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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2545-septies codice civile: Gruppo cooperativo paritetico

Il contratto con cui più cooperative appartenenti anche a categorie diverse regolano, anche in forma consortile, la direzione e il coordinamento delle rispettive imprese deve indicare:

1) la durata;

2) la cooperativa o le cooperative cui è attribuita direzione del gruppo, indicandone i relativi poteri;

3) l’eventuale partecipazione di altri enti pubblici e privati;

4) i criteri e le condizioni di adesione e di recesso dal contratto;

5) i criteri di compensazione e l’equilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivanti dall’attività comune (1).

La cooperativa può recedere dal contratto senza che ad essa possano essere imposti oneri di alcun tipo qualora, per effetto dell’adesione al gruppo, le condizioni dello scambio risultino pregiudizievoli per i propri soci.

Le cooperative aderenti ad un gruppo sono tenute a depositare in forma scritta l’accordo di partecipazione presso l’albo delle società cooperative (2).


Commento

Consorzio: [v. 2602]; Recesso: [v. 2285]; Albo delle società cooperative: [v. 2512].

 

Gruppo cooperativo paritetico: gruppo costituito da sole cooperative, per mezzo di un apposito contratto, finalizzato alla direzione e coordinamento delle rispettive attività.

 

(1) La norma prevede gli elementi che deve contenere e disciplinare il contratto con cui più cooperative «costituiscono il gruppo» e presta particolare attenzione al diritto di recesso, che può essere liberamente esercitato e senza onere alcuno allorquando l’adesione al gruppo influisca negativamente sugli scambi mutualistici.

 

(2) L’articolo in commento si applica all’attività di direzione e controllo di un’impresa sociale [v. nota (3) sub Capo II, Titolo II, Libro I] (art. 4, d.lgs. 155/2006).

 

Il gruppo cooperativo richiama il fenomeno della direzione e coordinamento di società [v. Libro V, Titolo V, Capo IX] previsto per le società lucrative [v. 2497 ss.]; peraltro, per la particolare struttura delle cooperative, è più difficile la configurabilità di un controllo di tipo tradizionale [v. 2359]. Inoltre, la figura in questione resta distinta dal gruppo cooperativo ex art. 27quinquies del d.lgs. C.p.S. 1577/1947 in quanto l’intento del legislatore della Riforma sembra quello di introdurre una nuova struttura, in parte già disciplinata istituzionalmente dai consorzi di cooperative.



 
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