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Art. 2558 codice civile: Successione nei contratti

Se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale (1).

Il terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità dell’alienante (2).

Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell’usufruttuario e dell’affittuario per la durata dell’usufrutto e dell’affitto.


Commento

Azienda: [v. 177]; Recesso: [v. 1373]; Usufrutto: [v. 2561]; Affitto: [v. 2562].

 

(1) Dalla lettura del comma 1 emerge che il fenomeno descritto come «trasferimento dell’azienda» non consiste solo nel trasferimento della proprietà dei beni aziendali. Esso comporta, infatti, anche la cessione, all’acquirente dell’azienda, dei contratti che assicuravano all’imprenditore alienante il godimento di quei beni, dei quali egli non era proprietario (es.: beni che aveva in affitto [v. 1615]).

 

(2) Il terzo contraente si troverà, in caso di trasferimento dell’azienda, indipendentemente da ogni concorso della sua volontà, ad essere vincolato, per contratto, nei confronti di un soggetto diverso dall’originario contraente.

Egli si potrà sciogliere dal contratto solo provando l’esistenza di una giusta causa di recesso.

 

 


Giurisprudenza annotata

Azienda

In tema di cessione di azienda, il regime fissato dall'art. 2560, secondo comma, cod. civ. con riferimento ai debiti relativi all'azienda ceduta (secondo cui dei debiti suddetti risponde anche l'acquirente dell'azienda, allorché essi risultino dai libri contabili obbligatori), trova applicazione quando si tratti di debiti in sé soli considerati; non si applica, invece, quando i debiti si ricolleghino a posizioni contrattuali non ancora definite, in cui il cessionario sia subentrato a norma dell'art. 2558 cod. civ., nel qual caso la responsabilità si inserirà nell'ambito della più generale sorte del contratto, anche se in fase contenziosa al tempo della cessione dell'azienda.

Tribunale Milano sez. VII  03 dicembre 2014 n. 14413  

 

In caso di trasferimento d'azienda si verifica il trasferimento all'acquirente di tutti i rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive non aventi carattere personale, a norma dell'art. 2558 c.c., con la conseguente responsabilità dell'acquirente dell'azienda per l'inadempimento dei relativi contratti, però l'alienante non è liberato dalla responsabilità per i debiti dell'azienda ceduta salvo che i creditori non abbiano consentito a tale liberazione.

Tribunale Milano sez. VII  03 dicembre 2014 n. 14413  

 

La cessione d’azienda comporta, a norma dell’art. 2558 cc, salvo patto contrario, la cessione “ipso iure” dei rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive che non abbiano carattere personale, riguardanti l’esercizio dell’azienda e non siano ancora esauriti, intendendosi per tali anche quelli che si trovano in fase contenziosa, con la conseguenza che il cessionario dell’azienda assume la posizione di successore a titolo particolare nel diritto controverso, ai sensi e per gli effetti dell’art. 111 c.p.c.

Tribunale Arezzo  20 agosto 2014 n. 882  

 

In caso di cessione di un ramo d’azienda, l’acquirente non subentra automaticamente ex art. 2558 c.c. anche nelle obbligazioni risarcitorie per danni cagionati a terzi dal cedente durante l’adempimento di obbligazioni inerenti l’esercizio dell’azienda ceduta, ma vi può rispondere ai sensi dell’art. 2560 c.c. solo in via cumulativa e sempre che risultino dai libri contabili obbligatori cosicché, nel caso in cui il debito fatto valere è c.d. puro, perché non collegato sinallagmaticamente con altra obbligazione corrispettiva verso la società, rientra nell’ambito di disciplina di cui all’art. 2560 c.c e non all’art. 2558 c.c.

Tribunale Torino sez. III  15 ottobre 2013 n. 6023  

 

In tema di cessione di azienda, il regime fissato dall’art. 2560 comma 2 c.c. quanto ai debiti relativi all’azienda ceduta è destinato a trovare applicazione quando si tratti di debiti in sé soli considerati, e non anche quando essi si ricolleghino a posizioni contrattuali non ancora esaurite in cui il cessionario sia subentrato a norma del precedente art. 2558 c.c.

Tribunale Milano  11 ottobre 2013 n. 12673  

 

Il conferimento di un'azienda individuale in una società di persone o di capitali costituisce una cessione d'azienda, la quale comporta, per legge, la cessione dei crediti relativi all'esercizio di essa, che, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Rigetta, App. Roma, 04/10/2007

Cassazione civile sez. III  19 agosto 2013 n. 19155  

 

In tema di affitto di azienda, gli appalti di natura privata e di natura pubblica, sono esclusi dalla disciplina del subentro automatico ex art. 2558 cc., essendo contratti connotati dal c.d. “intuitu personae”, vale a dire dall’essenzialità delle qualità soggettive dell’appaltatore; trova, invece, applicazione la norma di cui all’art. 1406 c.c. che richiede, ai fini del perfezionamento del contratto, il consenso del contraente ceduto; inoltre, negli appalti di opere pubbliche, è necessaria la previa verifica, ex art. 51 cod. appalti, della sussistenza dei requisiti soggettivi dell’affittuario di azienda.

Tribunale Monza  23 maggio 2013

 

Qualora le parti, nello stipulare un contratto di affitto di azienda, abbiano espressamente disciplinato le sorti del contratto di locazione dell'immobile nel quale è esercitata l'azienda, trova applicazione la disciplina della locazione, che espressamente regola la fattispecie, non operando, invece, il principio di successione automatica del cessionario nei contratti stipulati dal cedente, di cui all'art. 2558 c.c. Rigetta, App. Ancona, 17/06/2006

Cassazione civile sez. III  16 maggio 2013 n. 11967  

 



 
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