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Art. 2501-ter codice civile: Progetto di fusione

L’organo amministrativo (1) delle società partecipanti alla fusione redige un progetto di fusione, dal quale devono in ogni caso risultare:

1) il tipo, la denominazione o ragione sociale, la sede delle società partecipanti alla fusione;

2) l’atto costitutivo della nuova società risultante dalla fusione o di quella incorporante, con le eventuali modificazioni derivanti dalla fusione;

3) il rapporto di cambio (2) delle azioni o quote, nonché l’eventuale conguaglio in danaro;

4) le modalità di assegnazione (3) delle azioni o delle quote della società che risulta dalla fusione o di quella incorporante;

5) la data dalla quale tali azioni o quote partecipano agli utili;

6) la data a decorrere dalla quale le operazioni delle società partecipanti alla fusione sono imputate al bilancio della società che risulta dalla fusione o di quella incorporante;

7) il trattamento eventualmente riservato a particolari categorie di soci e ai possessori di titoli diversi dalle azioni (4);

8) i vantaggi particolari eventualmente proposti a favore dei soggetti cui compete l’amministrazione delle società partecipanti alla fusione.

Il conguaglio in danaro indicato nel numero 3) del comma precedente non può essere superiore al dieci per cento del valore nominale delle azioni o delle quote assegnate.

Il progetto di fusione è depositato per l’iscrizione nel registro delle imprese del luogo ove hanno sede le società partecipanti alla fusione. In alternativa al deposito presso il registro delle imprese il progetto di fusione è pubblicato nel sito Internet della società, con modalità atte a garantire la sicurezza del sito medesimo, l’autenticità dei documenti e la certezza della data di pubblicazione (5).

Tra l’iscrizione o la pubblicazione nel sito Internet (6) del progetto e la data fissata per la decisione in ordine alla fusione devono intercorrere almeno trenta giorni, salvo che i soci rinuncino al termine con consenso unanime (7).


Commento

Fusione: [v. 2501]; Denominazione (sociale): [v. 2453]; Ragione sociale: [v. 2292]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Azioni: [v. 2325]; Quote: [v. 2313]; Utili: [v. 2247]; Bilancio: [v. 2478bis]; Registro delle imprese: [v. 2188]; Sede: [v. 2295].

 

Progetto di fusione: documento che segna la prima (e forse più importante) fase del procedimento; ha la funzione di offrire un’adeguata informazione preventiva ai soci ed ai terzi coinvolti dalla progettata fusione.

 

Rapporto di cambio: rapporto di valore a cui vengono scambiati dei titoli dei quali misura, perciò, l’importanza in termini economici; in base al (—) si attribuiscono le partecipazioni societarie della nuova società.

 

Conguaglio: somma data o ricevuta per pareggiare un conto.

 

(1) Per la disciplina anteriore alla riforma del d.lgs. 6/2003, v. art. 2501bis.

 

(2) Il rapporto di cambio rappresenta la traduzione in termini di partecipazione al complesso unificato delle partecipazioni singole di tutte le società e di tutti i soci ed è collegato alla situazione patrimoniale.

 

(3) Le modalità di assegnazione sono principalmente i tempi, i luoghi e gli adempimenti necessari per procedere allo scambio delle quote.

 

(4) Col termine «categorie di soci» si fa riferimento ai possessori di azioni dotate di diritti peculiari (es.: azioni privilegiate). Si devono indicare le caratteristiche dei titoli nelle modifiche concernenti gli obbligazionisti e gli eventuali aumenti di capitale per la conversione delle obbligazioni; deve, inoltre, essere fatto cenno alle assemblee speciali degli obbligazionisti.

 

(5) Comma così sostituito ex art. 1, c. 1, d.lgs. 22-6-2012, n. 123 (Attuazione della dir. 2009/109/CE).

La novità introdotta consiste nella previsione, in alternativa al deposito presso il registro delle imprese, della pubblicazione del progetto di fusione sul sito Internet [v. 2250, 2630] delle società coinvolte nell’operazione, allo scopo di risparmiare i costi di iscrizione e di ridurre i tempi di pubblicazione delle informazioni.

 

(6) Le parole «o la pubblicazione nel sito Internet» sono state inserite ex art. 1, c. 1, d.lgs. 123/2012 cit.; la modifica è da correlare alla sostituzione del comma precedente [v. nota (7)].

 

(7) Il comma in esame introduce la possibilità che i soci — con consenso unanime — rinuncino al termine fissato dalla legge.

 


Giurisprudenza annotata

Società

È omologabile la delibera che approva il progetto di fusione con riferimento ad un bilancio approvato dell'assemblea dei soci con una delibera impugnata in sede giurisdizionale e sospesa ex art. 2378 comma 4 c.c., poiché la norma di legge (art. 2501 ter c.c.) si limita a prevedere che la situazione patrimoniale può essere sostituita dal bilancio dell'ultimo esercizio quando quest'ultimo è stato chiuso non oltre sei mesi prima del giorno del deposito del progetto di fusione presso la sede sociale, ma non richiede anche che il bilancio sia stato approvato nelle forme di legge.

Tribunale Reggio Emilia  18 agosto 1998

 

La situazione patrimoniale da sottoporre all'assemblea ai sensi dell'art. 2446 c.c., deve ritenersi aggiornata qualora sia riferita ad una data non anteriore di oltre quattro mesi dalla data dell'assemblea stessa, in applicazione analogica dell'art. 2501 ter, c.c., il quale prevede il medesimo termine ai fini della delibera di fusione.

Tribunale Napoli  02 luglio 1996

 

L'art. 2501 ter comma 3 c.c., laddove prevede la possibilità che la situazione patrimoniale sia sostituita dal bilancio dell'ultimo esercizio se questo è stato chiuso non oltre 6 mesi prima del giorno del deposito del progetto di fusione presso la sede sociale, contempla implicitamente l'evenienza che nel semestre si siano verificate variazioni nella situazione patrimoniale senza che, per ciò, insorgano, in capo agli amministratori, obblighi specifici (nella specie, tra la chiusura dell'esercizio sociale ed il deposito del progetto di fusione presso la sede della società, l'assemblea della incorporante approvava la riduzione del capitale sociale a ripianamento delle perdite dell'ultimo esercizio, evidenziate dal relativo bilancio, nonché di quelle sopravvenute nell'esercizio in corso).

Corte appello Napoli  18 aprile 1996

 

La previsione dell'art. 2501 ter c.c. che ammette sia che la fusione possa operarsi sulla base di una situazione patrimoniale riferita ad una data non anteriore di oltre 4 mesi dal giorno del deposito del progetto nella sede, sia che tale situazione patrimoniale possa essere sostituita dal bilancio dell'ultimo esercizio, se questo è stato chiuso non oltre 6 mesi prima del giorno del deposito del progetto nella sede, sconta di per sè la possibilità che nel quadrimestre (o nel semestre) possano essersi verificate delle variazioni della situazione patrimoniale e non impone obblighi di aggiornamento a carico degli amministratori.

Corte appello Napoli  17 aprile 1996

 

L'interesse alla corretta ed adeguata informazione dei soci e dei creditori, in funzione delle valutazioni rispettivamente da compiersi è generale, e deve conseguentemente essere riferito ed attuato nei confronti di tutte le società partecipanti. Sicché, ove, anche per una sola di esse, la fusione sia stata proposta sulla base di una situazione patrimoniale non più attuale, e come tale inidonea ex art. 2501 ter c.c., il procedimento deve immediatamente arrestarsi anche nei confronti delle altre, in quanto i soci ed i creditori di queste rischiano di essere tratti in inganno circa le eventuali condizioni economiche, finanziarie e patrimoniali della predetta società.

Tribunale Napoli  20 dicembre 1995

 

Applicando in via analogica l'art. 2501 ter comma ultimo c.c., deve ammettersi la possibilità di sostituire alla situazione patrimoniale imposta dall'art. 2446 c.c. (anche con riferimento all'ipotesi di riduzione del capitale al di sotto del minimo legale) il bilancio dell'ultimo esercizio, purché chiuso non oltre sei mesi prima dal giorno della deliberazione di riduzione.

Tribunale Firenze  06 luglio 1995

 

La disposizione dell'art. 2501 ter c.c. nella parte in cui prescrive che la situazione patrimoniale non deve essere anteriore di quattro mesi rispetto alla data di deposito del progetto di scissione nella sede sociale, non implica la necessità di indicare tale data nell'estratto del progetto pubblicato sulla G.U., potendo invece la data dell'avvenuto deposito anche essere documentata, nell'ambito del procedimento di omologazione, mediante un'apposita attestazione notarile.

Tribunale Napoli  23 luglio 1993

 

L'attestazione del notaio rogante dell'avvenuto deposito in data non anteriore ai quattro mesi ex art. 2501 ter rispetto alla situazione patrimoniale presso la sede dalla società del progetto di scissione e degli allegati confortata dalla circostanza dell'avvenuta iscrizione del progetto nel registro delle imprese in pari data e dalle copie delle fatture emesse dall'istituto poligrafico dello Stato, dalle quali risulta che il giorno successivo è stata chiesta fosse effettuata la pubblicazione di rito sulla G.U., dimostrano l'avvenuto deposito del progetto e la relazione della situazione patrimoniale di scissione nel rispetto del limite temporale prescritto dall'art. 2501 ter c.c., apparendo davvero difficile (se non impossibile) comprendere quali altri adempimenti la società avrebbe dovuto osservare, al fine di far ritenere assolto (e di dimostrare) quello che si contesta essere stato effettuato, non essendo prevista dalla legge la necessità che del deposito sia data adeguata pubblicazione.

Tribunale Napoli  23 luglio 1993



 
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