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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2545-sexies codice civile: Ristorni

L’atto costitutivo (1) determina i criteri di ripartizione dei ristorni ai soci proporzionalmente alla quantità e qualità degli scambi mutualistici.

Le cooperative devono riportare separatamente nel bilancio i dati relativi all’attività svolta con i soci, distinguendo eventualmente le diverse gestioni mutualistiche.

L’assemblea può deliberare la ripartizione dei ristorni a ciascun socio anche mediante aumento proporzionale delle rispettive quote o con l’emissione di nuove azioni, in deroga a quanto previsto dall’articolo 2525, ovvero mediante l’emissione di strumenti finanziari.


Commento

Atto costitutivo: [v. 2295]; Ristorni: [v. 2521]; Bilancio: [v. 2478bis]; Assemblea: [v. 2484]; Strumenti finanziari: [v. 2506ter].

 

(1) I ristorni costituiscono uno degli strumenti tecnici utilizzati per attribuire ai soci il vantaggio mutualistico (vantaggio di spesa o maggiore remunerazione) derivante dai rapporti di scambio intrattenuti con la società cooperativa. In sostanza, la società pratica ai propri soci delle condizioni identiche a quelle di mercato e periodicamente distribuisce agli stessi delle somme di denaro in proporzione ai rapporti di scambio di ciascun socio con la cooperativa, i ristorni, appunto. Risulta pertanto evidente la differenza con gli utili: mentre questi costituiscono la remunerazione del capitale e pertanto sono distribuiti in proporzione al capitale conferito da ciascun socio, i ristorni sono assegnati in proporzione alle prestazioni mutualistiche.

 


Giurisprudenza annotata

Imposte

Vanno richieste alla Commissione delle Comunità europee, ai sensi degli art. 23 ss. della comunicazione della Commissione agli Stati membri n. 95/C 312/97, relativa alla cooperazione tra giudici nazionali e Commissione in materia di aiuti di Stato, le seguenti informazioni: a) qualificabilità come aiuti di Stato di misure di agevolazione fiscale disposte a favore di società cooperative; b) determinazioni assunte dalla Commissione sulle misure fiscali agevolative nei confronti di società cooperative in ogni settore di attività (inclusa quella bancaria), comprese fra quelle previste dagli art. 10, 11 e 12 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 601, e successive modificazioni, dall'art. 20, penultimo comma d.l.8 aprile 1974 n. 95, conv. in l. 7 giugno 1974 n. 216, dagli art. 7 e 11 l. 31 gennaio 1992 n. 59, dall'art. 3 comma 47 bis l. 23 dicembre 1996 n. 662, dall'art. 2545 sexies c.c., dall'art. 6, comma 23, l. 23 dicembre 2000 n. 388, dall'art. 6 d.l. 15 aprile 2002 n. 63 (convertito nella legge n. 112 del 2002), dall'art. 1, commi da 460 a 466, l. 30 dicembre 2004 n. 311, ovvero altre misure che siano state portate a conoscenza della Commissione; c) elementi per valutare la compatibilità con le norme in materia di aiuti di Stato degli effetti, prodotti nell'ordinamento interno, di norme derogatorie del diritto societario e comunitario comune; d) elementi alla luce dei quali valutare la compatibilità con le norme in materia di aiuti di Stato di un regime normativo derogatorio a favore di enti societari in forma cooperativa che non preveda adeguate forme di controllo esterno sulla sussistenza dei requisiti necessari per poter fruire di agevolazioni.

Cassazione civile sez. trib.  17 febbraio 2006 n. 3525



 
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