Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2524 codice civile: Variabilità del capitale

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Il capitale sociale non è determinato in un ammontare prestabilito.

Nelle società cooperative l’ammissione di nuovi soci, nelle forme previste dall’articolo 2528 non importa modificazione dell’atto costitutivo.

La società può deliberare aumenti di capitale con modificazione dell’atto costitutivo nelle forme previste dagli articoli 2438 e seguenti (1).

L’esclusione o la limitazione del diritto di opzione può essere autorizzata dall’assemblea su proposta motivata degli amministratori.

Commento

Capitale sociale: [v. 2250]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Amministratori: [v. 2621].

 

Diritto di opzione: diritto dei soci di acquistare le azioni o quote di nuova emissione, a preferenza di altri soggetti [v. 2441].

 

(1) Si è ritenuto opportuno introdurre la possibilità di un aumento del capitale a pagamento analogo a quello delle società di capitali in considerazione del fatto che la società potrebbe avere interesse ad aumentare il proprio capitale per specifiche necessità di impresa. Naturalmente, tale tipo di aumento di capitale dovrà essere coordinato con i principi generali della mutualità (limiti al possesso azionario, requisiti dei soci, gradimento etc.).

 

A differenza di quanto avviene nelle società per azioni, nelle cooperative la variazione del numero dei soci e del capitale sociale non importa una modificazione dell’atto costitutivo [v. anche nota (3)]. Ciò in quanto nelle cooperative il capitale sociale non assolve alla stessa funzione a cui adempie nelle s.p.a.: infatti, la società è costituita esclusivamente per scopo di lucro; nella cooperativa, invece, deve ricorrere lo scopo mutualistico [v. 2511].

 

Giurisprudenza annotata

Società

La norma dell'art. 2524 c.c., che prescrive per la mora del socio di cooperativa debitore nel pagamento delle quote, ai fini dell'esclusione dalla società, la previa intimazione da parte degli amministratori, è norma speciale sugli effetti della mora del socio di cooperativa, e perciò derogatoria rispetto a quella generale dell'art. 1219 comma 2 n. 3 c.c., che dispone la mora "ex re" nelle obbligazioni pecuniarie c.d. Portables.

Tribunale Roma  09 febbraio 1999

 

La mancata specificità nella comunicazione al socio di una cooperativa degli addebiti che hanno generato il provvedimento di esclusione diviene irrilevante soltanto quando l'escluso dimostri di essere pienamente consapevole delle concrete situazioni addebitategli avendo fondato su di esse la propria difesa in sede di opposizione.

Cassazione civile sez. I  21 novembre 1997 n. 11637  

 

L'eccezione d'inadempimento (art. 1460 c.c.) è proponibile solo in relazione ai contratti con prestazioni corrispettive, in quanto è preordinata alla tutela degli interessi contrapposti delle parti, e non è, quindi, configurabile in ordine al contratto di società, nel quale non vi sono interessi contrapposti tra il socio e l'ente sociale e questo, in caso di morosità del primo nell'adempimento dei propri obblighi, ha solo l'alternativa di pretendere l'adempimento o di sciogliere il vincolo sociale, limitatamente al socio inadempiente, con l'esclusione dello stesso.

Cassazione civile sez. I  04 maggio 1993 n. 5180  



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