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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2475-ter codice civile: Conflitto di interessi

I contratti conclusi dagli amministratori che hanno la rappresentanza della società in conflitto di interessi, per conto proprio o di terzi, con la medesima possono essere annullati su domanda della società, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo (1).

Le decisioni adottate dal consiglio di amministrazione con il voto determinante di un amministratore in conflitto di interessi con la società, qualora le cagionino un danno patrimoniale, possono essere impugnate entro novanta giorni dagli amministratori e, ove esistenti, dai soggetti previsti dall’articolo 2477 (2). In ogni caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della decisione (3).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Conflitto di interessi: [v. 2634]; Annullamento: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII]; Consiglio di amministrazione: [v. 2475]; Buona fede: [v. 1147].

Danno patrimoniale: consiste nella perdita, distruzione o danneggiamento di un bene patrimoniale, nella perdita di un guadagno, nella necessità sopravvenuta di compiere delle spese.

Impugnazione: atto formale con il quale gli amministratori assenti o dissenzienti, i sindaci o il revisore chiedono al giudice di riesaminare la deliberazione del consiglio.

 

 

(1) L’ipotesi di cui al comma 1 è quella dell’amministratore, in conflitto di interessi, che concluda un contratto con un terzo in nome e per conto della società. Indipendentemente dall’esistenza di un effettivo danno, la società può agire per l’annullamento del contratto. Tale possibilità trova, tuttavia, un limite nell’esigenza di tutelare anche il terzo di buona fede, per cui condizione per l’esercizio dell’azione di annullamento è che il conflitto di interessi portato dall’amministratore fosse riconoscibile per il terzo o sia stato da questo effettivamente conosciuto.

(2) Tra i soggetti cui è riconosciuto il diritto all’impugnativa non sono compresi i soci; tuttavia, essi possono attivarsi affinché l’iniziativa sia assunta da qualche sindaco. L’impugnativa è in diritto, non un dovere, dei soggetti legittimati che possono, pertanto, rimanere inerti; la decisione viziata presenta i connotati dell’annullabilità e non della nullità, in quanto il decorso del termine per l’impugnazione la rende legittima ed efficace.

(3) L’ipotesi di cui al comma 2 è quella della deliberazione assunta dal consiglio di amministrazione alla quale ha partecipato, con voto determinante, l’amministratore in conflitto di interessi con la società (per conto proprio o di terzi, si può presumere, anche in mancanza di espressa precisazione da parte del legislatore). In tale caso l’impugnativa incontra dei limiti più decisi, quali l’effettivo danno patrimoniale per la società ed il limite temporale dei tre mesi, oltre alla salvezza dei diritti dei terzi in buona fede.

 

 

Il legislatore, prevedendo la possibilità di impugnare una deliberazione presa grazie all’intervento di un amministratore in conflitto d’interesse con la società, vuole evitare che l’amministratore possa realizzare un interesse personale o di altro soggetto a danno della società. Inoltre, considerando validi gli affari conclusi con i terzi in buona fede si è inteso dare certezza assoluta ai soggetti che entrano in contatto con la società, tutelando l’interesse principale della società: la conclusione degli affari sociali. L’attuale disciplina non contiene riferimenti al divieto di concorrenza degli amministratori (in precedenza richiamato dall’art. 2487, per il rinvio all’art. 2390), che pure potrebbe essere causa di una situazione di conflitto di interessi ed essere, perciò, in tale ambito disciplinato. Si ritiene, tuttavia, che la situazione di conflitto di interessi debba essere limitata a singole operazioni; laddove il conflitto nasca da una situazione concorrenziale (per esempio, esercizio di attività commerciale da parte dell’amministratore) sarebbe più corretto rifarsi alla disciplina del nuovo art. 2390, relativo alle s.p.a.



 
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