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Art. 2563 codice civile: Ditta

L’imprenditore ha diritto all’uso esclusivo della ditta da lui prescelta.

La ditta, comunque sia formata, deve contenere almeno il cognome o la sigla dell’imprenditore, salvo quanto è disposto dall’art. 2565 (1).


Commento

Imprenditore: [v. 2082].

Ditta: segno distintivo che contraddistingue la persona dell’imprenditore nell’esercizio dell’attività di impresa (nome commerciale).

 

(1) La ditta è mezzo d’individuazione necessario in quanto, in mancanza di diversa scelta, essa coincide col nome civile dell’imprenditore.

 

La ditta, come gli altri due segni distintivi (insegna [v. 2568] e marchio [v. 2569]), trova la sua ragione di essere nel favorire la formazione e la conservazione della clientela, in quanto consentono al pubblico dei consumatori di distinguere fra i vari imprenditori che operano sul mercato e di fare le loro scelte.

 

 


Giurisprudenza annotata

Ditta ed insegna

La ditta, comunque sia formata, deve contenere, a norma dell'art. 2563, secondo comma, cod. civ., almeno il cognome o la sigla dell'imprenditore, salvo quanto è disposto dal successivo art. 2565. Tuttavia, in base all'art. 2564, primo comma, cod. civ. - applicabile anche all'insegna in virtù dell'art. 2568 cod. civ. -, allorché la ditta sia uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore e possa creare confusione per l'oggetto dell'impresa e per il luogo in cui questa venga esercitata, essa "deve essere integrata o modificata con indicazione idonee a differenziarla". Rigetta, App. Torino, 07/12/2010

Cassazione civile sez. VI  17 maggio 2013 n. 12136  

 

Se è vero che in base all'art. 2563, secondo comma c.c., la ditta, comunqCE sia formata, deve contenere almeno il cognome o la sigla dell'imprenditore, salvo quanto a disposto dall'articolo 2565, è altrettanto certo che, in base all'art. 2564, primo comma c.c. (applicabile anche all'insegna in virtù dell'art. 2568 c.c.), allorché la ditta sia uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore e possa creare confusione per l'oggetto dell'impresa e per il luogo in cui qCEsta venga esercitata, essa deve essere integrata o modificata con indicazioni idonee a differenziarla. Ne deriva pertanto che il cognome dell'imprenditore che deve essere inserito nella ditta o nella denominazione di società di persone non può valere di per sé conte elemento differenziatore della ditta o dell'insegna.

Cassazione civile sez. VI  17 maggio 2013 n. 12136  

 

L'atto di diffida ad adempiere inviato alla ditta dopo il decesso dell'originario titolare e ricevuto dagli eredi senza contestazione, è idoneo ad interrompere la prescrizione, giacché ai sensi dell'art. 2563 e 2565 c.c., la ditta può continuare ad essere intitolata al nome dell'imprenditore che si trasmette ai successori unitamente all'azienda, in mancanza di una diversa disposizione testamentaria, e che può costituire un elemento indispensabile, o quantomeno utile, per la conservazione dell'avviamento commerciale.

Corte appello L'Aquila sez. lav.  04 luglio 2011 n. 475  

 

La ditta non ha soggettività giuridica distinta da quella del suo titolare ma si identifica con quest'ultimo sia sotto l'aspetto sostanziale che sotto quello processuale.

Cassazione civile sez. III  19 aprile 2010 n. 9269  

 

In tema di legittimazione processuale, l'imprenditore, pur senza specificare la sua qualità, è legittimato ad opporsi ad un decreto ingiuntivo emesso nei confronti della relativa ditta, non avendo quest'ultima soggettività giuridica distinta ed identificandosi essa con il suo titolare sotto l'aspetto sia sostanziale che processuale.

Cassazione civile sez. III  19 aprile 2010 n. 9260  

 

La ditta è un bene immateriale costituito dal nome sotto il quale l'imprenditore svolge la propria attività, non un soggetto di diritto - persona fisica o giuridica che sia - od anche soltanto centro autonomo d'imputazione d'interessi; onde, sebbene l'individuazione dell'imprenditore attraverso la sua ditta piuttosto che attraverso il suo nome personale (questo, comunque, nella prima sempre necessariamente contenuto o rappresentato per sigla, ex art. 2563, comma 2, c.c.) possa egualmente aver luogo in modo giuridicamente efficace, non è tuttavia corretta l'indicazione della ditta quale intestataria di atti giuridici - sostanziali e/o processuali che siano - l'imputazione dei quali va, in ogni caso, effettuata in capo alla persona fisica titolare della ditta. Pertanto il mandato difensivo rilasciato ad un legale dal titolare di una ditta è del tutto inidoneo a consentire al medesimo legale la rappresentanza processuale del successivo titolare della stessa ditta.

Cassazione civile sez. un.  27 ottobre 2006 n. 23073  

 

Se all'acquirente di un'azienda l'uso della ditta viene consentito solo temporaneamente, il diritto dell'alienante nondimeno si estingue se questi non esercita più attività di impresa e l'acquirente può appropriarsi a titolo originario del segno distintivo ormai dismesso (nel caso concreto, al trasferimento della ditta viene assimilata la conservazione, nella ragione o denominazione sociale, del nome di un socio che abbia alienato la propria partecipazione.

Tribunale Alba  08 febbraio 2006

 

La ditta individuale non costituisce un soggetto di diritto autonomo rispetto al suo titolare a causa della coincidenza tra le due entità, ne consegue che ogni atto compiuto dalla stessa è riferibile al suo titolare, non quale legale rappresentante ma proprio quale soggetto di diritto, per cui la procura "ad litem" rilasciata dal titolare personalmente è idonea a legittimare l'opposizione spiegata dallo stesso quale titolare della ditta individuale.

Tribunale Palmi  18 gennaio 2005



 
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