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Art. 2481 codice civile: Aumento di capitale

L’atto costitutivo può attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare il capitale sociale, determinandone i limiti e le modalità di esercizio (1); la decisione degli amministratori, che deve risultare da verbale redatto senza indugio da notaio, deve essere depositata ed iscritta a norma dell’articolo 2436.

La decisione di aumentare il capitale sociale non può essere attuata fin quando i conferimenti precedentemente dovuti non sono stati integralmente eseguiti.


Commento

Capitale sociale: [v. 2250]; Amministratori: [v. 2621]; Notaio: [v. 2658]; Conferimenti: [v. 2464].

Verbale: documento che registra e attesta quanto è stato dichiarato oralmente in una determinata circostanza (es.: in una riunione).

Aumento (del capitale sociale): modifica dell’atto costitutivo con la quale si fissa il capitale in un ammontare superiore a quello precedentemente stabilito. L’(—) può essere realizzato mediante due diverse modalità: conferimento di nuove attività (cd. aumento reale o a pagamento) oppure trasferimento in conto capitale della parte disponibile delle riserve e dei fondi speciali (cd. aumento nominale o gratuito).

 

(1) Analogamente a quanto disposto per la s.p.a., il legislatore della riforma ha previsto che anche nella s.r.l. l’atto costitutivo possa delegare l’aumento del capitale agli amministratori, determinandone i limiti e le modalità di esercizio. Tuttavia, a differenza che nella s.p.a., non è previsto il limite temporale dei cinque anni [v. 2443].

 

 

La disposizione del comma 1 costituisce una novità particolarmente significativa per le s.r.l. in quanto nella disciplina precedente la possibilità di conferire una delega agli amministratori per l’aumento del capitale era ammessa solo per le società per azioni.

La previsione del comma 2 tutela la concreta esistenza del capitale sociale. Infatti la decisione di aumentare il capitale senza che siano stati effettuati i conferimenti precedentemente dovuti, aumenta la disparità tra capitale sociale sottoscritto e capitale sociale versato [art. 2463] e costituisce un grave rischio per i creditori, nell’ottica del capitale come garanzia per i terzi che contrattano con la società.


Giurisprudenza annotata

Aumento di capitale

In tema di aumento di capitale deliberato dall'assemblea di una società capitalistica, non è configurabile la simulazione del conferimento in forza di un accordo simulatorio concluso tra il conferente e l'amministratore della società, che, anche qualora sia delegato al compimento delle operazioni necessarie all'esecuzione della deliberazione, non avendo poteri legali di rappresentanza della società medesima negli atti di gestione attinenti all'organizzazione della società, non è legittimato a rappresentarla nella stipulazione di accordi diretti a simulare i conferimenti.

Cassazione civile sez. I  17 luglio 2013 n. 17467

 

In materia di aumento del capitale di una società a responsabilità limitata, l'obbligo di versamento per il socio deriva non dalla deliberazione, ma dalla distinta manifestazione di volontà negoziale, consistente nella sottoscrizione della quota del nuovo capitale offertagli in opzione, ciò indipendentemente dall'avere egli concorso o meno con il proprio voto alla deliberazione di aumento; tale sottoscrizione è riconducibile ad un atto di natura negoziale, e precisamente da un contratto consensuale, in relazione al quale la legge non prevede l'adozione di una forma particolare. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto provata per fatti concludenti la sottoscrizione dell'aumento di capitale di una società, essendo stato dimostrato l'avvenuto versamento di tre assegni, in adempimento della presunta sottoscrizione).

Cassazione civile sez. I  15 settembre 2009 n. 19813  

 

In materia di aumento di capitale di una società a responsabilità limitata, l'obbligo di versamento per il socio deriva non dalla deliberazione, ma dalla distinta manifestazione di volontà negoziale, consistente nella sottoscrizione della quota del nuovo capitale offertagli in opzione, ciò indipendentemente dall'avere egli concorso o meno con il proprio voto alla deliberazione di aumento; conseguentemente, per fondare la relativa pretesa, la società ha l'onere di provare non soltanto l'esistenza della deliberazione assembleare, ma anche la successiva sottoscrizione della quota di spettanza dell'aumento ad opera del socio.

Cassazione civile sez. I  19 ottobre 2007 n. 22016  

 



 
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