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Art. 2500-septies codice civile: Trasformazione eterogenea da società di capitali

Le società disciplinate nei capi V, VI, VII del presente titolo (1) possono trasformarsi in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni (2).

Si applica l’articolo 2500-sexies, in quanto compatibile.

La deliberazione deve essere assunta con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto (3), e comunque con il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata.

La deliberazione di trasformazione in fondazione produce gli effetti che il capo II del titolo II del Libro primo ricollega all’atto di fondazione o alla volontà del fondatore.


Commento

Consorzio: [v. 2602]; Società consortile: [v. 2615ter]; Società cooperative: [v. 2511]; Associazioni non riconosciute: [v. 36]; Fondazioni: [v. 14]; Responsabilità illimitata: [v. 2291]; Trasformazione: [v. 2498]; Atto (costitutivo) di fondazione: [v. 14].

 

Comunioni di azienda: forma associativa in cui la comunione [v. Libro III, Titolo VII] riguarda i beni aziendali [v. 2555]; rispetto alla società in cui si fa riferimento all’esercizio in comune di un’attività economica, nelle (—) l’elemento statico prevale su quello dinamico caratterizzante le società [v. 2247]; inoltre le (—) sono prive di soggettività giuridica.

 

(1) Sono le società di capitali [v. 2500ter].

 

(2) Le società risultanti dalla trasformazione appartengono a varie forme associative (si ritiene legittima anche la trasformazione da società con unico socio in impresa individuale e viceversa); in più è prevista la trasformazione delle società di capitali in cooperative [v. 2511]. La prerogativa di operare tale trasformazione è preclusa alle società di persone, a meno che le stesse non si trasformino in società di capitali.

 

(3) Non basta la maggioranza richiesta per la trasformazione di società di persone in società di capitali [v. 2500ter], poiché il fine lucrativo rimane inalterato, mentre in tal caso è proprio lo scopo sociale ad essere stravolto. Non è prevista la possibilità di deroghe nel contratto sociale.


Giurisprudenza annotata

Trasformazioni

La regola della generale trasformabilità fra enti diversi appare, a seguito delle novità introdotte dalla riforma del diritto societario (art. 2500 septies e 2500 octies c.c.), un principio del nostro ordinamento, risultando ragionevole consentire la trasformazione diretta, senza il passaggio intermedio attraverso le società di capitali, per ovvie ragioni di economia dei mezzi giuridici.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. I  14 febbraio 2013 n. 445  

 

Non è configurabile una trasformazione eterogenea atipica di una società di capitali unipersonale in impresa individuale. A tal proposito si deve escludere sia un'interpretazione estensiva sia un'interpretazione analogica delle fattispecie previste dagli art. 2500 septies e 2500 octies c.c. dal momento che denominatore comune a tutte le ipotesi di trasformazione disciplinate dal codice civile è quello di concernere enti che sia in partenza che in arrivo si presentino di regola come plurisoggettivi nella loro composizione, cioè fondati su un rapporto plurilaterale e di regola connotati da un patrimonio separato rispetto a quello dei singoli partecipanti. La trasformazione da o in comunione d'azienda nella quale, pacificamente, non esiste né un patrimonio separato né alcuna soggettività dell'ente distinta dai componenti della comunione medesima integra un'ulteriore eccezione.

Tribunale Piacenza  22 dicembre 2011

 

Non è ammissibile, anche dopo la riforma del diritto societario, la trasformazione eterogenea atipica da società di capitali in impresa individuale, stante la necessità che la trasformazione intervenga fra diverse tipologie di "enti" dotati di soggettività giuridica, e la conseguente natura eccezionale della trasformazione di società di capitali in comunioni di azienda.

Tribunale Piacenza  02 dicembre 2011

 

La trasformazione eterogenea introdotta con la riforma del diritto societario, la quale consente la trasformazione di società di capitali in enti diversi e viceversa, è attuabile esclusivamente nelle ipotesi espressamente previste dall'art. 2500 septies c.c., ipotesi che non possono essere estese in via analogica ad altre fattispecie. Non può quindi ritenersi ammissibile la trasformazione di una società di persone in un'impresa individuale, alla quale osta, oltre al richiamato dato normativo, la diversa natura della persona giuridica e della persona fisica, così come varie pronunce giurisprudenziali avevano rilevato in epoca precedente alla riforma.

Corte appello Torino  14 luglio 2010

 



 
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