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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2545-quinquies codice civile: Diritto agli utili e alle riserve dei soci cooperatori

L’atto costitutivo indica le modalità e la percentuale massima di ripartizione dei dividendi tra i soci cooperatori.

Possono essere distribuiti dividendi, acquistate proprie quote o azioni ovvero assegnate ai soci le riserve divisibili se il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto. La condizione non si applica nei confronti dei possessori di strumenti finanziari.

L’atto costitutivo può autorizzare l’assemblea ad assegnare ai soci le riserve divisibili attraverso:

a) l’emissione degli strumenti finanziari di cui all’articolo 2526;

b) mediante aumento proporzionale delle quote sottoscritte e versate, o mediante l’emissione di nuove azioni, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2525, nella misura massima complessiva del venti per cento del valore originario (1).

Le riserve divisibili, spettanti al socio in caso di scioglimento del rapporto, possono essere assegnate, se lo statuto non prevede diversamente, attraverso l’emissione di strumenti finanziari liberamente trasferibili e devono esserlo ove il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società sia inferiore ad un quarto (2).

Le disposizioni dei commi secondo e terzo non si applicano alle cooperative con azioni quotate in mercati regolamentati.


Commento

Atto costitutivo: [v. 2295]; Dividendi: [v. 2514]; Patrimonio netto: [v. 2424]; Strumenti finanziari: [v. 2506ter]; Assemblea: [v. 2484]; Sottoscrizione: [v. 2474]; Azioni: [v. 2325]; Statuto: [v. 2328].

 

Indebitamento della società: insieme delle fonti di finanziamento di terzi (cd. capitale di terzi) reperite dalla società per finanziare quelle attività alle quali non può essere destinato capitale proprio. L’(—) determina un vincolo di debito che implica la restituzione dei capitali alla scadenza, oltre agli interessi.

 

(1) La norma prevede diverse tecniche di distribuzione ai soci delle riserve divisibili: l’emissione di strumenti finanziari e l’aumento (gratuito) della partecipazione sociale, nella misura massima complessiva del 20% del valore originario.

 

(2) È stata introdotta la regola per cui, in caso di liquidazione della quota al socio, le riserve divisibili possano (o debbano in alcuni casi) essere attribuite ai soci mediante strumenti finanziari trasferibili.

 

Lo scopo dei limiti posti dalla norma in esame è quello di evitare, soprattutto nelle cooperative diverse dalle riconosciute, che il principio della porta aperta, applicato questa volta «in uscita», insieme alla rimozione dei principali limiti alla lucratività soggettiva, determinino esodi in massa nelle situazioni di prosperità o nella imminenza di situazioni di crisi.


Giurisprudenza annotata

Società

Il presupposto dell'eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto di cui all'art. 2467, comma 2, c.c. impone al tribunale una verifica di carattere economico, da un lato, giuridico, dall'altro. La valutazione economica deve essere svolta sulla base del criterio scientifico-aziendalistico in forza del quale sussiste lo squilibrio finanziario quando il rapporto patrimonio netto/indebitamento è inferiore a 0,3-0,35. La verifica di natura giuridica deve tenere conto del tipo di attività esercitata dalla società, non essendo applicabili analogicamente né l'art. 2545 quinquies c.c., né l'art. 2412 c.c., né l'art. 2 d.lg. n. 270 del 1999.

Tribunale S.Maria Capua V.  24 luglio 2013

 



 
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