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Art. 2496 codice civile: Deposito dei libri sociali

Compiuta la liquidazione, la distribuzione dell’attivo (1) o il deposito indicato nell’articolo 2494, i libri della società devono essere depositati e conservati per dieci anni presso l’ufficio del registro delle imprese; chiunque può esaminarli, anticipando le spese.


Commento

(1) L’attivo è eventuale.


Giurisprudenza annotata

Deposito dei libri sociali

In tema di disposizioni penali sulle società, l'ipotesi di reato prevista dall'art. 2630 comma 2 c.c. (omessa convocazione dell'assemblea dei soci nel caso di riduzione del capitale per perdite) si applica anche agli amministratori delle società a responsabilità limitata, per effetto dell'art. 2496 c.c. che estende, con riferimento all'ipotesi di riduzione di capitale, la disciplina delle società per azioni alle società a responsabilità limitata (ha specificato la Corte che il richiamo contenuto nell'art. 2630 c.c. al solo art. 2446 e non anche all'art. 2496 trova ragione nel fatto che è l'art. 2446 a dettare il precetto primario che vincola sia gli amministratori di una s.r.l. che di una s.p.a.).

Cassazione penale sez. V  21 febbraio 2000 n. 838  

 

L'art. 2496 c.c. rinvia all'art. 2446 c.c. e, siccome l'art. 2630 comma 2 n. 2 rinvia a sua volta all'art. 2446, la disciplina sanzionatoria dell'art. 2630 deve ritenersi applicabile anche alle s.r.l., senza che sussista alcuna necessità di ricorrere ad un'interpretazione analogica.

Tribunale Milano  24 novembre 1999

 

Deve essere omologata la deliberazione di riduzione del capitale sociale per perdite che, al fine della determinazione dell'ammontare di queste ultime, non tenga conto dei cd. utili di periodo, cioè degli utili che risultino contabilmente realizzati in corso di esercizio, giacché gli utili diventano liberamente disponibili ed utilizzabili solo al momento dell'approvazione del bilancio d'esercizio.

Corte appello Napoli  04 giugno 1999

 

La fattispecie criminosa configurata dall'art. 2630 comma 2 n. 2 c.c. - di omessa convocazione dell'assemblea dei soci nelle ipotesi di richiesta della minoranza e di riduzione del capitale oltre il terzo - ha riguardo agli amministratori delle società per azioni, i quali soli, pertanto, possono rivestire la qualifica di soggetto attivo tipico del reato: ciò ricavandosi dallo specifico riferimento contenuto nella citata norma ai casi in cui agli art. 2367 e 2446 c.c., relativi appunto a tali società, ed al contempo dal mancato richiamo a quelli corrispondenti contemplati dagli art. 2486 e 2496 c.c. per gli amministratori delle società a responsabilità limitata. Di conseguenza, questi ultimi hanno agli effetti civilistici identici obblighi di convocazione dell'assemblea, la violazione dei quali peraltro non è penalmente rilevante; nè la norma incriminatrice potrebbe essere interpretata estensivamente in modo da applicarla anche ai predetti organi, in quanto una siffatta operazione ermeneutica si risolverebbe in violazione del divieto di cui all'art. 14 disp. prel. c.c. (Nella specie, l'amministratore di una società a responsabilità limitata aveva omesso di convocare l'assemblea in conseguenza della totale perdita del capitale sociale: sulla base dell'enunciato principio, la Corte di cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna per il delitto di cui all'art. 2630 comma 2 n. 2 c.c. perché il fatto non costituisce reato).

Cassazione penale sez. V  21 gennaio 1999

 

La locuzione avverbiale "senza indugio" di cui agli art. 2447 e 2496 c.c. va intesa nel senso che l'assemblea, in caso di riduzione del capitale al di sotto del minimo per l'assunzione dei relativi provvedimenti, deve essere convocata tassativamente in un termine non superiore a quattro mesi, che è il termine ordinario entro il quale approvare il bilancio di esercizio.

Tribunale Udine  13 gennaio 1999

 

In tema di omessa convocazione dell'assemblea di soci di società a responsabilità limitata per il caso di perdite che abbiano comportato una riduzione del capitale sociale superiore ad un terzo, il richiamo espresso all'art. 2496 c.c., nel testo della norma incriminatrice (art. 2630 c.c.), ai fini della rilevanza penale dell'inerzia degli amministratori, devesi considerare tautologico, posto che quella norma impone agli amministratori di s.r.l. gli stessi obblighi previsti dall'art. 2446 c.c. per gli amministratori di s.p.a. Per giungere a tale conclusione non si deve far riferimento ad una questione di identità di "ratio" o ricorrere a interpretazione estensiva o analogica, ma è sufficiente effettuare un mero coordinamento tra norme.

Ufficio Indagini preliminari Belluno  29 luglio 1998

 

La condotta penalmente sanzionata di omessa convocazione dell'assemblea da parte degli amministratori, a seguito di riduzione del capitale sociale per perdite, deve ritenersi realizzata anche nell'ambito di una società a responsabilità limitata, in quanto il mancato rinvio all'art. 2496 c.c. da parte dell'art. 2630 comma 2 n. 2 c.c., deve essere risolto in base ad un mero coordinamento tra norme e non in base ad una interpretazione estensiva e men che mai analogica.

Tribunale Belluno  29 luglio 1998

 

La convocazione, da parte dell'amministratore, dell'assemblea in conseguenza della perdita del capitale sociale oltre il terzo (e perciò a maggior ragione quando il capitale, a causa della riduzione, sia sceso al di sotto del minimo legale, secondo quanto previsto dall'art. 2447 c.c.) è obbligatoria anche per gli amministratori di società a responsabilità limitata, ma, per questi ultimi, la sua omissione non è sanzionata penalmente. Infatti, in mancanza di un esplicito riferimento all'art. 2496 comma 1 c.c. nel testo dell'art. 2630 comma 2 n. 2 c.c., l'applicazione della sanzione penale sarebbe possibile solo attraverso una interpretazione analogica, preclusa in materia penale.

Cassazione penale sez. V  08 ottobre 1997 n. 1557  

 

La convocazione dell'assemblea in conseguenza della perdita del capitale oltre il terzo (e perciò a maggior ragione quando il capitale, a causa della riduzione, sia sceso al di sotto del minimo legale, secondo quanto previsto dall'art. 2447 c.c.) è obbligatoria anche per gli amministratori di società a responsabilità limitata, ma, per questi ultimi, la violazione dell'obbligo non è sanzionata penalmente. Infatti, in mancanza di un esplicito riferimento all'art. 2496 comma 1 c.c. nel testo dell'art. 2630 comma 2 n. 2 c.c., l'applicazione della sanzione penale sarebbe possibile solo attraverso una interpretazione analogica, preclusa in materia penale.

Cassazione penale sez. V  08 ottobre 1997 n. 1557  



 
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