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Art. 2538 codice civile: Assemblea

Nelle assemblee (1) hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci.

Ciascun socio cooperatore ha un voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle azioni possedute (2). L’atto costitutivo determina i limiti al diritto di voto degli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori.

Ai soci cooperatori persone giuridiche l’atto costitutivo può attribuire più voti, ma non oltre cinque, in relazione all’ammontare della quota oppure al numero dei loro membri.

Nelle cooperative in cui i soci realizzano lo scopo mutualistico attraverso l’integrazione delle rispettive imprese o di talune fasi di esse, l’atto costitutivo può prevedere che il diritto di voto sia attribuito in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico. Lo statuto stabilisce un limite per il voto plurimo per tali categorie di soci, in modo che nessuno di essi possa esprimere più del decimo dei voti in ciascuna assemblea generale. In ogni caso, ad essi non può essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea generale.

Le maggioranze richieste per la costituzione delle assemblee e per la validità delle deliberazioni sono determinate dall’atto costitutivo (3) e sono calcolate secondo il numero dei voti spettanti ai soci.

L’atto costitutivo può prevedere che il voto venga espresso per corrispondenza, ovvero mediante altri mezzi di telecomunicazione. In tal caso l’avviso di convocazione deve contenere per esteso la deliberazione proposta. Se sono poste in votazione proposte diverse da quelle indicate nell’avviso di convocazione, i voti espressi per corrispondenza non si computano ai fini della regolare costituzione dell’assemblea (4). 


Commento

Assemblea: [v. 2484]; Libro dei soci: [v. 2362]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Strumenti finanziari: [v. 2506ter]; Persone giuridiche: [v. Libro I, Titolo II]; Scopo mutualistico: [v. 2511]; Statuto: [v. 2328]; Categorie di soci: [v. 2527]; Voto per corrispondenza: [v. 2370]; Convocazione: [v. 2484].

 

Voto plurimo: voto determinato dall’entità della partecipazione o dalla natura del socio per cui si attribuiscono alla singola persona più diritti di voto.

 

(1) Le assemblee si distinguono in base all’oggetto della deliberazione [v. 2364 ss., 2479 ss.]; nelle cooperative si individuano assemblee separate [v. 2540] e speciali [v. 2541].

 

(2) Per le banche cooperative analogamente dispongono gli artt. 30 c. 1 e 34 c. 3, d.lgs. 1-9-1993, n. 385 (T.U. banca). Un’eccezione al voto pro capite è data dal voto plurimo che è previsto per: a) titolari di strumenti finanziari, secondo le previsioni statutarie; b) persone giuridiche socie (ipotesi già contenuta nel precedente art. 2532) alle quali l’atto costitutivo può attribuire più voti ma non oltre cinque; c) soci imprenditori, ai quali l’atto costitutivo può attribuire voto plurimo in relazione alla intensità degli scambi mutualistici: più precisamente, a ciascuno non oltre il decimo dei voti in assemblea e complessivamente non più di un terzo dei voti in assemblea.

 

(3) La determinazione delle maggioranze è rimessa all’atto costitutivo, sempre nell’ottica dell’ampia autonomia riconosciuta dal legislatore.

 

(4) Per facilitare la partecipazione (indiretta) del socio alle decisioni sociali è stato mantenuto il voto per corrispondenza e alla possibilità di utilizzare tale strumento è aggiunto l’uso di altri mezzi di comunicazione.

 

Particolare rilevanza assume la regola «una testa un voto» (voto pro capite) in forza della quale il voto è collegato alla persona del socio e non all’entità della sua partecipazione alla società. Nelle società cooperative, quindi, ciascun socio conta quanto ciascun altro e non viene preso in considerazione per l’entità della quota di capitale sottoscritta, ma per le specifiche qualità personali da lui possedute.

 


Giurisprudenza annotata

Assemblea

Nelle cooperative sociali l’assemblea dei soci si costituisce e delibera secondo le maggioranze determinate nell’atto costitutivo. Una deliberazione assembleare con una maggioranza inferiore a quella prestabilita è invalida e pertanto deve essere annullata.

Tribunale Brindisi sez. un.  21 dicembre 2005

 

Per effetto del richiamo operato dall'art. 2538 c.c. all'art. 2504 quater c.c., anche in materia di cooperative, l'avvenuta iscrizione dell'atto di fusione ha efficacia sanante delle pregresse deliberazioni, ma limitatamente alle cause che attengono al procedimento o a particolari requisiti dell'operazione negoziale, e non anche con riferimento a quelle che contrastino con norme e principi di ordine pubblico (ad es. contrasto con le normative antitrust o con il divieto di trasformazione in società avente scopo di lucro di cui all'art. 14 l. 17 febbraio 1971 n. 127). (Conferma Trga Trento, 15 novembre 2000 n. 445).

Consiglio di Stato sez. IV  14 ottobre 2004 n. 6670  

 

L'assemblea, chiamata a deliberare in ordine al rinnovo delle cariche sociali, può previamente decidere, in conformità alle previsioni statutarie, con quali modalità di voto procedere alla relativa nomina, anche se la scelta del sistema di votazione non sia stata indicata nell'avviso di convocazione.

Tribunale Ariano Irpino  01 agosto 2003

 

Il sistema di conteggiare, in occasione di una determinata deliberazione assembleare, i soli voti contrari e dedurre il numero dei favorevoli, operando una sottrazione dei primi dal totale dei voti validi espressi con votazione palese (nella specie, per alzata di mano), non viola alcuna norma, per cui il procedimento di formazione della decisione deve ritenersi immune da vizi.

Tribunale Ariano Irpino  01 agosto 2003

 

La delega conferita per la votazione delle cariche sociali comprende necessariamente anche la delega per le deliberazioni accessorie (propedeutiche, strumentali e consequenziali), tra le quali rientra quella relativa alla scelta del sistema di votazione.

Tribunale Ariano Irpino  01 agosto 2003

 

La presenza, tra gli argomenti all'ordine del giorno, della nomina delle cariche sociali consente legittimamente la discussione e l'adozione da parte dell'assemblea della deliberazione di scelta, nel rispetto dell'espressa previsione statutaria, delle relative modalità di votazione, che, in quanto decisione strumentale, non soggiace all'obbligo dell'indicazione nell'avviso di convocazione di cui all'art. 2366 c.c.

Tribunale Ariano Irpino  01 agosto 2003



 
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