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Art. 2544 codice civile: Sistemi di amministrazione

Indipendentemente dal sistema di amministrazione adottato non possono essere delegati dagli amministratori, oltre le materie previste dall’articolo 2381, i poteri in materia di ammissione, di recesso e di esclusione dei soci e le decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci.

Se la cooperativa ha adottato il sistema di amministrazione di cui all’articolo 2409-octies, i possessori di strumenti finanziari non possono eleggere più di un terzo dei componenti del consiglio di sorveglianza e più di un terzo dei componenti del consiglio di gestione. I componenti del consiglio di sorveglianza eletti dai soci cooperatori devono essere scelti tra i soci cooperatori ovvero tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.

Se la cooperativa ha adottato il sistema di amministrazione di cui all’articolo 2409-sexiesdecies. agli amministratori eletti dai possessori di strumenti finanziari, in misura comunque non superiore ad un terzo, non possono essere attribuite deleghe operative né gli stessi possono fare parte del comitato esecutivo.


Commento

Sistemi di amministrazione: [v. 2380]; Amministratori: [v. 2621]; Recesso: [v. 2285]; Strumenti finanziari: [v. 2506ter]; Consiglio di sorveglianza: [v. 2449]; Consiglio di gestione: [v. 2365]; Persone giuridiche: [v. Libro I, Titolo II]; Comitato esecutivo: [v. 2391]

 

La disciplina dei sistemi di amministrazione riprende i contenuti della corrispondente normativa sulle s.p.a., con alcune precisazioni. Vige innanzitutto la regola dell’applicabilità di tutti e tre i sistemi: tradizionale [v. 2380bis-2409septies], dualistico [v. 2409octies, Libro V, Titolo V, Capo V, Sez. VIbis, §5] e monistico [v. 2409sexiesdecies, Libro V, Titolo V, Capo V, Sez. VIbis, §6], previsti dal legislatore della riforma, essendo ciascuno di essi espressamente richiamato. Qualunque sia il modello di amministrazione adottato, non possono essere oggetto di delega: la facoltà di emettere una o più volte obbligazioni convertibili, la redazione del bilancio, la facoltà di aumentare o ridurre il capitale, la redazione del progetto di fusione e di scissione, le più importanti decisioni relative all’ammissione e all’esclusione dei soci e quelle relative ai rapporti mutualistici.

 


Giurisprudenza annotata

Edilizia popolare ed economica

Ai sensi dell'art. 2544 comma 1, ultimo periodo, c.c., nel testo dettato dall'art. 18, comma 1, l. 31 gennaio 1992 n. 59, e antecedente alla riforma del diritto societario, di cui al d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6, nelle società cooperative edilizie di abitazione il mancato deposito in Tribunale, nei termini prescritti, dei bilanci relativi agli ultimi due anni determina, senza necessità di un provvedimento dell'autorità governativa, lo scioglimento di diritto della società e la perdita da parte di questa della personalità giuridica, con la conseguenza che i suoi soci diventano illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, in applicazione analogica delle disposizioni dettate per le società prive di personalità giuridica. Annulla Tar Puglia, Bari, sez. II, n. 1243 del 2006.

Consiglio di Stato sez. V  16 novembre 2010 n. 8066  

 

Ai sensi dell'art. 2544, comma 1 c.c., nel testo dettato dall'art. 18, comma 1, l. 1992/1959 e antecedente alla riforma del diritto societario, di cui al d.lg. 6/2003, nelle società cooperative edilizie di abitazione il mancato deposito in tribunale, nei termini prescritti, dei bilanci relativi agli ultimi due anni determina, senza necessità di un provvedimento dell'autorità governativa, lo scioglimento di diritto della società e la perdita da parte di questa della personalità giuridica, con la conseguenza che i suoi soci diventano illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, in applicazione analogica delle disposizioni dettate per le società prive di personalità giuridica.

Cassazione civile sez. I  07 febbraio 2008 n. 2942  

 

 

Società

Lo scioglimento per il mancato raggiungimento dello scopo sociale (ovvero del decorso del termine) si deve basare non già sulla mera oggettivazione del semplice verificarsi del presupposto legittimante l'evento, bensì su una causa che abbia il carattere dell'assolutezza e della definitività, tale da rendere frustranea la permanenza del vincolo associativo, e sono pertanto illegittimi lo scioglimento e la liquidazione coatta amministrativa, ai sensi dell'art. 2544 c.c. ( Riforma Tar Sicilia, Palermo, sez. II, n. 2092 del 2003 ).

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd.  04 ottobre 2005 n. 649

 

Nel caso in cui in una società cooperativa siano stati riscontrati ammanchi di capitale, tutti gli amministratori sono chiamati a rispondere in quanto gravati da un generale dovere di vigilanza sul complessivo andamento della gestione. Pertanto, l’affermazione del massimo organo amministrativo di essere stato un semplice prestanome delle attività compiute da altri si traduce in un’ammissione di responsabilità per non aver vigilato le condotte di questi.

Corte appello Firenze sez. I  09 settembre 2005 n. 1285  

 

Ai sensi dell'art. 2544, comma 1, ultima parte, c.c., nel testo dettato dall'art. 18 l. 31 gennaio 1992 n. 59, le cooperative edilizie di abitazione che non hanno depositato nei termini prescritti i bilanci relativi agli ultimi due anni sono sciolte di diritto e perdono la personalità giuridica. Tali effetti si producono anche se l'omissione sia maturata, in tutto o in parte, prima della entrata in vigore della predetta legge n. 59 del 1992.

Cassazione civile sez. I  06 dicembre 2001 n. 15475  

 

Ai sensi dell'art. 2544, comma 1, ultima parte, c.c., nel testo dettato dall'art. 18, l. 31 gennaio 1992, n. 59, le cooperative edilizie di abitazione che non hanno depositato nei termini prescritti i bilanci relativi agli ultimi due anni sono sciolte di diritto e perdono la personalità giuridica. Tali effetti si producono anche se l'omissione sia maturata, in tutto o in parte, prima della entrata in vigore della predetta l. n. 59 del 1992.

Cassazione civile sez. I  06 dicembre 2001 n. 15475  

 

Ai sensi dell'art. 2544 c.c. comma 1, ultima parte, c.c., nel testo dettato dall'art. 18 l. 31 gennaio 1992 n. 59, le cooperative edilizie, che non hanno depositato nei termini prescritti i bilanci relativi agli ultimi due anni, sono sciolte di diritto e perdono la personalità giuridica. Tali effetti si producono anche se l'omissione sia maturata, in tutto o in parte, prima dell'entrata in vigore della predetta l. n. 59 del 1992.

Cassazione civile sez. I  06 dicembre 2001 n. 15475  

 

In tema di società cooperative edilizie di abitazione, allorché, per effetto del mancato deposito, nei termini prescritti, dei bilanci per due anni consecutivi, la società, ai sensi dell'art. 2544, comma 1, c.c., nel testo dettato dall'art. 18 l. 31 gennaio 1992 n. 59, sia stata sciolta di diritto ed abbia perso la personalità giuridica, i suoi soci diventano illimitatamente responsabili per le obbligazioni pregresse e per quelle conseguenti alle eventuali nuove attività, in applicazione analogica delle disposizioni dettate per le società prive di personalità giuridica.

Cassazione civile sez. I  06 dicembre 2001 n. 15475  

 

Anche nel caso di scioglimento "di diritto" di una società cooperativa edilizia di abitazione per mancato deposito dei bilanci relativi agli ultimi due anni, ai sensi dell'art. 2544 c.c., come modificato dall'art. 18, comma 1, l. 31 gennaio 1992 n. 59, resta fermo il principio dell'inderogabilità del procedimento formale di liquidazione, con la conseguenza che non può disporsi la cancellazione della società dal registro delle imprese ove il medesimo non sia stato esperito.

Tribunale Velletri  24 giugno 1993

 

In presenza di una causa di scioglimento in una società cooperativa la liquidazione della società è imprescindibile: di conseguenza, in mancanza di un atto di scioglimento da parte dell'autorità governativa, la disposizione di cui all'art. 2544 comma 3 c.c., va coordinata con il procedimento di liquidazione, applicabile in virtù del richiamo di cui all'art. 2515 c.c.

Tribunale Perugia  06 maggio 1993



 
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