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Art. 2474 codice civile: Operazioni sulle proprie partecipazioni

In nessun caso la società può acquistare o accettare in garanzia partecipazioni proprie(1), ovvero accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione (2) (3).



Commento

Garanzia: [v. 1179]; (Quote di) partecipazione: [v. 2468].

Sottoscrizione: momento in cui il socio assume l’impegno di versare il conferimento.

 

 

(1) La società non può neanche sottoscrivere proprie quote (anche se non espressamente previsto, sarebbe assurdo permettere la sottoscrizione e vietare, nel contempo, prestiti a terzi per la sottoscrizione stessa). La S.r.l. può, ovviamente, acquistare partecipazioni in altre società.

(2) L’operazione (di acquisto, sottoscrizione etc.) è invalida (nulla [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI] per alcuni, annullabile [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII] per altri).

(3) In materia di s.p.a., il legislatore ha eliminato il divieto assoluto di operazioni sulle proprie azioni prevedendo che, al ricorrere di determinate condizioni, la s.p.a. possa legittimamente ricorrere alla cd. assistenza finanziaria [v. 2358].

Nelle start-up innovative costituite in forma di s.r.l. [art. 2463] il divieto non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.

 


Giurisprudenza annotata

Divieto di acquisto, di anticipazioni, di dazione in pegno

Ove una società a responsabilità limitata, in violazione dell'art. 2483 c.c. (ora 2474 c.c.), si sia accollata il pagamento dovuto dall'acquirente in caso di cessione di quote, il negozio di finanziamento posto in essere dalla stessa è inficiato di nullità da cui discende un'azione di ripetizione di indebito.

Tribunale Salerno sez. I  27 aprile 2010

 

Il divieto di accordare prestiti o fornire garanzie per l'acquisto o la sottoscrizione di proprie partecipazioni, stabilito per le società a responsabilità limitata dall'art. 2483 c.c. (nel testo applicabile ratione temporis, ora sostituito dall'art. 2474 c.c.), in quanto volto a garantire l'effettività del capitale sociale (e le regole di versamento almeno parziale del capitale sottoscritto), non trova applicazione nell'ipotesi in cui la società rinunci a perseguire ulteriormente una pretesa creditoria litigiosa nei confronti dell'acquirente o del sottoscrittore: in tale ipotesi, infatti, diversamente da quanto accade in caso di rinuncia ad un credito certo, l'aumento di capitale non si concretizza in un apporto proveniente in sostanza dal patrimonio della società stessa, senza immissione di ricchezza nuova da parte del sottoscrittore, non potendosi porre la rinuncia ad una mera possibilità (l'esito vittorioso della lite) sullo stesso piano della mancata acquisizione di un valore patrimoniale sicuramente esistente.

Cassazione civile sez. I  04 agosto 2009 n. 17936  

 

La transazione con la quale una società di capitali rinunci ad una pretesa creditoria vantata nei confronti di un terzo che ne contesta il fondamento, a fronte della sottoscrizione da parte di quest'ultimo di una quota di capitale sociale, non integra la violazione del divieto di accordare prestiti o fornire garanzie per l'acquisto o la sottoscrizione di proprie partecipazioni.

Cassazione civile sez. I  04 agosto 2009 n. 17936  

 

Il contratto di transazione concluso tra due società di capitali, con il quale l'una rinuncia a proseguire in giudizio l'azione risarcitoria nei confronti dell'altra, in cambio dell'impegno da parte di questa di sottoscrivere un programmato aumento di capitale della società rinunziante, non configura un negozio in frode al divieto di concedere prestiti per la sottoscrizione di partecipazioni proprie, di cui all'art. 2474 c.c., poiché la rinuncia alla pretesa non può essere ricondotta nell'alveo dei "prestiti" rilevanti per l'applicazione del divieto. Conferma App. Milano, 18 giugno 2004

Cassazione civile sez. I  04 agosto 2009 n. 17936  

 

 

Notaio

Il notaio non è responsabile per aver ricevuto un atto di costituzione di una società a responsabilità limitata in violazione della disposizione di cui all'art. 2474 comma 3 c.c., poiché per tale inosservanza non è prevista la nullità dell'atto costitutivo ed in ogni caso perché la violazione di tale articolo non inficia il contratto sociale.

Corte appello Milano  28 aprile 2004

 

 

Società

Nell'ipotesi in cui venga costituita una società a responsabilità limitata con previsione di quote di partecipazione che non siano multiple di 1 euro non può essere dichiarata la nullità in considerazione del fatto che l'art. 2474 comma 3 c.c. non lo prevede nè può ritenersi che vi sia una ipotesi di nullità virtuale.

Corte appello Milano  28 aprile 2004

 



 
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