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Art. 2556 codice civile: Imprese soggette a registrazione

Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell’azienda devono essere provati per iscritto, salva l’osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l’azienda o per la particolare natura del contratto (1).

I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata, devono essere depositati per l’iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante (2).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Azienda: [v. 177]; Registro delle imprese: [v. 2188].

 

(1) La forma scritta è richiesta quale mezzo di prova del contratto. Una particolare forma è talora richiesta per determinati contratti (es.: per la donazione [v. 782] o per il contratto di società di capitali [v. 2328]) a prescindere dal fatto che l’azienda comprenda beni immobili o meno.

 

(2) Comma così sostituito ex art. 6, l. 12-8-1993, n. 310 (Norme per la trasparenza nella cessione di partecipazioni delle società di capitali, di esercizi commerciali e nei trasferimenti di proprietà di suoli).


Giurisprudenza annotata

IRPEF

In tema di IRPEF, i canoni corrisposti per l'affitto di azienda direttamente imputabili ad attività produttive di ricavi sono deducibili pur se il contratto non è stato stipulato per iscritto, in quanto tale forma è prescritta dall'art. 2556 cod. civ. solo "ad probationem", con effetti limitati al processo ed alle parti contraenti, sicché l'atto è da considerarsi ontologicamente esistente per il fisco, del resto tenuto alla registrazione anche dei contratti d'affitto d'azienda verbali. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Campania, 27/11/2006

Cassazione civile sez. trib.  24 settembre 2014 n. 20057  

 

 

Azienda

La cessione di un'azienda esercente attività assicurativa può essere provata solo per atto scritto, ai sensi dell'art. 2556 cod. civ., trattandosi di impresa soggetta a registrazione, a norma dell'art. 2195, n. 4, cod. civ. Rigetta, App. Roma, 25/02/2010

Cassazione civile sez. II  27 agosto 2014 n. 18409  

 

Ai fini della cessione di azienda l'art. 2556 c.c. non esige il ricorso ad una forma particolare ad substantiam, ma solo ad probationem; esso infatti prevede (e solo per le imprese soggette a registrazione) che i contratti, che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda, devono essere provati per iscritto. Conferma TAR Molise n. 407 del 2002

Consiglio di Stato sez. V  05 marzo 2014 n. 1039  

 

L'art. 2556 comma 1 c.c., quando prescrive la forma scritta "ad probationem" per i contratti aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà o del godimento di azienda di una impresa soggetta a registrazione, opera solo con riguardo alle parti contraenti e non è applicabile ai terzi.

Tribunale Monza  31 marzo 2000

 

Per il combinato disposto degli art. 2556, 2202, 2083 c.c., non è necessaria la prova scritta dei contratti aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà o del godimento di una azienda di piccolo commercio, non essendo la stessa soggetta a registrazione.

Cassazione civile sez. II  26 novembre 1997 n. 11851  

 

A norma dell'art. 2556 c.c., è da escludere che per il trasferimento di un'azienda mobiliare sia richiesta la prova scritta a pena di nullità; non è inoltre necessaria per il combinato disposto degli art. 2556, 2202, 2083 c.c., la prova scritta nei contratti aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà o del godimento di un'azienda di piccolo commercio, non essendo la stessa soggetta a registrazione.

Cassazione civile sez. I  04 giugno 1997 n. 4986  

 

L'acquisto da parte di un terzo di una quota ideale dell'azienda, già gestita, a scopo di profitto, dall'originario imprenditore individuale, determina fra le parti, in difetto di espressa pattuizione contraria, l'insorgere non già della comunione di godimento di cui l'art. 2248 c.c. - la quale non è configurabile nel caso in cui l'oggetto di comune utilizzazione sia costituito non dai vari beni che costituiscono l'azienda, ma da questa stessa, secondo la sua strumentale destinazione all'esercizio dell'impresa -, bensì di una società di fatto, col corollario che la successiva alienazione della quota è suscettibile di dimostrazione anche attraverso la prova testimoniale, in applicazione delle norme che disciplinano la società irregolare e con esclusione dell'applicabilità dell'art. 2556 c.c. che impone la prova scritta per il trasferimento della proprietà o del godimento dell'azienda.

Cassazione civile sez. I  03 aprile 1993 n. 4053  

 

 

 

Impresa ed imprenditore

Ai sensi dell’art. 2556 c.c. i contratti che hanno per oggetto il trasferimento ovvero il godimento dell’azienda debbono essere depositati per l’iscrizione nel registro delle imprese e ciò per renderli conoscibili ai terzi ed in particolare ai creditori della medesima.

Tribunale Roma sez. X  15 maggio 2014 n. 10697  

 

 

Impiegati dello stato

Costituisce danno il pagamento di un credito prescritto; è fonte di responsabilità erariale il pagamento, senza sollevare eccezione di prescrizione, da parte dell'amministrazione del credito dell'impresa appaltatrice già prescritto per essere decorsi più di dieci anni dalla data entro la quale dovevano essere concluse le operazioni di collaudo; anteriormente all'emanazione dell'art. 5 l. n. 741 del 1981 non era previsto alcun termine per il compimento delle operazioni di collaudo, introdotto dalla norma in questione che fissa, invece, in sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori, prorogabili in casi di lavori complessi o di particolare natura, per un periodo non superiore ad un anno dall'ultimazione predetta; anche in mancanza di collaudo, trascorsi i termini predetti l'appaltatore può proporre giudizio arbitrale o ordinario per le controversie nascenti dal contratto d'appalto; di conseguenza ove l'amministrazione abbia omesso di adottare o comunicare le proprie determinazioni, tale comportamento omissivo denuncia in sé il rifiuto dell'amministrazione e il suo inadempimento e l'appaltatore potrà fare valere direttamente i suoi diritti senza necessità di messa in mora dell'amministrazione o di attivazione del procedimento ex art. 1183 c.c. di fissazione giudiziale del termine, realizzandosi in tal modo le condizioni per le quali, ai sensi dell'art. 2935 c.c., incominci a decorrere il termine di prescrizione del suo diritto; (fattispecie in cui l'amministrazione aveva pagato non solo a ditta diversa da quella aggiudicataria per effetto di successiva modificazione non depositata presso il registro delle imprese ai sensi dell'art. 2556 c.c., ma soprattutto aveva soddisfatto richieste di pagamento a distanza di anni dall'asserita esecuzione dei lavori, quando già si era maturata la prescrizione).

Corte Conti reg. (Toscana) sez. giurisd.  25 marzo 2010 n. 114  

 

 

Società di capitali

Ai sensi del combinato disposto dell'art. 12 l. n. 364 del 1989 e dell'art. 2556 c.c. il trasferimento in trust di una società (nella specie s.r.l.) - da qualificarsi in termini di trasferimento di azienda poiché tali sono gli effetti sostanziali rispetto ai creditori - deve avvenire con atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve essere depositato dal notaio rogante presso il registro delle imprese al fine di renderlo pubblico ai terzi l'evento.

Tribunale Brindisi  17 febbraio 2010



 
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