codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2517 codice civile: Enti mutualistici

Le disposizioni del presente titolo non si applicano agli enti mutualistici diversi dalle società.


Commento

Società: [v. Libro V, Titolo V].

 

Enti mutualistici: enti aventi uno scopo mutualistico [v. 2511] ma non costituiti in forma di società.

 

La norma evidenzia che si può avere impresa mutualistica anche in forme diverse dalla società cooperativa. In tal caso l’impresa mutualistica non è regolata dalle norme del codice civile, relative alle cooperative, ma solo dalle leggi speciali.

 


Giurisprudenza annotata

Giurisdizione

In tema di cooperative impegnate nell'attuazione dei programmi per lavori socialmente utili nel comune e nella provincia di Napoli, sottoposte a gestione commissariale, disciplinate dal d.l. 4 settembre 1987 n. 366 (convertito, con modificazioni, dalla l. 3 novembre 1987 n. 452), l'impugnazione avverso il provvedimento di espulsione adottato dal commissario governativo nei confronti del socio risultato assente dal posto di lavoro senza giustificato motivo (ex art. 12, comma 3, del medesimo d.l.), è devoluta alla cognizione del giudice ordinario, in conformità a quanto disposto dall'art. 2527 c.c., non essendo a ciò di ostacolo nè la particolare natura del commissario governativo e delle funzioni ad esso attribuite, non suscettibili di modificare il regime giuridico degli atti da lui posti in essere, nè il silenzio del citato d.l., atteso che, ai sensi dell'art. 2517 c.c., anche le società cooperative regolate da leggi speciali sono soggette alle disposizioni, in quanto compatibili, previste per le imprese cooperative dalla disciplina di carattere generale.

Cassazione civile sez. un.  04 giugno 2002 n. 8088  

 

 

Edilizi popolare ed economica

È cooperativa edilizia in senso strettamente giuridico (così come desumibile dalla normativa disciplinante la materia) quella società che si propone di realizzare, con riduzione dei costi, unità immobiliari da assegnare ai soci e non anche l'ente che ha per oggetto quello di svolgere attività di produzione e lavoro avente natura edificatrice. Le cooperative che svolgono esclusivamente attività di produzione e lavoro nell'ambito dell'edilizia anche abitativa possono accogliere nella compagine sociale soci sovventori secondo la definizione di cui all'art. 2548 c.c., in quanto l'esclusione disposta dall'art. 4 l. 31 gennaio 1992 n. 59, inerisce solo ed esclusivamente alle cooperative edilizie propriamente dette e cioè a quelle società che si propongono di realizzare, con riduzione dei costi, unità immobiliari da assegnare ai soci.

Corte appello Milano  18 maggio 1995

 

Le controversie attinenti alla qualità di socio di cooperativa edilizia (nonché quelle che riguardano i rapporti tra socio e cooperativa operante con i contributi, anche parziali, dello Stato) fino all'atto di stipulazione nel mutuo individuale - che segna l'acquisto della proprietà dell'alloggio popolare - sono attribuite dall'ordinamento alle commissioni di vigilanza, e poi al giudice amministrativo in sede di impugnazione delle deliberazioni di dette commissioni; ciò in quanto non è venuta meno la valutazione preliminare di detta commissione, prevista dall'art. 131 r.d. 28 aprile 1938 n. 1165, a seguito dell'entrata in vigore degli art. 2516 e 2517 c.c. che fanno espressamente salva l'applicabilità di tale legge speciale.

Consiglio di Stato sez. IV  27 marzo 1995 n. 192  

 

In materia di cooperative edilizie operanti con il contributo anche parziale dello Stato, la controversia fra il socio e la cooperativa medesima, insorta prima della stipulazione del mutuo individuale, avente ad oggetto, fra l'altro, il recesso o l'esclusione del socio (ancorché investa posizioni di diritto soggettivo) spetta alle commissioni di vigilanza e poi al giudice amministrativo in sede di impugnazione delle deliberazioni di dette commissioni, non essendo tale giurisdizione, prevista dall'art. 131 del r.d. n. 1165 del 1938, venuta meno a seguito dell'entrata in vigore del codice civile, che agli art. 2516 e 2517 espressamente richiede per l'applicabilità della relativa disciplina la compatibilità con le leggi speciali.

Cassazione civile sez. un.  02 aprile 1991 n. 3437  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti