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Art. 2514 codice civile: Requisiti delle cooperative a mutualità prevalente

Le cooperative a mutualità prevalente devono prevedere nei propri statuti:

a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato (1);

b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;

c) il divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori;

d) l’obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Le cooperative deliberano l’introduzione e la soppressione delle clausole di cui al comma precedente con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria (2).


Commento

Cooperative a mutualità prevalente: [v. 2512]; Statuto: [v. 2328]; Strumenti finanziari: [v. 2506ter]; Riserve: [v. 2430]; Scioglimento: [v. 2484]; Patrimonio sociale: [v. 2267]; Capitale sociale: [v. 2250]; Assemblea straordinaria: [v. 2363].

 

Dividendo: quota di utili da attribuire a ciascun socio.

 

Buono postale fruttifero: documento attestante un determinato deposito; può essere intestato a persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private. Trattasi di un titolo di credito [v. 1999 ss.] improprio in quanto mancante dei requisiti di letteralità ed autonomia [Libro IV, Titolo V].

 

(1) Lo scambio mutualistico ha il suo strumento di remunerazione dei soci nel ristorno [v. 2521]. Ne deriva che il ristorno deve essere distribuito in via prevalente rispetto ai dividendi e che non è previsto un limite massimo alla distribuzione dei ristorni.

 

(2) La società cooperativa a mutualità prevalente di cui all’art. 2512 non può partecipare ad una fusione transfrontaliera (art. 3, d.lgs. 108/2008).

 

Viene introdotto un limite alla remunerazione degli strumenti finanziari offerti ai soci cooperatori, che va a completare il quadro delle aspettative lucrative possibili e consentite all’interno della cooperazione costituzionalmente garantita.

 


Giurisprudenza annotata

Cooperative a mutualità prevalente, requisiti

In tema di responsabilità del socio di società cooperativa a responsabilità limitata, deve ritenersi legittima la clausola statutaria che preveda l'obbligo dei soci di rimborsare alla società tutte le spese e gli oneri per il suo funzionamento, non implicando essa un'incidenza sulla tipologia societaria così da far assumere alla cooperativa la veste di società a responsabilità illimitata, in quanto detta clausola non impegna i soci per le obbligazioni sociali verso i terzi, ma regola solo i rapporti interni alla società ed è, inoltre, pienamente compatibile con la realizzazione dell'oggetto sociale, afferendo ad una prestazione accessoria ad esso funzionale.

Cassazione civile sez. I  17 luglio 2008 n. 19719  

 

È irrilevante che la cooperativa abbia alienato a terzi le "forniture" ed abbia incassato i relativi corrispettivi, trattandosi di entrate che non determinano in capo al socio conferente il diritto alla remunerazione del proprio apporto, non essendo ascrivibili all'adempimento di un obbligo "ex mandatu".

Tribunale Nocera Inferiore  20 ottobre 2004

 

Le "forniture" eseguite dai soci in favore della società sono da qualificarsi come conferimenti sociali e non determinano quindi a favore di chi le effettui un diritto a corrispettivi contrattuali.

Tribunale Nocera Inferiore  20 ottobre 2004

 

In via generale ed astratta non è da escludersi che anche il socio di una cooperativa di servizi, il cui conferimento societario consista nella propria attività lavorativa, possa trovare una più completa tutela della sua prestazione lavorativa, nel rispetto delle regole organizzative del lavoro all'interno della cooperativa medesima. Da ciò consegue che, qualora vi sia un soggetto designato alla vigilanza di tali regole all'interno della cooperative e tali regole siano state violate, possa trovare applicazione, in via analogica, la disposizione dell'art. 2409 c.c. ai fini dell'integrale risarcimento del danno riportato (Nella specie, peraltro, la Corte ha rigettato il ricorso del socio, sottolineando come i giudici di appello avessero evidenziato come egli non avesse nè dedotto nè provato quali fossero le regole organizzative all'interno della cooperativa e chi eventualmente ne fosse preposto alla vigilanza).

Cassazione civile sez. III  23 ottobre 2001 n. 12975  

 

Le società cooperative, comprese quelle a responsabilità limitata, se in possesso dei requisiti richiesti dal comma 1 dell'art. 3 l. 8 agosto 1985 n. 443, possono usufruire, ai fini del trattamento previdenziale, della qualifica di impresa artigiana.

Cassazione civile sez. un.  05 giugno 2000 n. 401  

 

Deve ritenersi legittima la clausola statutaria di una società cooperativa a responsabilità limitata, che preveda l'obbligo dei soci di rimborsare annualmente alla società tutte le spese e gli oneri per il suo funzionamento, in modo che l'esercizio si chiuda senza utili e senza perdite, dovendosi escludere che tale clausola incida sulla tipologia societaria, trasformando la società in una società a responsabilità illimitata, in quanto detta clausola non impegna i soci per le obbligazioni sociali verso i terzi, ma riguarda i rapporti interni alla società, ed, inoltre, è pienamente compatibile con la realizzazione dell'oggetto sociale, afferendo ad una prestazione accessoria ad essa funzionale.

Cassazione civile sez. I  29 ottobre 1999 n. 12157  



 
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