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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2545 codice civile: Relazione annuale sul carattere mutualistico della cooperativa

Gli amministratori e i sindaci della società, in occasione della approvazione del bilancio di esercizio debbono, nelle relazioni previste dagli articoli 2428 e 2429 indicare specificamente i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico (1).


Commento

Amministratori: [v. 2621]; Sindaci: [v. 2621]; Bilancio: [v. 2478bis]; Scopo mutualistico: [v. 2511].

 

(1) Il legislatore della riforma, riprendendo l’analoga disposizione contenuta nella l. 31-1-1992, n. 59 (art. 2), ha introdotto nella disciplina codicistica la previsione dell’obbligo di amministratori e sindaci di indicare, rispettivamente nella relazione sulla gestione e nella relazione sul bilancio, i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico.

 

Scopo della norma è quello di integrare le relazioni presentate in sede di approvazione del bilancio per garantire sufficiente informazione e consentire di verificare il conseguimento dell’obiettivo tipico della cooperativa.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

Lo scopo di lucro (c.d. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, essendo individuabile l'attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell'attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest'ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, ben essere presente anche in una società cooperativa, pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci. Ne consegue che anche tale società ove svolga attività commerciale può, in caso di insolvenza, può essere assoggettata a fallimento in applicazione dell'art. 2545 terdecies cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza dichiarativa di fallimento di una società cooperativa avente quale oggetto la commercializzazione verso terzi di prodotti agricoli conferiti dai soci, dei quali la società incassava il prezzo, senza che sia risultato provato che tutte le operazioni di vendita ed incasso compiute dalla società siano state seguite dal completo versamento del denaro ai soci). Rigetta, Bari, 08/03/2012

Cassazione civile sez. I  24 marzo 2014 n. 6835  

 



 
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