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Art. 2500-bis codice civile: Invalidità della trasformazione

Eseguita la pubblicità di cui all’articolo precedente (1), l’invalidità dell’atto di trasformazione non può essere pronunciata (2).

Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai partecipanti all’ente trasformato ed ai terzi danneggiati dalla trasformazione.


Commento

Trasformazione: [v. 2498]; Risarcimento del danno: [v. Libro IV, Titolo IX].

 

(1) Viene dunque attribuita efficacia sanante alla pubblicità.

 

Al fine di privilegiare la certezza nei confronti dei terzi, si riconosce al socio il risarcimento del danno piuttosto che l'invalidità degli atti.

 


Giurisprudenza annotata

Società

L'art. 223 bis, secondo comma, disp. att. cod. civ., nel consentire la trasformazione della società a responsabilità limitata in società per azioni con il voto favorevole della maggioranza dei soci che rappresenti più della metà del capitale sociale, ve interpretato nel senso che non consente a tale maggioranza di apportare allo statuto le modificazioni non necessitate dalla trasformazione, in coerenza con la "ratio" della norma intesa ad agevolare la trasformazione della società e non di legittimare la completa riscrittura dei patti sociali compatibili con il nuovo tipo, che potrebbe risolversi in uno strumento per agire con abuso di potere in danno della minoranza. Né la nullità della deliberazione contenente modifiche non consentite è sanata dall'iscrizione nel registro delle imprese, ai sensi dell'art. 2500 bis cod. civ., tutelando detta norma la stabilità dell'organizzazione del nuovo tipo societario, rispetto alla quale restano ininfluenti le modificazioni statutarie solo occasionate dalla trasformazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva ritenuto nulla la deliberazione assembleare nella parte in cui, a seguito della trasformazione di una s.r.l. in s.p.a., aveva approvato il nuovo statuto contenente nuove regole per l'esercizio della prelazione nel caso di cessione della partecipazione di un socio e la modifica del "quorum" per l'assunzione delle deliberazioni dell'assemblea straordinaria). Rigetta, App. Torino, 21/11/2007

Cassazione civile sez. I  24 febbraio 2014 n. 4388

 

L'art. 2500 bis non impedisce di invalidare l'aumento di capitale deliberato dall'assemblea di una s.r.l. contestualmente alla trasformazione in s.p.a.

Tribunale Campobasso  14 giugno 2012

 

L'art. 2504 quater c.c. espressamente prevede che, una volta eseguite le iscrizioni dell'atto di fusione, l'invalidità del medesimo non possa più essere pronunziata e la tutela "reale", in cui tale pronunzia si sostanzierebbe, viene sostituita dalla tutela "obbligatoria" del previsto risarcimento del danno. La "ratio" di una siffatta disposizione, chiaramente, si rapporta alla necessità di tutela del pubblico affidamento (connesso all'intervenuta pubblicazione dell'atto) ed a quello che può, ormai, considerarsi come un principio generale del vigente ordinamento societario, cioè quello della "irregredibilità degli effetti organizzativi prodotti", di cui si riscontrano puntuali applicazioni, oltreché nella citata norma, anche negli art. 2332, 2500 bis e 2379 ter c.c. Naturalmente tale principio, applicandosi alla categoria della "invalidità", si applica, ed a ben maggior ragione, a quella della inefficacia: il pubblico affidamento circa l'assetto organizzativo pubblico, riguardando integralmente il patrimonio dei soggetti coinvolti, si riferisce, invero, anche a tutte le pretese creditorie relative a tali patrimoni (qualora esse non abbiano evidenza pubblica ed opponibilità agli altri creditori). Né dicasi che una siffatta disposizione normativa (quella di cui all'art. 2504 quater c.c.), privando il creditore della tutela "reale" nelle forme suddette, possa avere profili di incostituzionalità, per contrasto col disposto dell'art. 2 l. delega 26 marzo 1990 n. 69, che vietava al legislatore delegato di "ridurre in modo sostanziale il livello di protezione accordato dalle disposizioni vigenti…ai creditori": per un verso, infatti, il creditore, che abbia fondate pretese ed abbia fondato timore che la fusione pregiudichi i suoi diritti di credito, ben può chiedere ed ottenere idonee cautele, sia per evitare la pubblicazione dell'atto di fusione, sia per creare sul patrimonio del suo assunto debitore vincoli conservativi di soddisfacimento, che possano essere pubblici ed opponibili agli altri creditori. Né dicasi che una siffatta disposizione normativa (quella di cui all'art. 2504 quater c.c.), privando il creditore della tutela "reale" nelle forme suddette, possa avere profili di incostituzionalità, per contrasto col disposto dell'art. 2 l. delega 26 marzo 1990 n. 69, che vietava al legislatore delegato di "ridurre in modo sostanziale il livello di protezione accordato dalle disposizioni vigenti. ai creditori": per un verso, infatti, il creditore, che abbia fondate pretese ed abbia fondato timore che la fusione pregiudichi i suoi diritti di credito, ben può chiedere ed ottenere idonee cautele, sia per evitare la pubblicazione dell'atto di fusione, sia per creare sul patrimonio del suo assunto debitore vincoli conservativi di soddisfacimento, che possano essere pubblici ed opponibili agli alti creditori.

Tribunale Milano sez. VIII  05 marzo 2009 n. 3014  

 

L'iscrizione nel registro delle imprese dell'atto di trasformazione di una società in accomandita semplice in società a responsabilità limitata preclude al socio accomandatario la possibilità di impugnare la decisione di trasformazione, né tale risultato è raggiungibile attraverso il rimedio della cancellazione a termini dell'art. 2191 c.c., a ciò ostando la stabilizzazione degli effetti derivanti dalla prescritta pubblicità dell'atto di trasformazione di cui all'art. 2500 bis, c.c. Pertanto, anche in presenza di gravi anomalie procedimentali e sostanziali, il socio accomandatario potrà agire in giudizio esclusivamente per ottenere il ristoro dei danni subiti.

Tribunale Messina  03 agosto 2007

 

E' legittimato ad agire per il risarcimento del danno previsto dall'art. 2500 bis, comma 2 c.c. il socio che, dopo avere impugnato la delibera di trasformazione di una società a responsabilità limitata in s.p.a., abbia esercitato il diritto di recesso in seguito all'iscrizione della stessa nel registro delle imprese.

Tribunale Lanusei  26 gennaio 2007 n. 37  

 

Ai sensi dell'art. 2500 bis c.c., l'invalidità della delibera di trasformazione non può essere pronunciata dopo l'avvenuta iscrizione nel Registro delle imprese; pertanto è inammissibile la richiesta di una sospensione "ante causam" della sua efficacia dopo che siano stati eseguiti gli adempimenti pubblicitari.

Tribunale Catania  21 luglio 2006



 
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