della validità del pignoramento di quote di società a responsabilità limitata è sempre necessario che l'atto contenga tutti requisiti di cui all'art. 543 c.p.c., inclusa la citazione del debitore e del terzo a comparire per rendere la dichiarazione ex art. 547 c.p.c. alla presenza del debitore esecutato. Il nuovo art. 2471, comma 1, c.c., infatti, non configura modalità di espropriazione sostitutive di quelle del pignoramento presso terzi, bensì è volto unicamente a dirimere i potenziali conflitti tra creditore procedente ed acquirenti della quota.

Tribunale Melfi  13 gennaio 2010

 

 

Pegno

In caso di pegno di una quota di partecipazione di una società non liberamente trasferibile a causa della previsione di una prelazione statutaria a favore dei soci, il creditore al fine di procedere alla vendita ex art. 2797 c.c., deve osservare la disciplina di cui all'art. 2471 comma 3 c.c.

Tribunale Salerno  30 marzo 2009

 

 

Esecuzione mobiliare

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2471 c.c. e 538 c.p.c., censurati, in riferimento agli artt. 3, 24, 42 e 111 Cost., nella parte in cui non prevedono - in caso di mancata vendita della quota pignorata di S.r.l. anche dopo il secondo incanto e in difetto di altri beni del debitore esecutato proprietario della quota - la possibilità per il giudice, nel momento in cui dispone un nuovo incanto ad un prezzo base inferiore di un quinto rispetto al precedente, di escludere la facoltà per la società di presentare un altro acquirente che offra lo stesso prezzo entro dieci giorni dall'eventuale aggiudicazione. Infatti, il rimettente, di fronte ad una fattispecie che realizza un certo bilanciamento fra le esigenze dei creditori e quelle della società, sollecita, sulla base di una sua personale sensibilità, un diverso criterio di bilanciamento, la cui individuazione è, però, rimessa alla discrezionalità del legislatore (ordd. nn. 393 del 2007 e 31 del 2008).

Corte Costituzionale  30 maggio 2008 n. 186  

 

La quota di partecipazione di una società a responsabilità limitata è soggetta a trasferimenti, pignoramenti e sequestri nei confronti del socio che ne è il titolare, e non della società che, con riferimento a tali eventi, è terza; ne consegue la piena pignorabilità della quota del socio di s.r.l. - debitore, da parte del creditore di quest'ultimo, anche se vi è stato il fallimento della società, non trovando applicazione l'art. 51 l. fall., in quanto nella specie la società non è la debitrice esecutata, ma soltanto la terza pignorata.

Cassazione civile sez. III  21 ottobre 2009 n. 22361  

 



 
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