Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2515 codice civile: Denominazione sociale

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere l’indicazione di società cooperativa.

L’indicazione di cooperativa non può essere usata da società che non hanno scopo mutualistico.

Commento

Denominazione sociale: [v. 2453]; Scopo mutualistico: [v. 2511].

 

Giurisprudenza annotata

Denominazione sociale

Non può essere omologato l'atto costitutivo di una società cooperativa se la denominazione sociale non è conforme al disposto dell'art. 2515 c.c., in quanto non contiene l'indicazione di società cooperativa a responsabilità limitata, manca la specificazione della quota di capitale sottoscritta da ciascun socio, l'oggetto sociale è indicato in maniera confusa e sintatticamente incomprensibile ed è, sia pure implicitamente, prevista la votazione a scrutinio segreto nelle assemblee e nel consiglio di amministrazione.

Tribunale Udine  05 agosto 1996

 

Anche per le cooperative sussiste la necessità della costituzione di un nucleo patrimoniale adeguato, anche se non predeterminato, come risulta dal combinato disposto degli art. 2328, 2515, n. 5 e 2536. Ne consegue che, benché per le società cooperative il capitale sociale non è determinato in un ammontare prestabilito (art. 2520, comma 2 c.c.), un capitale iniziale, sia pure minimo, non adeguato, deve sussistere al momento della loro costituzione.

Corte appello L'Aquila  18 ottobre 1994

 

La previsione relativa alla devoluzione del patrimonio residuo netto di liquidazione per scopi di pubblica utilità contrasta con il comma 5 dell'art. 11, legge n. 59 del 1992 la cui violazione peraltro - a differenza di quella prevista dal comma 4 del medesimo articolo (prevedente, unitamente all'art. 8, l'obbligo a carico delle cooperative di finanziare con gli utili) la quale incide sull'individuazione dello scopo mutualistico ai sensi degli art. 2511 e 2515 c.c e quindi autonomamente sanzionate tanto in sede di omologazione dello statuto quanto in sede di vigilanza amministrativa - è suscettibile di controllo soltanto amministrativo stante la specifica previsione, contenuta nel successivo comma 10, di una "decadenza dai benefici fiscali".

Corte appello Genova  21 giugno 1994

 



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