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Art. 2489 codice civile: Poteri, obblighi e responsabilità dei liquidatori

Salvo diversa disposizione statutaria, ovvero adottata in sede di nomina, i liquidatori hanno il potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società (1).

 

I liquidatori debbono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richieste dalla natura dell’incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri è disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori (2).


Commento

(1) Gli amministratori, con la nomina dei liquidatori, decadono dalla carica, e hanno l’obbligo di consegnare loro i libri e i beni sociali [v. 2487bis]. Il riferimento agli atti utili, come il richiamo alla diligenza e alla responsabilità degli amministratori, si presenta coerente con l’esigenza di conservazione del valore dell’impresa [v. 2486, c. 1]. In precedenza i poteri dei liquidatori erano limitati al compimento di atti necessari alla liquidazione con divieto di effettuare nuove operazioni.

(2) La nuova disciplina conferma l’applicabilità delle norme in tema di responsabilità degli amministratori [v. 2383 e ss., 2476].


Giurisprudenza annotata

Fallimento

Sussiste la responsabilità del liquidatore che ometta di compiere l'inventario, da cui risulti lo stato attivo e passivo del patrimonio sociale, impedendo con tale condotta omissiva la ricostruzione del patrimonio e degli affari della società. La responsabilità del liquidatore deriva non solo dall'art. 223 l.f., ma anche dell'art. 2489 c.c., che rinvia alle norme in tema di responsabilità degli amministratori e, quindi, anche all'art. 2392, il quale fissa un principio di ordine generale - per il quale l'amministratore deve vigilare sulla gestione ed impedire il compimento di atti pregiudizievoli, oltre che attenuarne le conseguenze dannose - di guisa che sussiste anche per i liquidatori una posizione di garanzia dei bene giuridico penalmente tutelato, con conseguente ineludibile responsabilità, ex art. 40 cpv. c.p., ove i detti obblighi siano disattesi

Cassazione penale sez. V  12 maggio 2014 n. 44818  

 

Rispondono penalmente tanto l'amministratore quanto il liquidatore di una società, non solo per il compimento di condotte dolose che costituiscono occultamento di libri e scritture contabili, o per condotte omissive contravvenienti gli obblighi di vigilanza e controllo, ma altresì quando hanno concorso a determinare anche solo un aggravamento del dissesto già in atto della società.

Cassazione penale sez. V  12 maggio 2014 n. 29921  

 

La responsabilità dei liquidatori di società nei confronti dei creditori sociali si fonda sulla violazione del dovere di conservare il patrimonio sociale e di procedere alla liquidazione secondo le modalità tali da assicurare la sua sufficienza al soddisfacimento dei creditori sociali sicché, ove abbiano proceduto alla distribuzione anche parziale tra i soci dei beni sociali senza preventivamente procedere al pagamento dei creditori della società ovvero accantonare le somme necessarie per pagarle, incorreranno nella responsabilità per avere diminuito il patrimonio sociale e averlo reso inidoneo ad assolvere la sua funzione di generica garanzia di cui all'art. 2740 c.c. con conseguente legittimità della richiesta risarcitoria avanzata nei loro confronti dal creditore sociale.

Tribunale Roma sez. III  24 marzo 2014 n. 6729  

 

In tema di reati fallimentari, la responsabilità del liquidatore deriva non solo dall'art. 223 l.fall. ma anche dall'art. 2489 c.c., che rinvia alle norme in tema di responsabilità degli amministratori e, quindi, anche all'art. 2392, il quale fissa un principio di ordine generale - per il quale l'amministratore deve vigilare sulla gestione ed impedire il compimento di atti pregiudizievoli, oltre che attenuarne le conseguenze dannose - di guisa che sussiste anche per i liquidatori una posizione di garanzia del bene giuridico penalmente tutelato, con conseguente ineludibile responsabilità, ex art. 40 cpv. c.p., ove i detti obblighi siano disattesi; inoltre i liquidatori hanno l'obbligo di ricevere in consegna i libri sociali (art. 2487 bis, comma 3, c.c.) che si estende al liquidatore nominato successivamente in sostituzione del precedente; pertanto non può ritenersi esente da responsabilità il liquidatore che non riceve i libri contabili e che omette ogni controllo sulla loro esistenza e sulla loro regolare tenuta.

Cassazione penale sez. V  14 giugno 2011 n. 36435  

 

 

Società

L'incompletezza del procedimento informativo consistente nel mancato deposito della bozza di bilancio e dei documenti integrativi costituisce un vizio che rende annullabile la delibera di approvazione del bilancio. Il mancato deposito della bozza di bilancio e dei documenti integrativi presso la sede sociale durante i 15 giorni precedenti l'assemblea, ai sensi dell'art. 2491 c.c., priva i singoli soci della possibilità di conoscere preventivamente l'oggetto su cui sono chiamati a deliberare ed impedisce che essi abbiano piena informazione della situazione patrimoniale della società secondo i criteri legali prescritti in materia di bilancio. A tal fine non basta che il socio abbia potuto preventivamente esercitare il diritto di controllo individuale ex art. 2489 c.c., perché l'informazione dovuta non riguarda semplicemente le risultanze contabili e lo stato degli affari sociali, ma ha ad oggetto più specifico la conoscenza della situazione patrimoniale ed economica della società risultante dall'applicazione concorrenziale dei criteri legali e delle valutazioni prudenziali degli amministratori. Le norme in proposito (art. 2491 c.c. e art. 2429 c.c. richiamato per le s.r.l.) prefigurano un procedimento formale non surrogabile mediante trasmissione e depositi di "bozze" di documenti che finirebbero per rendere solo virtuale il procedimento voluto dalla legge.

Tribunale Milano  15 marzo 2005

 

Nelle società a responsabilità limitata in cui non esiste il collegio sindacale, la condotta dilatoria o apertamente omissiva degli amministratori che ostacolano il diritto dei soci di effettuare la verifica di gestione, ai sensi dell'art. 2489 c.c., costituisce grave irregolarità, rilevante ai fini dell'art. 2409 c.c., in quanto può essere preordinata all'occultamento di irregolarità e di inadempimenti degli obblighi di amministrazione.

Tribunale Lecco  11 novembre 2003

 

Il diritto di consultare i libri sociali riconosciuto dall'art. 2489 c.c. al singolo socio di s.r.l. priva del collegio sindacale, riguarda solo i libri indicati nell'art. 2490 c.c. e non si estende alle scritture contabili indicate dall'art. 2114 c.c. o ad altri documenti concernenti l'amministrazione.

Tribunale Messina  05 aprile 2003

 

Il diritto di controllo del socio di una s.r.l. nella quale non vi è il collegio sindacale, dei libri sociali ex art. 2489 c.c. può essere tutelato con provvedimento di urgenza ricorrendo allo strumento residuale innominato di cui all'art. 700 c.p.c.

Tribunale Messina  05 aprile 2003

 

Il diritto di consultazione dei libri sociali, riconosciuto dall'art. 2489 c.c. al singolo socio di società a responsabilità limitata priva di collegio sindacale, concerne i soli libri indicati dall'art. 2490 c.c. e non si estende pertanto alle scritture contabili.

Tribunale Roma  07 dicembre 2000

 

Con riferimento alle società in cui non esista il collegio sindacale, l'art. 2489 c.c. attribuisce ai soci che rappresentino almeno 1/3 del capitale il diritto di far eseguire "annualmente" la revisione, ma ciò significa solo che tale controllo non può essere eseguito più di una volta nel corso di un anno, non già che esso debba essere limitato ogni volta dalla gestione sociale dell'anno in corso, come se oggetto della revisione dovesse essere la gestione "annuale" e se - in caso di mancata effettuazione della stessa in un determinato anno - il diritto a far eseguire la revisione della corrispondente annualità di gestione fosse definitivamente perso

Tribunale Verona  07 febbraio 2000

 

 



 
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