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Art. 2535 codice civile: Liquidazione della quota o rimborso delle azioni del socio uscente

La liquidazione della quota o il rimborso delle azioni ha luogo sulla base del bilancio dell’esercizio in cui si sono verificati il recesso, l’esclusione o la morte del socio.

La liquidazione della partecipazione sociale, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale, avviene sulla base dei criteri stabiliti nell’atto costitutivo. Salvo diversa disposizione, la liquidazione comprende anche il rimborso del soprapprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio della società e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale ai sensi dell’articolo 2545-quinquies, terzo comma.

 

Il pagamento deve essere fatto entro centottanta giorni dall’approvazione. L’atto costitutivo può prevedere che, per la frazione della quota o le azioni assegnate al socio ai sensi degli articoli dell’articolo 2545-quinquies e 2545-sexies, la liquidazione o il rimborso, unitamente agli interessi legali, possa essere corrisposto in più rate entro un termine massimo di cinque anni.


Commento

Liquidazione della quota: [v. 2284]; Azioni: [v. 2325]; Bilancio: [v. 2478bis]; Esercizio (sociale): [v. 2477]; Partecipazione sociale: [v. 2497]; Perdite: [v. 2482bis]; Capitale sociale: [v. 2250]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Soprapprezzo: [v. 2431]; Patrimonio (sociale): [v. 2267]; Aumento gratuito del capitale: [v. 2481]; Interessi legali: [v. 1284].

 


Giurisprudenza annotata

Società

In tema di cooperative edilizie deve distinguersi tra il rapporto sociale, di carattere associativo, e quello di scambio, di natura sinallagmatica, rapporti che, pur collegati, hanno causa giuridica autonoma; da ciò discende che il pagamento di una somma, eseguito dal socio a titolo di prenotazione dell'immobile, deve essere ascritto al rapporto di scambio e perciò al pagamento del prezzo d'acquisto, alla cui restituzione la cooperativa è, quindi, tenuta, in caso di scioglimento dal rapporto sociale per esclusione o per recesso, anche in presenza di un disavanzo di bilancio. Cassa e decide nel merito, App. Napoli, 09/06/2006

Cassazione civile sez. I  30 maggio 2013 n. 13641  

 

Qualora un socio di cooperativa sociale sia receduto dalla stessa chiedendo la liquidazione della somma, nulla può eccepire a riguardo la società in grado di appello se nulla ha contestato a riguardo nel precedente grado.

Corte appello Roma sez. II  19 giugno 2008 n. 2611  

 

La società cooperativa non può procedere all'esclusione dei soci come sanzione a fronte dell'inadempimento dell'obbligazione pecuniaria derivante dall'attribuzione di beni sociali, in assenza della preventiva determinazione dei debiti, affidata, da una specifica norma statutaria, ad una delibera del consiglio di amministrazione.

Cassazione civile sez. I  14 settembre 1999 n. 9801  

 

Non è opponibile ad una cooperativa edilizia la delibera dell'amministratore unico che, senza il consenso dell'assemblea, esoneri un singolo socio dal pagamento dei contributi per il costo dell'alloggio, mediante imputazione, in conto dei contributi stessi, di compensi, pure fissati dall'amministratore senza il consenso dell'assemblea, per attività di collaborazione prestata dal socio a favore dell'amministratore, atteso che l'organo di amministrazione della cooperativa non ha il potere di intervenire, senza il consenso della cooperativa stessa, sull'obbligo fondamentale del socio di contribuire al fine sociale, consistente nella costruzione degli alloggi, mediante il versamento, secondo le modalità stabilite, di quote pari al costo dell'alloggio prenotato. (Nella specie, il difetto del consenso della cooperativa è stato desunto dalla mancanza di riscontro, nella documentazione contabile della stessa, del credito vantato dal socio).

Cassazione civile sez. I  07 marzo 1996 n. 1816

 

 

Banche

Le banche popolari, ancorché quotate al mercato borsistico, in quanto appartenenti al novero delle società cooperative sono soggette, compatibilmente con la normativa settoriale, alla disciplina generale delle cooperative, comprese le norme contenute negli art. 2523 e 2535 c.c.

Corte appello Brescia  30 dicembre 1993



 
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