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Art. 2491 codice civile: Poteri e doveri particolari dei liquidatori

Se i fondi disponibili (1) risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti (2).

I liquidatori non possono ripartire tra i soci acconti sul risultato della liquidazione, salvo che dai bilanci risulti che la ripartizione non incide sulla disponibilità di somme idonee alla integrale e tempestiva soddisfazione dei creditori sociali; i liquidatori possono condizionare la ripartizione alla prestazione da parte del socio di idonee garanzie.

I liquidatori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni cagionati ai creditori sociali con la violazione delle disposizioni del comma precedente.


Commento

(1) I fondi disponibili sono dati dalle somme di proprietà della società, a cui vanno aggiunte quelle depositate come capitale sociale e quelle derivanti dalla cessione dei beni (mobili o immobili) societari.

(2) Proporzionalmente alla quota i soci sono tenuti ai versamenti dovuti a titolo di conferimento: infatti, all’atto della sottoscrizione [v. 2463] i soci assumono soltanto l’obbligazione di effettuare i conferimenti, ma non necessariamente li effettuano subito.

La norma prevede la possibilità di distribuire acconti sul risultato della liquidazione nel rispetto delle condizioni indicate. La disposizione è motivata dal fatto che il divieto assoluto di ripartizione, in presenza somme sufficienti alla integrale e tempestiva soddisfazione dei creditori sociali, e quindi in assenza di pregiudizio per gli stessi, sarebbe ingiustificato.


Giurisprudenza annotata

Procedimento tributario

Ai sensi dell'art. 18 comma 2 del d.lgs.546/1992 il ricorso tributario per violazione ed elusione di un giudicato emesso nei confronti di una società a responsabilità limitata deve ritenersi ammissibile, purché chiaro ed esauriente nei suoi motivi di impugnazione in rapporto alla posizione giuridica del ricorrente, liquidatore della società, e pertanto legittimato passivo solidale nel rapporto tributario ai sensi degli artt. 2491 c.c. e 36 DPR 602/1973. Stante che, il liquidatore della società, viste le suddette norme, è un organo della stessa con una responsabilità giuridica solidale, quindi a tutti gli effetti egli è un avente causa nei termini previsti dall'art.2909 c.c..

Comm. trib. prov.le Messina sez. XI  11 settembre 2014 n. 4804  

 

 

Poteri e doveri particolari dei liquidatori

La responsabilità dei liquidatori di società nei confronti dei creditori sociali si fonda sulla violazione del dovere di conservare il patrimonio sociale e di procedere alla liquidazione secondo le modalità tali da assicurare la sua sufficienza al soddisfacimento dei creditori sociali sicché, ove abbiano proceduto alla distribuzione anche parziale tra i soci dei beni sociali senza preventivamente procedere al pagamento dei creditori della società ovvero accantonare le somme necessarie per pagarle, incorreranno nella responsabilità per avere diminuito il patrimonio sociale e averlo reso inidoneo ad assolvere la sua funzione di generica garanzia di cui all'art. 2740 c.c. con conseguente legittimità della richiesta risarcitoria avanzata nei loro confronti dal creditore sociale.

Tribunale Roma sez. III  24 marzo 2014 n. 6729  

 

L'incompletezza del procedimento informativo consistente nel mancato deposito della bozza di bilancio e dei documenti integrativi costituisce un vizio che rende annullabile la delibera di approvazione del bilancio. Il mancato deposito della bozza di bilancio e dei documenti integrativi presso la sede sociale durante i 15 giorni precedenti l'assemblea, ai sensi dell'art. 2491 c.c., priva i singoli soci della possibilità di conoscere preventivamente l'oggetto su cui sono chiamati a deliberare ed impedisce che essi abbiano piena informazione della situazione patrimoniale della società secondo i criteri legali prescritti in materia di bilancio. A tal fine non basta che il socio abbia potuto preventivamente esercitare il diritto di controllo individuale ex art. 2489 c.c., perché l'informazione dovuta non riguarda semplicemente le risultanze contabili e lo stato degli affari sociali, ma ha ad oggetto più specifico la conoscenza della situazione patrimoniale ed economica della società risultante dall'applicazione concorrenziale dei criteri legali e delle valutazioni prudenziali degli amministratori. Le norme in proposito (art. 2491 c.c. e art. 2429 c.c. richiamato per le s.r.l.) prefigurano un procedimento formale non surrogabile mediante trasmissione e depositi di "bozze" di documenti che finirebbero per rendere solo virtuale il procedimento voluto dalla legge.

Tribunale Milano  15 marzo 2005

 

A norma dell'art. 2429 c.c. in tema di accantonamenti annuali per i fondi di anzianità e quiescenza, destinati al personale dipendente da società per azioni e (in virtù del richiamo di detta norma operato dal successivo art. 2491) da società a responsabilità limitata, va escluso uno specifico onere di accantonamento per ciascun singolo dipendente restando anche la relativa misura rimessa al prudente apprezzamento degli amministratori in relazione al complesso dei dipendenti, con la conseguenza che le dette società ove abbiano posizione di locatore non hanno alcun obbligo, in assenza di una specifica disposizione in questo senso, di accantonare annualmente i fondi di indennità di anzianità e quiescenza per il portiere dello stabile ove trovasi l'immobile locato, nè, tanto meno, di richiedere di volta in volta al conduttore il rimborso di siffatti accantonamenti, come si desume anche dalla mancata previsione del diritto di quest'ultimo agli interessi sulle somme di sua pertinenza nella disponibilità del locatore a tale titolo (come per contro, per il deposito cauzionale), nonché di particolari modalità di versamento di dette somme. (Nella specie, il Supremo Collegio, enunciando il surriportato principio, ha ritenuto corretta la decisione dei giudici del merito con cui era stato escluso che la prescrizione ex art. 6 della legge n. 841 del 1973 o ex art. 2948 c.c. del credito del locatore nei confronti del conduttore relativo al rimborso degli indicati accantonamenti decorresse dalle singole scadenze alle quali gli stessi dovevano essere effettuati).

Cassazione civile sez. III  25 febbraio 1983 n. 1463  



 
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