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Art. 2493 codice civile: Approvazione tacita del bilancio

Decorso il termine di novanta giorni senza che siano stati proposti reclami, il bilancio finale di liquidazione s’intende approvato, e i liquidatori, salvi i loro obblighi relativi alla distribuzione dell’attivo risultante dal bilancio, sono liberati di fronte ai soci.

Indipendentemente dalla decorrenza del termine, la quietanza, rilasciata senza riserve all’atto del pagamento dell’ultima quota di riparto (1), importa approvazione del bilancio.


Commento

(1) Cioè nel caso di distribuzione dell’eventuale residuo attivo.

Spesso, quando una società è in liquidazione, i soci si disinteressano all’andamento gestionale. Per evitare, quindi, un’inutile paralisi il legislatore ha creato questo meccanismo di tacita approvazione.

 


Giurisprudenza annotata

Approvazione tacita di bilancio

Atteso che la norma dettata dall'art. 2493, comma 3, c.c., è e posta a presidio del diritto di informazione del socio, cui attribuisce la possibilità di attendere ad un meditato esame della documentazione sottesa al bilancio di esercizio, la facoltà. di estrarne copia (che costituisce evidentemente, un "quid pluris" rispetto al diritto di presa visione) va limitata ai casi imposti dalle condizioni della documentazione stessa, la cui semplice presa visione non consente un'adeguata informazione essendo d'altronde meritevole di tutela anche il diritto alla riservatezza della società cui dev'essere riconosciuto l'interesse a che i propri dati di bilancio, nella fase anteriore alla pubblicazione, non siano conosciuti all'esterno della compagine.

Tribunale Rimini  25 febbraio 2005

 

Quanto all'idoneità oggettiva delle comunicazioni ad interrompere la prescrizione, la mera sollecitazione di incontri ed accordi volti alla ridefinizione dei margini minimi obbligatori non ha il carattere della "inequivoca" manifestazione di volontà del creditore di far valere il proprio diritto nei confronti del debitore cosicché affinché un atto possa acquisire efficacia interruttiva della prescrizione, a norma dell'art. 2943 comma 4 c.c. esso deve contenere l'esplicitazione di una pretesa, vale a dire un'intimazione o richiesta scritta di adempimento idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto passivo, con l'effetto sostanziale di costituirlo in mora.

Corte appello Roma sez. I  07 marzo 2011 n. 948  

 

In tema di pubblicità dei bilanci delle società di capitali, in base agli art. 2493 e 2435 c.c. (quest'ultimo nel testo vigente prima dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 127 del 1991), anche le società a responsabilità limitata erano tenute, come quelle per azioni, oltre che al deposito del bilancio approvato dall'assemblea, presso il registro delle imprese, alla pubblicazione dello stesso sul bollettino ufficiale delle società per azioni e a responsabilità limitata, sia perché il richiamo operato dalla prima alla seconda di tali disposizioni non poteva ritenersi limitato al comma 1 di quest'ultima, sia perché la ratio della disciplina, attraverso la duplice modalità del deposito e della pubblicazione (attualmente, peraltro, entrambe previste nell'unico comma dell'art. 2435, nel testo introdotto dal d.lgs. cit.) risponde alle stesse esigenze per entrambi i tipi di società di capitali.

Cassazione civile sez. I  13 gennaio 1995 n. 404  

 

Il bilancio approvato dall'assemblea deve essere depositato ai sensi degli art. 2435 e 2493 c.c., ma non anche iscritto nel registro della cancelleria del tribunale. In caso contrario, deve essere ordinata la cancellazione dell'iscrizione.

Tribunale Cassino  13 aprile 1992



 
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