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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2520 codice civile: Leggi speciali

Le cooperative regolate dalle leggi speciali sono soggette alle disposizioni del presente titolo, in quanto compatibili (1).

La legge può prevedere la costituzione di cooperative destinate a procurare beni o servizi a soggetti appartenenti a particolari categorie anche di non soci (2).


Commento

Leggi speciali: [v. 2750].

 

(1) Per le banche di credito cooperativo e le banche popolari il d.lgs. 1-9-1993, n. 385 (T.U. banca) individua le norme del codice civile applicabili alle banche cooperative (artt. 28-37), escludendo le disposizioni incompatibili (art. 150bis).

Il d.lgs. 24-2-1998, n. 58 (T.U. intermediazione finanziaria) detta una particolare disciplina per le società cooperative con azioni quotate e stabilisce che le percentuali di capitale individuate nel codice civile per l’esercizio dei diritti dei soci devono essere rapportate al numero complessivo dei soci stessi (artt. 135-135bis, 135duodecies).

 

(2) La norma prevede la possibilità che si mantenga la natura mutualistica e, conseguentemente, si applichi il relativo trattamento, per società cooperative che formalmente non operino con i propri soci ma destinino i propri servizi a soggetti appartenenti a categorie sociali svantaggiate.

 

Con la norma in esame il legislatore esprime la volontà di evitare che, legandosi la mutualità (prevalente o non) al rapporto con i soci, si lascino al di fuori dall’area della mutualità cooperative operanti a favore di soggetti comunque meritevoli di particolare tutela i quali, per varie ragioni, non possono assumere lo status di soci.


Giurisprudenza annotata

Costituzione

Anche nel caso di una società di persone o di un consorzio con attività esterna, nel caso in cui la sede non corrisponda a verità, benché sia astrattamente possibile, all'atto della iscrizione della variazione, ex art. 2190 c.c., mantenere l'indicazione del comune, eliminando il riferimento all'indirizzo, comprensivo di via e numero civico, in applicazione analogica degli art. 2328 (s.p.a.), 2463 (s.r.l.) e 2521 (s. coop.) nuovo testo c.c. e 111 ter disp. att. c.c., rimane preferibile trasferire d'ufficio la sede presso la residenza dell'amministratore, per l'esigenza di reperire la società o il consorzio.

Tribunale Padova  13 agosto 2004

 

Nel caso in cui la sede di una società di capitali non corrisponda a verità, benché sia astrattamente possibile, in sede di iscrizione della variazione, ex art. 2190 c.c., eliminare il riferimento all'indirizzo, comprensivo di via e numero civico, in applicazione degli art. 2328 (spa), 2463 (srl) e 2521 (s. coop.) nuovo testo c.c. e 111 ter disp. att. c.c., rimane preferibile trasferire d'ufficio la sede presso la residenza dell'amministratore, per l'esigenza di reperire la società.

Tribunale Padova  13 agosto 2004

 

È nulla, poiché integra una deviazione dallo scopo essenziale del rapporto societario, la deliberazione con cui l'assemblea di una società cooperativa a responsabilità limitata non deliberi un vero e proprio aumento di capitale, attribuendo ai soci la facoltà di sottoscriverlo, ma aumenti la quota sociale imponendone la sottoscrizione per la relativa entità (contro quanto previsto dal combinato disposto degli art. 2521 e 2532, comma 2 c.c. per cui le quote sociali non devono essere necessariamente della medesima entità) prevedendo l'esclusione del socio in caso di mancata nuova sottoscrizione, non potendosi condizionare la permanenza del socio nel rapporto sociale a tali ulteriori conferimenti.

Cassazione civile sez. I  22 gennaio 1994 n. 654  

 

 

Edilizia popolare ed economica

Con riguardo ad una società cooperativa edilizia a contributo statale, o comunque, ancorché non beneficiante di tale contributo, ugualmente soggetta alla disciplina dettata dal r.d. 28 aprile 1938 n. 1165 (e successive modificazioni) per effetto di previsione contenuta nello statuto, il patto intervenuto fra il socio ed un terzo, il quale realizzi una interposizione reale di persona, nel senso che il primo si impegni a rinunciare alla qualità di socio per consentire al secondo di subentrare come prenotatario ed assegnatario di appartamento, è affetto da nullità per frode alla legge (art. 1344 c.c.), in quanto preordinato ad eludere le norme imperative contenute nella predetta disciplina, in tema di condizioni e requisiti per quella assegnazione, ovvero le disposizioni del codice civile sui limiti massimi di valore della quota di spettanza del singolo socio e sulla uguaglianza di tutti i soci nell'esercizio dei diritti di partecipazione (art. 2521 e 2532 c.c.).

Cassazione civile sez. I  01 aprile 1981 n. 1849  

 



 
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