Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2500-quinquies codice civile: Responsabilità dei soci

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



La trasformazione (1) non libera i soci a responsabilità illimitata dalla responsabilità per le obbligazioni sociali sorte prima degli adempimenti previsti dal terzo comma dell’articolo 2500, se non risulta che i creditori sociali hanno dato il loro consenso alla trasformazione (2).

Il consenso si presume se i creditori, ai quali la deliberazione di trasformazione sia stata comunicata per raccomandata o con altri mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento, non lo hanno espressamente negato nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione.

Commento

Trasformazione: [v. 2498]; Liberazione: [v. 1264]; Responsabilità illimitata: [v. 2291]; Presunzione: [v. 2727].

 

(1) Per la disciplina anteriore alla riforma del d.lgs. 6/2003, v. art. 2499.

 

(2) Il consenso dei creditori è adesione alla liberazione dalla responsabilità illimitata, e non, in senso stretto, consenso alla trasformazione, non essendo prevista la facoltà dei creditori di opporsi alla trasformazione.

 

La norma contempera l’esigenza dei soci di modificare il regime di responsabilità, con quella dei creditori di non veder sfumata la loro garanzia di fatto. Si adotta perciò una soluzione di compromesso.

 

Giurisprudenza annotata

Fallimento

In seguito alla trasformazione di una società di persone in una società di capitali, soltanto la società risponde delle nuove obbligazioni, risultando la responsabilità illimitata dei soci incompatibile con la disciplina delle società di capitali. Ne consegue che, decorso un anno dall'iscrizione della trasformazione nel registro delle imprese, non può più essere dichiarato il fallimento del socio già illimitatamente responsabile, anche qualora non sia stato liberato, in mancanza del consenso esplicito o presunto dei creditori, dalle obbligazioni sociali contratte anteriormente alla trasformazione. Cassa e decide nel merito, App. Milano, 15/11/2012

Cassazione civile sez. I  18 novembre 2013 n. 25846

 

In mancanza del consenso esplicito o presunto dei creditori alla trasformazione di una società di persone in società di capitali, il socio illimitatamente responsabile della prima non è liberato dalle obbligazioni sociali contratte sino al momento della trasformazione e continua a risponderne illimitatamente; tuttavia, dopo che la trasformazione ha avuto luogo soltanto la società risponde delle nuove obbligazioni sociali non essendo prevista alcuna ultrattività della responsabilità illimitata del socio, incompatibile con la disciplina delle società di capitali. Ne consegue che, ai sensi dell'art. 147, secondo comma, l.f., decorso un anno dalla iscrizione della trasformazione nel registro delle imprese, non può più essere dichiarato il fallimento del socio già illimitatamente responsabile.

Cassazione civile sez. I  18 novembre 2013 n. 25846  

 

L'art 147 l. fall. (nel testo anteriore al d.lg. 9 gennaio 2006 n. 5), nella parte in cui commina l'estensione del fallimento della società ai soci illimitatamente responsabili, si riferisce a quelle società che, in base al tipo legale, sono strutturalmente conformate in modo tale da comportare, nonostante l'autonomia patrimoniale - o, addirittura, la personalità giuridica, come nella società in accomandita per azioni - la responsabilità illimitata e solidale dei soci, o di una categoria di essi, per tutte le obbligazioni sociali, secondo una ratio che imputa l'insolvenza a titolo di responsabilità oggettiva sulla base dell'accettazione del rischio di impresa: la norma non è quindi estensibile ai soci occasionalmente responsabili delle obbligazioni contratte per accadimenti specifici e storicamente delimitabili, come nel caso di socio unico di società per azioni, ai sensi dell'art. 2362 c.c. (nel testo anteriore al d.lg. n. 6 del 2003), disposizione di natura eccezionale ed impositiva, in capo all'unico azionista, di una responsabilità lato sensu fideiussoria ex lege, ma solo in via temporanea.

Cassazione civile sez. I  04 febbraio 2009 n. 2711  



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK