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Art. 2504-bis codice civile: Effetti della fusione

La società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione.

La fusione ha effetto quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte dall’articolo 2504. Nella fusione mediante incorporazione può tuttavia essere stabilita una data successiva (1).

Per gli effetti ai quali si riferisce il primo comma dell’articolo 2501-ter, numeri 5) e 6), possono essere stabilite date anche anteriori (2).

Nel primo bilancio successivo alla fusione le attività e le passività sono iscritte ai valori risultanti dalle scritture contabili alla data di efficacia della fusione medesima; se dalla fusione emerge un disavanzo, esso deve essere imputato, ove possibile, agli elementi dell’attivo e del passivo delle società partecipanti alla fusione e, per la differenza e nel rispetto delle condizioni previste dal numero 6 dell’articolo 2426, ad avviamento. Quando si tratta di società che fa ricorso al mercato del capitale di rischio, devono altresì essere allegati alla nota integrativa prospetti contabili indicanti i valori attribuiti alle attività e passività delle società che hanno partecipato alla fusione e la relazione di cui all’articolo 2501-sexies. Se dalla fusione emerge un avanzo, esso è iscritto ad apposita voce del patrimonio netto, ovvero, quando sia dovuto a previsione di risultati economici sfavorevoli, in una voce dei fondi per rischi ed oneri.

La fusione attuata mediante costituzione di una nuova società di capitali ovvero mediante incorporazione in una società di capitali non libera i soci a responsabilità illimitata dalla responsabilità per le obbligazioni delle rispettive società partecipanti alla fusione anteriori all’ultima delle iscrizioni prescritte dall’articolo 2504, se non risulta che i creditori hanno dato il loro consenso (3).


Commento

Fusione: [v. 2501]; Bilancio: [v. 2478bis]; Attivo: [v. 2424]; Passivo: [v. 2424]; Avviamento: [v. 2424]; Società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: [v. 2325bis]; Nota integrativa: [v. 2427]; Patrimonio netto: [v. 2424]; Società di capitali: [v. 2500ter]; Responsabilità illimitata: [v. 2291].

 

Disavanzo di fusione: differenza negativa che si manifesta quando il patrimonio netto dell’incorporata è inferiore al valore contabile della partecipazione posseduta dall’incorporante o all’aumento del capitale sociale di quest’ultima.

 

Avanzo di fusione: posta contabile che ha lo scopo di bilanciare le differenze di valore tra il patrimonio netto contabile delle società incorporate o fuse e l’annullamento delle partecipazioni possedute dall’incorporante o l’aumento di capitale sociale dell’incorporante o il nuovo capitale sociale della società creata attraverso un processo di fusione per unione [v. 2501].

 

(1) Nella fusione in senso stretto [v. nota (3) sub art. 2501] la postdatazione degli effetti comporterebbe una situazione quantomeno anomala. Infatti è assurdo concepire soggetti giuridici esistenti, in quanto l’atto è stato regolarmente stipulato e reso pubblico, ma del tutto privi di patrimonio (poiché l’operazione non ha prodotto i suoi effetti) e, dunque, incapaci di fungere da centro d’imputazione della responsabilità.

 

(2) La norma distingue gli effetti reali della fusione, che non possono mai prodursi prima dell’ultima iscrizione dell’atto nel registro, dagli effetti contabili o rilevanti solo ai fini della partecipazione agli utili [v. 2501ter, nn. 5) e 6)] che possono prodursi anche anteriormente con apposito accordo.

 

(3) L’ultimo comma precisa che, qualora dalla fusione derivi una società di capitali o tale società sia il soggetto incorporante, i soci delle società partecipanti alla fusione, i quali abbiano responsabilità illimitata, non sono liberati per le obbligazioni delle rispettive società se non ricorra il consenso dei creditori [v. 2500quinquies].

 


Giurisprudenza annotata

Società

Nel regime anteriore alla modificazione dell'art. 2504 bis c.c. (d.lg. n. 6/2003), l'incorporazione di una società realizza una situazione giuridica corrispondente a quella successione universale e produce gli effetti, tra loro indipendenti, della estinzione della società incorporata e della contestuale sostituzione, nella titolarità dei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo a questa, della nuova persona giuridica (nella specie, relativa ad un'azione di opposizione a precetto promossa da una società per il pagamento delle spese legali nei confronti di altra società, fondata sull'estinzione di quest'ultima per incorporazione in una terza, poiché la fusione per incorporazione si era verificata nel 2002, ciò aveva comportato che, essendosi estinto il soggetto in cui favore era stata pronunciata la sentenza, il precetto non avrebbe potuto essere validamente intimato da quello stesso soggetto, ormai inesistente).

Cassazione civile sez. III  05 febbraio 2015 n. 2063  

 

In tema di fusione per incorporazione, l'art. 2504 bis cod. civ. nel testo modificato dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, nel prevedere la prosecuzione dei rapporti giuridici, anche processuali, in capo al soggetto unificato, quale centro unitario di imputazione di tutti i rapporti preesistenti, risolve la fusione in una vicenda non estintiva ma evolutivo-modificativa che comporta un mutamento formale di un'organizzazione societaria già esistente ma non la creazione di un nuovo ente che si distingua dal vecchio, sicché è ammissibile l'appello proposto nei confronti della società incorporata, che, nonostante la cancellazione dal registro delle imprese, sopravvive in tutti i suoi rapporti, anche processuali, alla vicenda modificativa nella società incorporante. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Lombardia, 27/06/2012

Cassazione civile sez. VI  18 novembre 2014 n. 24498  

 

A seguito della riforma del diritto societario (d.lg. 17 gennaio 2003, n. 6), la fusione per incorporazione, ai sensi del nuovo art. 2504-bis c.c., non comporta l'estinzione della società incorporata né crea un nuovo soggetto di diritto, nell'ipotesi di fusione paritaria ma attua l'unificazione mediante l'integrazione reciproca delle società partecipanti alla fusione, risolvendosi in una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo; pertanto, la società incorporante risponde del debito tributario non assolto dalla società incorporata e deve quindi essere esclusa dalla gara per difetto del requisito di cui all'art. 38, comma. 1, lett. g) del D.lg. 163/2006.

T.A.R. Firenze (Toscana) sez. II  28 febbraio 2014 n. 409  

 

In tema di fusione ex art. 2504-bis c.c., si ritiene che la stessa, avvenuta anche prima della riforma di diritto societario, non impedisce alla società venuta meno la continuazione nel procedimento di cui era a conoscenza, né all'incorporante di intervenire ed impugnare una sentenza sfavorevole.

Cassazione civile sez. I  28 febbraio 2014 n. 4813  

 

Le operazioni di trasformazione o fusione societaria non sono più configurate, come avveniva in passato, come successione universale, ma come vicenda evolutiva dei medesimi soggetti originari partecipanti all'operazione societaria. Il novellato art. 2504 bis comma 1, c.c. non fa più menzione delle società "estinte" ma di società "partecipanti" all'operazione societaria. La fusione per incorporazione è quindi un evento da cui consegue non già l'estinzione della società incorporata, bensì l'integrazione reciproca delle società partecipanti all'operazione, ossia una vicenda meramente evolutiva del medesimo soggetto, che conserva la propria identità pur in un nuovo assetto organizzativo.

T.A.R. Aosta (Valle d'Aosta) sez. I  06 febbraio 2014 n. 7

 

In ipotesi di fusione per incorporazione, la società incorporata non si estingue ai sensi del vigente art. 2504 bis cod. civ., con la conseguenza che, ove quest'ultima fosse già mandataria per la gestione di un credito e delle relative controversie in forza di mandato conferito dal creditore originario, l'incorporante subentra nel mandato quale mandataria ed ha, perciò, il potere di proporre l'impugnazione di una sentenza pronunciata nella controversia relativa al credito compreso nel mandato stesso. Rigetta, App. Roma, 19/09/2007

Cassazione civile sez. III  11 dicembre 2013 n. 27762  

 

In tema di fusione per incorporazione, l'art. 2504 bis c.c. nel testo modificato dal d.lg. n. 6 del 2003, nel prevedere la prosecuzione dei rapporti giuridici, anche processuali, in capo al soggetto unificato quale centro unitario di imputazione di tutti i rapporti preesistenti, risolve la fusione in una vicenda evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che, pur in presenza di un nuovo assetto organizzativo, conserva la propria identità. Ove, peraltro, la società incorporata abbia ottenuto, in epoca successiva all'entrata in vigore dell'art. 4 del d.lg. n. 6 del 2003, la cancellazione dal registro delle imprese, si determina, attesa l'efficacia costitutiva del suddetto provvedimento di cancellazione, l'immediata estinzione della società stessa, che non può più mantenere la propria individualità, né può far valere la persistenza di una propria autonoma legittimazione attiva. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C., nel rigettare il ricorso, ha ritenuto che, correttamente, il giudice d'appello avesse dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta direttamente dalla società incorporata in epoca successiva all'avvenuta cancellazione dal registro delle imprese). Rigetta, App. Torino, 14/06/2007

Cassazione civile sez. lav.  15 febbraio 2013 n. 3820  

 

La fusione della società mediante incorporazione, di cui agli artt. 2501 e 2504 bis ss. c.c., non determina sempre l'estinzione della società incorporata, né crea un nuovo soggetto di diritto nell'ipotesi di fusione paritaria cosicché nell'ipotesi di incorporazione di società ricorre la fattispecie del trasferimento d'azienda ex art. 2112 c.c. tutte le volte in cui l'intera impresa, o un ramo di essa, viene trasferita ad altro soggetto (cessionario) in presenza di specifiche e determinate condizioni normativamente previste.

Corte appello Perugia sez. lav.  12 luglio 2012 n. 133  

 

 

Imposte

L'erronea indicazione del destinatario dell'atto impositivo e la sua conseguente notificazione (nella specie, alla società conferente l'azienda e già incorporata altra società, nel vigore del precedente testo dell'art. 2504 bis c.c.) determinano una nullità, suscettibile, se il soggetto nei confronti del quale il provvedimento doveva essere emanato lo impugna tempestivamente, di sanatoria, la quale opera ex nunc, determinando il venir meno dell'interesse del destinatario a denunciare tale specifico vizio, ma non esplica alcun effetto sui requisiti di validità dell'avviso di accertamento, non potendo quindi impedire il decorso del termine di decadenza previsto dalla legge per l'esercizio della potestà impositiva, eventualmente maturato precedentemente al fatto sanante; tuttavia, tale decadenza dell'Amministrazione finanziaria dal potere di accertamento, non producendo l'inesistenza degli atti impositivi successivamente emanati, va dedotta dal contribuente come specifico vizio nel ricorso introduttivo dinanzi alle commissioni tributarie, dovendo escludersi un potere di declaratoria d'ufficio del giudice.

Cassazione civile sez. trib.  17 gennaio 2013 n. 1088  



 
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