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Art. 2500-octies codice civile: Trasformazione eterogenea in società di capitali

I consorzi, le società consortili, le comunioni d’azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in una delle società disciplinate nei Capi V, VI e VII del presente Titolo (1).

La deliberazione di trasformazione deve essere assunta, nei consorzi, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consorziati; nelle comunioni di aziende all’unanimità; nelle società consortili e nelle associazioni con la maggioranza richiesta dalla legge o dall’atto costitutivo per lo scioglimento anticipato (2).

La trasformazione di associazioni in società di capitali può essere esclusa dall’atto costitutivo o, per determinate categorie di associazioni, dalla legge; non è comunque ammessa per le associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico (3). Il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione è diviso in parti uguali fra gli associati, salvo diverso accordo tra gli stessi.

La trasformazione di fondazioni in società di capitali è disposta dall’autorità governativa, su proposta dell’organo competente. Le azioni o quote sono assegnate secondo le disposizioni dell’atto di fondazione o, in mancanza, dell’articolo 31.


Commento

Consorzi: [v. 2602]; Società consortili: [v. 2615ter]; Comunioni d’azienda: [v. 2500septies]; Associazioni: [v. 14]; Riconoscimento: [v. 12]; Fondazioni: [v. 14]; Maggioranza assoluta: [v. 2479bis]; Scioglimento: [v. 2484]; Atto costitutivo: [v. 14]; Capitale sociale: [v. 2250]; Società di capitali: [v. 2500ter]; Azioni: [v. 2325]; Quote (di partecipazione): [v. 2468]; Atto (costitutivo) di fondazione: [v. 14].

 

(1) Si sottolinea che dalla trasformazione in società di capitali sono escluse le cooperative, stante il divieto di trasformazione in società lucrative, previsto dall’art. 14, L. 17-2-1971, n. 127.

 

(2) La disciplina delle maggioranze è dettata in modo analitico per eliminare ogni possibile incertezza nell’applicazione della norma.

 

(3) Si vuole impedire la nascita di associazioni al solo scopo di beneficiare dei contributi, per poi deliberare la trasformazioni in società.

 


Giurisprudenza annotata

Società

La regola della generale trasformabilità fra enti diversi appare, a seguito delle novità introdotte dalla riforma del diritto societario (art. 2500 septies e 2500 octies c.c.), un principio del nostro ordinamento, risultando ragionevole consentire la trasformazione diretta, senza il passaggio intermedio attraverso le società di capitali, per ovvie ragioni di economia dei mezzi giuridici.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. I  14 febbraio 2013 n. 445  

 

Non è configurabile una trasformazione eterogenea atipica di una società di capitali unipersonale in impresa individuale. A tal proposito si deve escludere sia un'interpretazione estensiva sia un'interpretazione analogica delle fattispecie previste dagli art. 2500 septies e 2500 octies c.c. dal momento che denominatore comune a tutte le ipotesi di trasformazione disciplinate dal codice civile è quello di concernere enti che sia in partenza che in arrivo si presentino di regola come plurisoggettivi nella loro composizione, cioè fondati su un rapporto plurilaterale e di regola connotati da un patrimonio separato rispetto a quello dei singoli partecipanti. La trasformazione da o in comunione d'azienda nella quale, pacificamente, non esiste né un patrimonio separato né alcuna soggettività dell'ente distinta dai componenti della comunione medesima integra un'ulteriore eccezione.

Tribunale Piacenza  22 dicembre 2011

 

La condizione di beneficiaria di contributi pubblici impediscono, ai sensi dell'art. 2500-octies c.c. che un'associazione possa legittimamente trasformarsi in società di capitali. Allo stesso modo è di impedimento l'esistenza di una procedura fallimentare, in quanto la trasformazione in esame è possibile solo in pendenza di procedure concorsuali aventi una finalità di conservazione dell'impresa, quali sono l'amministrazione controllata e l'amministrazione straordinaria, e non quelle aventi una finalità solamente liquidatoria.

Tribunale Verona sez. IV  29 novembre 2006

 

In caso di trasformazione eterogenea da società consortile in forma capitalistica in società di capitali lucrativa, non è necessario predisporre la relazione di stima del patrimonio sociale in quanto: a) la norma disciplinante la trasformazione eterogenea in società di capitali (art. 2500 octies c.c.) non prevede espressamente, per i consorzi e per le società consortili, la redazione di una relazione di stima, così come previsto dalla diversa disposizione (art. 2500 ter c.c.) regolante l'ipotesi di trasformazione di società di persone, b) il mutamento dello scopo - da consortile a lucrativo - non determina la necessità della predisposizione della perizia di stima, in quanto le due società, la consortile in forma capitalistica e la società di capitali derivante dalla trasformazione, appartengono allo stesso «genus» quanto alla esistenza del capitale sociale, alle norme in tema di bilancio ed alle assemblee.

Tribunale Roma  21 settembre 2005

 



 
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