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Art. 2475 codice civile: Amministrazione della società

Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, l’amministrazione della società (1) è affidata a uno o più soci nominati con decisione dei soci  (2) presa ai sensi dell’articolo 2479.

All’atto di nomina degli amministratori si applicano il quarto e quinto comma dell’articolo 2383 (3).

Quando l’amministrazione è affidata a più persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione. L’atto costitutivo può tuttavia prevedere, salvo quanto disposto nell’ultimo comma del presente articolo, che l’amministrazione sia ad esse affidata disgiuntamente oppure congiuntamente; in tali casi si applicano, rispettivamente, gli articoli 2257 e 2258 (4) (5).

Qualora sia costituito un consiglio di amministrazione, l’atto costitutivo può prevedere che le decisioni siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso dai documenti sottoscritti dagli amministratori devono risultare con chiarezza l’argomento oggetto della decisione ed il consenso alla stessa (6).

La redazione del progetto di bilancio e dei progetti di fusione o scissione, nonché le decisioni di aumento del capitale ai sensi dell’articolo 2481 sono in ogni caso di competenza dell’organo amministrativo.

 


Commento

Atto costitutivo: [v. 2295]; Soci: [v. 2465]; Amministratori: [v. 2621]; Amministrazione disgiuntiva: [v. 2257]; Amministrazione congiuntiva: [v. 2258]; Progetto di fusione: [v. 2501ter]; Progetto di scissione: [v. 2506bis].

Consiglio di amministrazione: organo pluripersonale, formato dagli amministratori, cui compete la gestione della società; adotta le sue decisioni in forma collegiale, cioè mediante riunione di tutti i suoi componenti e deliberazione a maggioranza, salvo diversa disposizione.

Consultazione scritta: procedura decisoria che può essere avviata facendo circolare tra gli interessati una relazione scritta sull’argomento in discussione, allegando documentazione utile per la decisione, chiedendo parere e commento finale oltre alla firma.

Consenso espresso per iscritto: procedura decisoria che salta la fase della consultazione per raccogliere le adesioni su una proposta già formulata che viene sottoposta agli interessati.

Progetto di bilancio: si intende il bilancio di esercizio, redatto dagli amministratori, secondo la modalità previste dalla legge, prima dell’approvazione da parte dell’assemblea.

 

 

(1) La norma in esame reca una disciplina autonoma e specifica per le s.r.l., con limitati rinvii agli articoli sulle s.p.a.

(2) L’atto costitutivo può prevedere, come accade nelle s.p.a. [v. 2380bis], che l’amministrazione sia affidata a terzi estranei alla società. L’amministrazione può essere affidata anche ad un amministratore unico (organo monocratico).

(3) Si tratta delle disposizioni relative alla pubblicità della nomina degli amministratori.

(4) Il consiglio di amministrazione può decidere secondo modalità diverse dalla forma collegiale in cui solitamente opera. Una deroga è contenuta nel comma 3 che prevede la possibilità di amministrazione disgiunta o congiunta, secondo quanto disposto dall’atto costitutivo. In tale ipotesi la disciplina delle s.r.l. è analoga alle società di persone di cui si richiamano espressamente le norme [v. 2257 e 2258]. L’amministrazione congiunta o disgiunta, oltre che alternative, possono anche combinarsi, dando luogo ad un sistema misto in cui talune decisioni sono adottate in forma congiunta (per esempio, atti di amministrazione straordinaria) ed altre in forma disgiunta (per esempio, atti di amministrazione ordinaria). Alcune materie però sono sottratte alla libera determinazione dei soci: tali materie sono elencate dall’ultimo comma dell’articolo in commento.

(5) Nella disciplina post riforma 2003 manca qualsiasi riferimento espresso al compenso degli amministratori nella s.r.l. [v. art. 2389 per le s.p.a.]; in assenza di una specifica previsione statutaria o dell’assemblea, l’incarico degli amministratori sarebbe da ritenere gratuito, anche se, in considerazione del tempo, competenza e responsabilità richiesti per la gestione della società, parte della dottrina ritiene necessaria la remunerazione, pur in assenza di un riconoscimento espresso (normativo/statutario.

(6) Le procedure previste dal comma 4 sono anch’esse eccezionali rispetto alla regola della collegialità delle decisioni che determina, nella normalità dei casi, la contestuale riunione di tutti i componenti del consiglio di amministrazione.


Giurisprudenza annotata

Amministrazione della società

Il conflitto di interessi non rappresenta ex se una condizione in grado di inficiare la votazione, sia essa una delibera dell’assemblea dei soci o del consiglio di amministrazione; in dette ipotesi, infatti, l’invalidità dell’atto è subordinata non solo al fatto che il voto determinante per il raggiungimento della maggioranza necessaria per l’approvazione della delibera sia espressione del soggetto in capo al quale si configura una situazione di conflitto d’interessi, ma anche alla condizione che tale delibera possa recare alla società un danno, seppur in via solo potenziale.

Tribunale Milano  12 febbraio 2014

 

Una società non può essere qualificata come amministratore di fatto di un'altra società, essendo tale qualifica attribuibile alle sole persone fisiche anche quando queste abbiano esercitato di fatto i poteri amministrativi per conto di una persona giuridica.

Tribunale Milano sez. VIII  27 febbraio 2012

 

L'attività dell'amministratore di fatto presuppone un'ingerenza completa e sistematica nella gestione sociale da parte di un soggetto privo di investitura formale e differisce quindi dall'attività di direzione e coordinamento, che è invece volta a coordinare la politica economica e le linee essenziali dell'attività delle società del “gruppo” al fine di orientarne l'attività in modo unitario.

Tribunale Milano sez. VIII  27 febbraio 2012

 

La deliberazione assembleare di una s.r.l. con cui sia stato approvato un aumento di capitale anteriormente all'iscrizione della società nel registro delle imprese è inesistente, in quanto emanata da un'assemblea ancora priva della possibilità giuridica di deliberare, e, tuttavia, la manifestazione di volontà dei soci unanime e plenaria e risultante dalla sottoscrizione dell'atto da parte di ciascuno può essere apprezzata come espressione di un patto volto a modificare l'importo del capitale sociale e la conseguente attribuzione delle quote ai soci e, quindi, come una convenzione modificativa dell'atto costitutivo, a condizione che risultino osservati i requisiti di sostanza e di forma prescritti per tale atto, con la conseguenza che la non ancora avvenuta iscrizione della società nel registro delle imprese non condiziona la validità di detta convenzione modificativa, sia pure destinata ad assumere efficacia dopo l'iscrizione della società.

Cassazione civile sez. I  01 dicembre 2011 n. 25703  

 

Nella s.r.l. la previsione del modello dualistico non confligge con il tipo sociale, atteso che le previsioni di cui agli art. 2475 comma 1 e 2479 n. 2 c.c. autorizzano clausole che introducono meccanismi di investitura di gestori diversi da quello basato sulla relativa nomina da parte dei soci.

Tribunale Roma  24 maggio 2010

 

La giusta causa che giustifica la revoca dell'amministratore di una società a responsabilità limitata nominato a tempo indeterminato può essere anche di natura oggettiva e cioè consistere anche in situazioni estranee alla persona dell'amministratore, non riconducibili a condotte di quest'ultimo, che siano tali da impedire la prosecuzione del rapporto

Cassazione civile sez. I  12 settembre 2008 n. 23557  

 

Ai fini dell'accertamento della sussistenza di una giusta causa di revoca dalla carica di amministratore di società a responsabilità limitata deve aversi riguardo alle sole ragioni evocate nel corso dell'assemblea che tale revoca abbia deliberato.

Cassazione civile sez. I  12 settembre 2008 n. 23557  

 

La revoca dell'amministratore di una società a responsabilità limitata nominato a tempo indeterminato attribuisce a questi il diritto al risarcimento del danno, qualora sia avvenuta in presenza di giusta causa, ovvero non sia stata comunicata con congruo preavviso.

Cassazione civile sez. I  12 settembre 2008 n. 23557  

 

Il merito dell'attività gestoria non è di norma suscettibile di sindacato, salvo sia questione di scelte manifestamente illegittime e arbitrarie, prive della minima logicità di conduzione economica. Tuttavia, può essere valutato dal giudice il quadro delle scelte dell'amministratore al fine di verificare l'eventuale omissione di quelle cautele, verifiche o informazioni normalmente richieste per una scelta di quel genere, tali da configurare la violazione dell'obbligo di adempiere con diligenza il mandato di amministratore ovvero la conduzione degli affari in conflitto di interessi. Ne consegue che l'amministratore può essere chiamato a rispondere dei danni prodotti alla società per aver posto in essere quelle condotte che avrebbero dovuto essere compiute con modalità e fini differenti, ma che l'amministratore ha invece perseguito in conflitto di interesse. Si tratta, pertanto, del limite davanti al quale si arresta il generale divieto per il giudice di valutare le scelte gestionali compiute. Non si tratta di valutare con giudizio a posteriori l'economicità di quelle scelte gestionali operate ovvero il mancato profitto conseguito da quella specifica scelta di amministrazione di azienda, quanto di valutare che quello specifico atto gestionale contestato non avrebbe dovuto essere compiuto, con giudizio riferito al tempo della sua consumazione.

Tribunale Milano  17 maggio 2007 n. 6016  

 



 
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