Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2509 codice civile: Società estere di tipo diverso da quelle nazionali

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Le società costituite all’estero, che sono di tipo diverso da quelli regolati in questo codice, sono soggette alle norme della società per azioni, per ciò che riguarda gli obblighi relativi all’iscrizione degli atti sociali nel registro delle imprese e la responsabilità degli amministratori (1).

Commento

Società per azioni: [v. Libro V, Titolo V, Capo V]; Registro delle imprese: [v. 2188]; Amministratori: [v. 2621].

 

(1) La norma è applicabile solo nell’ipotesi in cui la società straniera in Italia sia dotata di una sede secondaria con rappresentanza stabile.

Giurisprudenza annotata

Fallimento

Ai sensi dell'art. 2221 c.c. interpretato alla luce dell'art. 2509 c.c. la società per azioni costituita in italia ma avente la sede legale all'estero, la quale esercita un'impresa dichiarata in stato di insolvenza, è sottoposta alla legge italiana; dall'applicabilità di tale legge deriva, in virtù dell'art. 27 disp. prel. c.c. e dell'art. 9 comma 2 della legge fallimentare, la giurisdizione italiana.

Tribunale Torino  16 dicembre 1991

 

A seguito della presentazione dell'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, la sospensione del procedimento di merito può essere derogata dal giudice di quest'ultimo giudizio, ove rilevi in via incidentale un'assoluta inammissibilità od improcedibilità del regolamento medesimo. Il regolamento preventivo di giurisdizione, in pendenza del procedimento di cognizione o di esecuzione, può essere proposto soltanto dai soggetti che abbiano assunto la qualità di parti nel procedimento medesimo. Sussiste la giurisdizione del giudice italiano a dichiarare il fallimento di una società costituita in Italia che abbia trasferito la propria sede all'estero e che ivi sia stata dichiarata fallita, qualora continui ad esistere persona giuridica italiana. È competente a dichiarare il fallimento di una sola società costituita in Italia che abbia trasferito la propria sede legale all'estero il tribunale del luogo in cui essa abbia operato od abbia svolto la prevalente attività d'impresa. Ai fini dell'esercizio del diritto di difesa del debitore fallendo, ai sensi dell'art. 15 l. fall., nel testo interpretato dalla Corte costituzionale, i mutamenti intervenuti nella composizione dell'organo gestorio dopo il trasferimento della sede all'estero, che non siano stati oggetto della prescritta pubblicità legale, non possono essere opposti ai creditori e non possono, pertanto, essere considerati rilevanti dal tribunale ai fini della convocazione del legale rappresentante della società debitrice.

Tribunale Torino  16 dicembre 1991



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