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Art. 2512 codice civile: Cooperativa a mutualità prevalente

Sono società cooperative a mutualità prevalente, in ragione del tipo di scambio mutualistico (1), quelle che:

1) svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni o servizi;

2) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività, delle prestazioni lavorative dei soci;

3) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività degli apporti di beni o servizi da parte dei soci (2).

 

Le società cooperative a mutualità prevalente si iscrivono in un apposito albo (3), presso il quale depositano annualmente i propri bilanci (4).


Commento

Soci: [v. 2465]; Bilanci: [v. 2478bis].

 

Cooperativa a mutualità prevalente: società cooperativa [v. 2511] che svolge la sua attività prevalentemente a favore dei soci ovvero prevalentemente con lavoro o con l’apporto dei soci (a seconda del tipo di cooperativa) e dotata dei requisiti di non lucratività [v. 2514].

 

Apporto: contributo finalizzato allo svolgimento dell’affare o dell’impresa cui la partecipazione si riferisce; consiste nel conferimento di determinati beni o nella prestazione di un’opera o di un servizio.

 

Albo (delle cooperative): documento contenente l’elenco delle cooperative. L’(—) è tenuto a cura del Ministero dello Sviluppo economico: vi si iscrivono le cooperative a mutualità prevalente e, in una diversa sezione, le cooperative che non sono a mutualità prevalente [v. 223sexiesdecies disp. att.].

 

(1) La mutualità prevalente viene misurata in relazione al tipo di scambio mutualistico (criterio qualitativo) che deve intercorrere tra socio e cooperativa, e viceversa. Sono individuate tre diverse situazioni che corrispondono ad altrettante tipologie di cooperative:

—   di consumo (prevalenza dell’attività a favore dei soci);

—   di lavoro (prevalenza del lavoro dei soci);

—   di produzione e servizi (prevalenza degli apporti dei soci).

 

(2) La perdita delle qualifica di cooperativa a mutualità prevalente è prevista dall’art. 2545octies.

 

(3) L’albo delle cooperative è stato istituito con il d.m. 23-6-2004 (G.U. 13-7-2004, n. 162). L’albo è gestito con modalità informatiche. In particolare, la cd. legge sviluppo ha introdotto una procedura semplificata per cui la presentazione per via telematica o informatica della comunicazione unica dell’avvio dell’attività d’impresa (ex artt. 9-9bis, d.l. 7/2007 conv. in l. 40/2007) determina l’automatica iscrizione nell’albo delle società cooperative. A tal fine, l’ufficio del registro delle imprese [v. 2188] trasmette immediatamente all’albo delle società cooperative la suddetta comunicazione e, con le stesse modalità, la comunicazione della cancellazione della società cooperativa dal registro o della sua trasformazione in altra forma societaria per l’immediata cancellazione (art. 10, l. 99/2009).

 

(4) Per quanto attiene alle disposizioni fiscali di carattere agevolativo previste dalle leggi speciali, ferma restando la necessità dell’iscrizione all’albo per tutte le cooperative [v. 2511], per le cooperative a mutualità prevalente l’iscrizione è anche condizione per ottenere i benefici fiscali [v. 223duodecies disp.att.] e la sussistenza dei requisiti ai fini del godimento delle agevolazioni è oggetto di verifica attraverso la comunicazione annuale delle notizie di bilancio [v. 2513].

 


Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza

In tema di sanzioni amministrative, irrogate per irregolare impiego di lavoratori, anche con riferimento al regime anteriore all'entrata in vigore della legge n. 142 del 2001, le società cooperative, in virtù dell'art. 2, comma terzo, del r.d. 28 agosto 1924, n. 1422, per cui esse "sono datori di lavoro anche nei riguardi dei loro soci che impiegano in lavori da esse assunti", sono da considerare, ai fini previdenziali, come datrici di lavoro rispetto ai soci suddetti. Ne consegue che sono assoggettati a contribuzione previdenziale i compensi da esse corrisposti ai propri soci che abbiano svolto attività lavorativa, indipendentemente dalla sussistenza degli estremi della subordinazione e dal fatto che la cooperativa svolga attività per conto proprio o per conto terzi, purché tale lavoro sia prestato in maniera continuativa e non saltuaria e non si atteggi come prestazione di lavoro autonomo. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Milano, 30/05/2007

Cassazione civile sez. trib.  31 maggio 2013 n. 13766  

 

In materia di società cooperative di lavoro, l'art. 1 l. 3 aprile 2001 n. 142, entrato in vigore in data 8 maggio 2001, nel prevedere espressamente la possibilità per il socio lavoratore di instaurare, a fianco del rapporto associativo, un ulteriore e diverso rapporto di lavoro, in forma autonoma o subordinata, con cui contribuire al raggiungimento degli scopi sociali, ha fatto venire meno la ritenuta incompatibilità tra la qualità (reale e non simulata) di socio di una cooperativa di produzione lavoro e quella di lavoratore subordinato ovvero autonomo con vincolo di parasubordinazione. Ove, peraltro, il socio deduca l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, incombe sul medesimo l'onere di provare l'esistenza della sottoposizione al potere direttivo, gerarchico e disciplinare del datore di lavoro, non potendosi considerare sufficiente, a tale scopo, la mera indicazione dei fatti contenuta nella parte espositiva del ricorso introduttivo, occorrendo, invece, la specifica richiesta di esperimento probatorio sulle singole circostanze, con formulazione dei capitoli di prova ed indicazione dei testi da escutere.

Cassazione civile sez. lav.  04 maggio 2009 n. 10240

 

Le cooperative sociali di servizio di cui alla lettera a) dell'art. 1, comma 1, l. 8 novembre 1991 n. 381 perseguono, al pari di ogni altra società cooperativa, lo scopo mutualistico, ancorché si tratti di mutualità esterna, trascendente gli interessi immediati dei soci, in quanto esse mirano a realizzare nella forma tipizzata della gestione di servizi socio - sanitari od educativi, l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini. Pertanto la gestione di servizi socio - sanitari è sufficiente a qualificare come cooperativa sociale la società cooperativa che li gestisca, restando irrilevante, ai fini della determinazione degli obblighi contributivi previdenziali, la qualità personale dei destinatari del servizio o la erogazione di esso a titolo gratuito o a pagamento.

Cassazione civile sez. lav.  11 maggio 2004 n. 8916

 

 

Privilegi

Ai sensi del nuovo disposto dell'art. 2512, n. 2, c.c. soltanto le società cooperative a mutualità prevalente possono aspirare alla collocazione privilegiata dei propri crediti ex art. 2751 bis c.c.

Tribunale Napoli  12 aprile 2005

 

 

Società cooperative

Il socio di cooperativa, che sia anche beneficiario del servizio mutualistico reso dalla cooperativa, è parte di due distinti, ma collegati, rapporti: l'uno di carattere associativo direttamente discendente dall'adesione al contratto sociale - i.e. qualità di socio - e l'altro che deriva dal contratto sinallagmatico di scambio mediante il quale il socio si appropria del bene o del servizio che la cooperativa gli fornisce.

Cassazione civile sez. I  16 aprile 2003 n. 6016  

 

 

Lavoro portuale

Le compagnie portuali appartengono alla categoria delle società cooperative regolate da leggi speciali, menzionata negli art. 2512 e 2516 c.c.

Tribunale Genova  14 aprile 1986



 
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