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Art. 2498 codice civile: Continuità dei rapporti giuridici

Con la trasformazione (1) l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali (2) dell’ente che ha effettuato la trasformazione (3) (4).


Commento

(1) Si parla di trasformazione omogenea in relazione a quelle vicende modificative che vedono la trasformazione di società commerciali di persone (società in nome collettivo o in accomandita semplice) in società di capitali (società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata) o, viceversa, la trasformazione di una società di capitali in una società di persone. Ancora si qualifica come trasformazione omogenea quella da un tipo di società di persone ad un altro appartenente alla stessa categoria o da un tipo di società di capitali all’altro.

Con riferimento alle s.r.l., l’introduzione delle s.r.l. a capitale minimo ha comportato che è l’importo di 10.000 euro non si possa più considerare il minimo legale del capitale sociale, bensì una soglia rilevante ai soli fini della disciplina di conferimenti e della riserva legale; ad eccezione di tali ipotesi, le s.r.l. con capitale minimo risultano interamente soggette alle norme generali. Le nuove s.r.l. non possono essere considerate come un nuovo modello sociale e, pertanto, le variazioni di capitale (in più o in meno rispetto alla soglia dei 10.000 euro) non sono atti di trasformazione ma modifiche statutarie.

(2) Non si determina, pertanto, interruzione del processo ai sensi dell’art. 300 c.p.c.

(3) La società trasformata, anche se diversamente organizzata, non perde la sua identità e conserva i diritti e obblighi anteriori alla trasformazione (tale previsione era ricavata dal precedente art. 2498, comma 3). La delibera di trasformazione, in quanto comporta la continuità dei rapporti giuridici, non ha natura novativo-successoria (estinzione della precedente società e creazione di un nuovo soggetto di diritto) ma configura una vicenda meramente evolutivo-modificativa; la Riforma risolve, in tal modo, una questione largamente dibattuta in precedenza.

(4) Per la giurisprudenza il principio della continuità trova applicazione anche al fenomeno della trasformazione cd. regressiva di società di capitali in società di persone, ed anche ai mutamenti intervenuti nell’ambito di ognuno dei due tipi di società.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

In tema di fallimento e trasformazione societaria, la nascita di un'impresa individuale, cui quella collettiva trasferisce il proprio patrimonio, non preclude la dichiarazione di fallimento della società entro un anno dalla sua eventuale cancellazione dal registro delle imprese e siffatta vicenda non integra una trasformazione in senso tecnico ex art. 2498 c.c., riferito alla trasformazione di una società tra soggetti distinti, distinguendosi per natura e per forma giuridica, ma un semplice conferimento dell'azienda sociale al socio unico superstite, dovendosi prescindere dalla mera intestazione dell'atto notarile 'trasformazione'.

Cassazione civile sez. I  14 gennaio 2015 n. 496  

 

 

Società

La trasformazione di una società da uno ad un altro dei tipi previsti dalla legge ancorché dotato di personalità giuridica, non si traduce nell'estinzione di un soggetto e nella correlativa creazione di un altro soggetto, in luogo di quello precedente, ma configura una vicenda meramente evolutiva e modificativa del medesimo soggetto, la quale non incide sui rapporti sostanziali e processuali che ad esso fanno capo; l'art. 2948 c.c. dispone, infatti, il principio di continuità dei rapporti giuridici a seguito della trasformazione della società, consentendo che il soggetto titolare dell'impresa conservi i diritti e gli obblighi ad essa precedenti nonché prosegua i rapporti sostanziali e processuali.

Cassazione civile sez. II  07 maggio 2013 n. 10598  

 

Qualora un’azienda riceva in conferimento una ditta individuale, la stessa non succederà in tutti i rapporti soggettivi facenti capo all’impresa individuale, in quanto, mancando l’indefettibile presupposto costituito dalla presenza di due società, non si realizza l’ipotesi di trasformazione previsto dall’art. 2498 c.c.

Tribunale Salerno sez. II  19 dicembre 2008 n. 3133  

 

In tema di cessione di quote di società, la successione nella titolarità della partecipazione si perfeziona, in base al principio consensualistico, alla data della stipulazione del contratto, sulla cui validità ed efficacia inter partes non incidono eventuali successive modificazioni dell'oggetto conseguenti alla trasformazione della società in un altro dei tipi previsti dalla legge, avuto riguardo alla continuità del rapporto sociale sancita dall'art. 2498 c.c. (nel testo vigente ratione temporis), il cui unico limite è rappresentato dalla compatibilità dell'ente trasformato con il bene-quota trasferito. Pertanto, in caso di cessione della quota di una società in accomandita semplice successivamente trasformatasi in società a responsabilità limitata, quest'ultima è tenuta a provvedere all'iscrizione del trasferimento nel libro dei soci, non trovando più applicazione l'art. 2322 c.c., e non potendo la società far valere i limiti derivanti dall'introduzione di una clausola di gradimento, i quali diventano opponibili ai terzi solo dalla data di pubblicazione nel B.U.S.A.R.L., senza che assuma alcun rilievo, a tal fine, la circostanza che l'accertamento dell'obbligo di provvedere all'iscrizione sia intervenuto successivamente alla pubblicazione.

Cassazione civile sez. I  31 luglio 2008 n. 20893  

 

La trasformazione di una s.a.s. in una s.p.a. non determina una modificazione soggettiva nei rapporti giuridici esistenti ed il soggetto passivo della obbligazione tributaria permane il medesimo. Pertanto, è regolare la notifica di una cartella di pagamento intestata alla precedente società effettuata presso la società trasformata in quanto quest’ultima - ai sensi dell’art. 2498 c.c. - conserva i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione.

Comm. trib. prov.le Bari sez. X  01 marzo 2007 n. 19  

 

Azienda

L'art. 2498 c.c. regola l'ipotesi di cessioni di azienda, trasformazioni, fusioni, scissioni, che si verificano durante l'esecuzione del contratto di appalto, ma il principio che da essa si desume può ritenersi estensibile anche al caso in cui le vicende dell'impresa si verifichino mentre è in corso di svolgimento una gara di appalto.

T.A.R. Catanzaro (Calabria) sez. I  06 dicembre 2010 n. 2872  

 

 

Imposte

In caso di costituzione di società (nella specie in accomandita semplice), con conferimento di azienda destinata all'esercizio di impresa individuale, si verifica un fenomeno traslativo e non successorio, cui non si applica la disciplina dell'art. 2498 c.c. (concernente esclusivamente il caso di trasformazione di società da un tipo in un altro), con la conseguenza che eventuali irregolarità od infrazioni alla normativa fiscale, commesse nell'esercizio dell'impresa individuale, ricadono sul titolare della stessa e di essa non può essere chiamata a rispondere la società conferitaria, trattandosi di soggetto del tutto diverso. (Nella specie la S.C. ha escluso che le omissioni dell'impresa individuale nella dichiarazione Iva potessero addebitarsi alla neo costituita società in accomandita semplice).

Cassazione civile sez. trib.  03 dicembre 2010 n. 24588  

 

 

Opere pubbliche

Posto che l'art. 2498 c.c. rubricato "Continuità dei rapporti giuridici", nel testo introdotto dalla recente riforma societaria, prescrive che con la trasformazione l'ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell'ente che ha effettuato la trasformazione, dovendo essere garantito il principio della massima partecipazione alle gare anche nei casi di trasformazione societaria (previsto all'art. 51 del d.lg. 12 aprile 2006 n. 163), legittimamente la stazione appaltante ammette il nuovo soggetto giuridico, consentendogli di avvalersi dei requisiti di ordine generale e speciale in possesso della precedente compagine societaria, salvo il potere di verificarne la sussistenza in capo allo stesso soggetto subentrante; infatti, ove il nuovo soggetto societario fosse stato escluso dalla gara, non essendosi formalmente perfezionato il mutamento di soggettività giuridica del cedente e del cessionario secondo il diritto societario e non essendo stati ancora posti in essere tutti gli adempimenti connessi all'intervenuta trasformazione, l'esclusione assumerebbe connotati di irragionevolezza, sproporzione, distorsione della concorrenza, non potendo partecipare alla gara né il precedente, né il nuovo soggetto giuridico.

T.A.R. Catania (Sicilia) sez. IV  23 marzo 2009 n. 529  



 
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