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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2539 codice civile: Rappresentanza nell’assemblea

Nelle cooperative disciplinate dalle norme sulla società per azioni ciascun socio può rappresentare sino ad un massimo di dieci soci.

Il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare nell’assemblea anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo che collaborano all’impresa.


Commento

Società per azioni: [v. Libro V, Titolo V, Capo V]; Rappresentanza: [v. Libro IV, Titolo II, Capo VI]; Assemblea: [v. 2484]; Parentela: [v. 74]; Affinità: [v. 78].

 

La riforma introduce alcune novità: l’aumento da cinque a dieci del numero dei soci che ciascun socio può rappresentare, nelle cooperative disciplinate dalle norme sulla società per azioni; la previsione secondo cui il socio imprenditore può farsi rappresentare da parenti e affini collaboratori, così come è già previsto per talune cooperative agricole (cfr. art. 7, l. 127/1971) e relativamente al diritto delle lavoratrici autonome di rappresentare l’impresa familiare negli organi statutari della cooperativa (cfr. art. 14, l. 903/1977).


Giurisprudenza annotata

Pubblica amministrazione

Va rilevata d'ufficio la nullità del disciplinare di gara che prevede, a pena di esclusione, che la concorrente elenchi (tutte) le imprese rispetto alle quali ai sensi dell'art. 2539, c.c., si trovi in situazione di controllo diretto o come controllante o come controllata, perché in contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione di cui all'art. 46 comma 1- bis , d.lg. 12 aprile 2006 n. 163.

T.A.R. Palermo (Sicilia) sez. III  06 maggio 2013 n. 1039  

 

 

Società

La regola della variabilità del capitale è irrilevante in ipotesi di perdita integrale dello stesso, dal momento che - determinandosi automaticamente ed immediatamente, a norma dell'art. 2539 c.c., lo scioglimento della cooperativa - è soltanto l'assemblea straordinaria competente ad adottare la deliberazione di ricostituzione del capitale.

Tribunale Napoli  15 settembre 1998

 

Stante la diversità di presupposti e contenuto tra la delibera di scioglimento di una società di capitali ai sensi dell'art. 2448 n. 5 (applicabile anche alle società cooperative per il richiamo sub art. 2539 c.c.), comportante l'espressione di una nuova volontà collettiva modificativa del precedente contratto societario, e la delibera di scioglimento per conseguimento (od impossibilità di conseguimento) dell'oggetto sociale nell'ipotesi di cui al n. 2 dell'art. 2448 c.c., le delibere del secondo tipo, ancorché adottate all'unanimità, non possono implicare la volontà di sciogliere comunque la società, indipendentemente dalla causa in esse espressa.

Cassazione civile sez. I  02 aprile 1992 n. 4023  

 

La delibera di scioglimento di una società di capitali, nell'ipotesi prevista dal n. 5 dell'art. 2448 c.c. (scioglimento per deliberazione dell'assemblea, applicabile alle società cooperative per effetto del richiamo contenuto nel successivo art. 2539), comporta l'espressione di una nuova volontà collettiva, modificativa del precedente contratto societario, a differenza che nell'ipotesi di cui al n. 2 dello stesso articolo (scioglimento per conseguimento dell'oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo), nella quale la delibera ha invece la funzione di accertamento di un fatto oggetto di una precedente espressione di volontà negoziale. Deve, pertanto, escludersi che la delibera di scioglimento della società per conseguimento dell'oggetto sociale, pur se adottata all'unanimità, contenga in sè la volontà di sciogliere comunque la società, indipendentemente dalla causa espressa.

Cassazione civile sez. I  02 aprile 1992 n. 4023  

 

Con riguardo ad una cooperativa edilizia che abbia esaurito l'attività di costruzione e di assegnazione degli alloggi, realizzando così completamente il proprio scopo sociale, è invalido il recesso da parte di tutti i soci, costituendo esso un espediente per eludere le disposizioni degli art. 2448, comma 1 n. 2, e 2449 ss. c.c., richiamati per le cooperative dal successivo art. 2539, che prevedono, nel caso di conseguimento dell'oggetto sociale, lo scioglimento e la messa in liquidazione della società.

Cassazione civile sez. I  28 marzo 1990 n. 2524  

 



 
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